Mercoledì 4 novembre 2026
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Cara ADUC

Separazione e divorzio

4 agosto 2015
Domanda 4 agosto 2015
Buongiorno sono un vostro socio e vorrei porre alcuni quesiti a voi. da pochi mesi convivono nella mia abitazione (ricevuta in donazione dai miei genitori) la mia compagna e sua figlia sedicenne. Lei è separata in data febbraio 2014 legalmente in forma consensuale e l'affido é congiunto. Lei ha un reddito di circa 4000 EU annuali. Suo ex marito di circa 25500 EU. Si sono accordati che sua figlia viva con sua madre e un week end si ed uno no vada con il padre. X gli alimenti alla figlia si sono accordati che lui gli dia 250 euro mensilmente e le spese extra al 50%. La mia compagna prima che vivesse con me ha rinunciato hai propri alimenti visto che avevano contratto dei debiti personali durante il matrimonio delegando a lui i pagamenti, anche perché in data giugno 2014 lui se ne andato ed ha lasciato la mia nuova compagna e sua figlia nell'appartamento ATER. dove vivevano lasciando le bollette e affitti anche arretrati alla mia compagna. fermo restando che fin ora da quella data di separazione lui ha pagato gli alimenti solo in sei mensilità al mantenimento di sua figlia.... Adesso pretende visto che lui non riesce a pagare gli alimenti che sua figlia vada con lui una settimana si ed una no. Inoltre minaccia di rifiutarsi di pagare i debiti contratti e quindi visto che la mia compagna é garante di lasciargli a lei anche quelli. Più volte la finanziaria ha telefonato la mia compagna. siamo molto preoccupati del nostro futuro anche perché sua figlia è molto attaccata a noi.. Tutte queste minacce sono veritiere? Come possiamo tutelarsi? Anche perché lui ha una nuova compagna di cui ha avuto un figlio... Non vorrei mai che darebbe priorità al nuovo nato. Inoltre anche noi vorremmo progettare il nostro futuro visto che siamo in dolce attesa, e vorremmo ottenere il divorzio.
Roberto, da Torreano (IT)

Risposta ADUC
da quanto riferito presumo che la sua compagna ed il marito abbiamo presentato una separazione consensuale che poi è stata omologata dal Tribunale.
Alla prima questione che attiene alla mancata corresponsione del mantenimento in favore della figlia, nella misura convenuta nelle condizioni di separazione omologate, Le preciso che la sua compagna può iniziare una azione esecutiva nei confronti del marito chiedendo il pagamento degli arretrati.
In ordine ai debiti pregressi contratti con la firma, quale garante, della sua compagna, Le conformo che, nonostante l'accollo da parte del marito, in caso di sua insolvenza gli Istituti di Credito e/o le finanziarie possono chiedere il pagamento alla stessa, salvo il diritto di rivalsa di quest'ultima.
Invero, nel caso, le pattuizioni di accollo hanno efficacia vincolante tra le parti ma non nei confronti di terzi.
Preso atto di quanto sopra, essendo decorsi i termini (sei mesi) dalla udienza Presidenziale di Separazione necessari ai fini della proposizione del divorzio, Vi consiglio, in caso di negato accordo, di provvedere al deposito del ricorso ivi rappresentando le condizioni che ritenete opportune, anche con riferimento alle modalità e tempi di frequentazione padre/figlia.
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Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
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