Cara ADUC
Silenzio assenso e art. 65 Wind
Domanda
13 luglio 2025
Nel 2017 ho attivato a mio nome una sim Tre per mia figlia, allora decenne e
invalida civile (senza deficit cognitivi). Il rivenditore mi propose, insieme alla sim telefonica, una sim dati da 5GB al costo di 3€ al mese.
Oggi, marzo 2025, dopo aver trasferito la sola sim telefonica ad altro operatore e chiuso il conto corrente su cui erano domiciliati i pagamenti, ho scoperto che la situazione era mutata senza che me ne accorgessi: la sim dati è passata da 5GB a 120GB, con canone salito prima a 8,99€ e poi a 10,99€ negli ultimi quattro mesi, a seguito del passaggio del numero telefonico principale verso altro operatore.
Parlando con un operatore Wind ho appreso che nel 2019 c’è stato un cambio piano
con aumento del canone, comunicato tramite sms e applicato per silenzio assenso.
Tuttavia, se l’sms è stato inviato al numero dati, non potevo leggerlo perché la
scheda dati è usata in dispositivi (router o chiavette) dove la lettura degli sms non è possibile. Se invece l’sms è stato inviato alla sim telefonica, anch’essa non era sotto il mio diretto controllo, poiché era usata da mia figlia minorenne.
La sim dati non è mai stata praticamente utilizzata, perché la tenevo solo per
emergenze, confidando nel costo iniziale di 3€. Per anni il relativo canone è
stato addebitato su un conto corrente dedicato esclusivamente alla pensione
d’invalidità di mia figlia, conto che non monitoravo frequentemente. Solo dopo
averlo chiuso, Wind mi ha chiesto il pagamento dei canoni arretrati degli ultimi 4 mesi, facendomi scoprire quanto accaduto.
Ritengo sussistano i presupposti per contestare la situazione perché:
non ho mai effettivamente utilizzato la sim dati,
non ho avuto la possibilità concreta di esprimere un eventuale dissenso al cambio piano,
il silenzio assenso è stato applicato in violazione dell’art. 65 del Codice del
Consumo, che richiede un consenso espresso.
Mi ritrovo ad aver pagato circa 500€ in più rispetto a quanto previsto, tra Tre e Wind, più oltre 40€ di insoluto maturato negli ultimi mesi, che rischiano di
crescere ulteriormente per more e interessi se non saldati. Ho già provveduto a
far disattivare la sim dati.
Ho inviato due PEC a Wind, spiegando la vicenda e richiamando l’art. 65 del Codice del Consumo, ma mi hanno risposto negando ogni possibilità di accoglimento della mia richiesta.
Ora chiedo se devo rassegnarmi e pagare anche i 40€ residui oltre ai 500€ già
persi, oppure se ci sono basi giuridiche per contestare formalmente la vicenda e
ottenere il rimborso delle somme pagate indebitamente.
Grazie,
Mama, dalla provincia di RM
Mama, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
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