Cara ADUC
Risarcimento danni per bagaglio smarrito
Domanda
11 maggio 2015
Gradirei pubblicare la mia disavventura. In allegato la mia lettera
inviata ad Alitalia. Grazie.
------------------------
Spett.le Alitalia
Via A. Nassetti Pal. NHQ
00054 Fiumicino(RM)
OGGETTO: risarcimento danni per bagaglio smarrito – riferimento pratica xxxxx
FATTI
Il 26 febbraio 2015 alle ore 12,40 mi accingo, insieme alla mia compagna xxxx, a salire sul volo Alitalia da Catania a Verona con transito da Roma Fiumicino.
Il bagaglio era costituito da due trolley delle dimensioni previste dal regolamento per poterli riporre nelle cappelliere dell’aereo.
Tuttavia, ai piedi della scaletta dell’aereo ci chiedono di consegnare i bagagli per metterli nella stiva.
Scesi dall’aereo a Fiumicino chiediamo la riconsegna delle valigie. Ci viene detto che potremo ritirarle ai nastri dell’aeroporto di Verona.
Manifestiamo una certa titubanza perché ci aspettavamo che venissero riconsegnate subito, appena scesi dall’aereo a Fiumicino. Comunque ci adeguiamo anche perché temevamo di perdere la coincidenza per Verona.
Quivi giunti, l’amara sorpresa di non trovare le nostre valigie.
Quella della sig.ra xxxxx con codice AZ 0055 615984 è stata riconsegnata il 1° aprile c.a.; quella del sig. xxxxx con codice AZ xxxx a tutt’oggi non è stata ritrovata.
CONSIDERAZIONI
Trascurando gli immaginabili e spiacevoli disagi, ci si sofferma sulla responsabilità per culpa in eligendo e vigilando dell’azienda Alitalia.
Il fenomeno dello smarrimento è ricorrente e appare essere frutto di negligenza degli addetti e di inefficienza dell’organizzazione del servizio.
La considerazione discende dalle seguenti circostanze di fatto:
su tredici passeggeri scesi a Verona che avevano imbarcato in stiva la valigia, sette non l’hanno ritrovata;
le impiegate della assistenza bagagli di Verona si sono avvicinate al rullo pressochè subito dopo il nostro arrivo, dando l’impressione di avere la certezza che alcuni bagagli sicuramente non sarebbero arrivati. Da noi sollecitate hanno poi confessato che l’inconveniente succede tutti i giorni;
il vettore che dopo quattro giorni ha consegnato la valigia della sig.ra Patrizia Zangla ha riferito che la stragrande maggioranza degli smarrimenti interessa i voli Alitalia;
un caro amico, nonché vostro ex assistente di volo, sig. Santo Pedone, alle ore 19,30 circa del 26 febbraio c.a. si è recato presso il banco smarrimento bagagli Alitalia dell’area arrivi terminal 1 di Fiumicino. L’impiegato si limitò a controllare il data base dello smarrimento bagagli Alitalia. Il sig. Pedone spiegò che in una delle due valigie vi erano accertamenti medici la cui mancanza avrebbe fatto saltare la visita oculistica cui si doveva sottoporre uno dei due viaggiatori, Danilo Salvato, e, forte delle conoscenze acquisite in tanti anni di lavoro, lo invitava a telefonare allo smistamento bagagli interpista dei voli nazionali al fine di fare il possibile per evitare il danno derivante all’Alitalia da una eventuale causa di risarcimento. L’impiegato dello smistamento rispose che vi erano nove container da controllare e che non poteva fare nulla.
Queste ed altre impressioni tratte dalla allucinante avventura hanno indotto a pensare che il ramo di azienda dell’Alitalia che si occupa del trasporto delle valigie non è (per usare un eufemismo) un esempio di efficienza. Sarebbe il caso intervenire sul personale addetto motivandolo e/o collocandolo nel posto della catena di lavorazione più consono al suo profilo e, se il caso, mandarlo a casa a “calci nel sedere” se dimostra: -- poco rispetto per il lavoro, -- di non capire di essere privilegiato in un momento storico di disoccupazione così elevata, -- di non avere a cuore la tutela, il buon andamento e l’efficienza della compagnia nazionale o pseudo tale.
Da utenti, consumatori e cittadini italiani sentiamo il bisogno di manifestare anche altre impressioni.
Data la situazione che comportava un certo disagio nel rimanere fuori sede, si è chiesto di anticipare il volo di rientro.
Non vi è stata forza divina di trovare qualcuno che usasse la testa per pensare oltre che per poggiarvi il cappello. Tutti coloro con i quali abbiamo interloquito hanno risposto che non potevano anticipare il volo se non a condizione che si pagasse la relativa penale. Ci si chiede se è possibile che una compagnia aerea non abbia un ufficio con delle teste pensanti che siano in grado di affrontare le emergenze e trovare una soluzione per smentire la indagine dell’OCSE che nel 2013 ha reso disponibile una prima analisi statistica sulle “Abilità degli adulti” fra i 16 e i 65 anni nei paesi sviluppati collocando l’Italia agli ultimi posti, sia nelle capacità letterarie, sia in quelle matematiche, sia nel problem solving. Questi dati sono allarmanti, perché un popolo incapace di ragionare è facile preda di scaltri indottrinatori e ha scarse potenzialità produttive.
Da tutti ci siamo sentiti ripetere come un nastro registrato che ci sono delle regole, salvo poi a rimanere senza parole allorquando gli è stato chiesto se queste regole prevedano pure che si debba smarrire il bagaglio e che si debba mandare in stiva un bagaglio che abbia le misure standard per essere riposto nelle cappelliere.
Senza scomodare grandi filosofi o giuristi per disquisire sul concetto di regola, di interpretazione della regola, di ratio legis, di strumento estremamente rigido concettualmente inadeguato a regolamentare i casi della vita che sono estremamente fluidi e mutevoli, ecc., ci si è limitati ad invitare questi impiegati a ricorrere ad un semplice concetto: “il buon senso”. Anche per contenere i danni della compagnia aerea alla quale avremmo potuto richiedere l’ulteriore risarcimento per l’acquisto di altri capi di abbigliamento a causa del protrarsi della permanenza a Verona.
Tale buon senso pare sia merce rara fra gli impiegati dell’Alitalia, almeno fra tutti quelli con cui abbiamo avuto la ventura di imbatterci. Per onestà si devono segnalare due dipendenti che questo acume hanno mostrato di averlo, purtroppo si sono dovute arrendere di fronte ai superiori che invece mostravano di non possederlo.
CONCLUSIONI
Sulla base di quanto sin qui esposto, chiediamo
il risarcimento del danno per la perdita della valigia con codice AZ xxxx pari ad € 100,00;
il rimborso di € 516,06, documentato dagli scontrini fiscali in nostro possesso, per sostituire, in parte, il contenuto delle due valigie, e cioè medicine, biancheria intima e abbigliamento necessario per i giorni in cui siamo rimasti a Verona;
il rimborso delle spese di viaggio, pernottamento e vitto perché, per vostra colpa, saremo costretti a ritornare a Verona ed affrontare per la seconda volta le stesse spese per completare la visita oculistica del prof. Giorgio Marchini;
il costo degli esami medici che dovrò ripetere, di cui riservo la quantificazione;
il rimborso di € 70,00 per il taxi da Catania a Barcellona P.G. atteso che le chiavi dell’auto erano nella valigia a tutt’oggi non riconsegnata (ricevuta fiscale n. 50/15 del 4/3/2015 dell’autonoleggio Alibrando srl).
Distinti saluti
Santo, da Nettuno
inviata ad Alitalia. Grazie.
------------------------
Spett.le Alitalia
Via A. Nassetti Pal. NHQ
00054 Fiumicino(RM)
OGGETTO: risarcimento danni per bagaglio smarrito – riferimento pratica xxxxx
FATTI
Il 26 febbraio 2015 alle ore 12,40 mi accingo, insieme alla mia compagna xxxx, a salire sul volo Alitalia da Catania a Verona con transito da Roma Fiumicino.
Il bagaglio era costituito da due trolley delle dimensioni previste dal regolamento per poterli riporre nelle cappelliere dell’aereo.
Tuttavia, ai piedi della scaletta dell’aereo ci chiedono di consegnare i bagagli per metterli nella stiva.
Scesi dall’aereo a Fiumicino chiediamo la riconsegna delle valigie. Ci viene detto che potremo ritirarle ai nastri dell’aeroporto di Verona.
Manifestiamo una certa titubanza perché ci aspettavamo che venissero riconsegnate subito, appena scesi dall’aereo a Fiumicino. Comunque ci adeguiamo anche perché temevamo di perdere la coincidenza per Verona.
Quivi giunti, l’amara sorpresa di non trovare le nostre valigie.
Quella della sig.ra xxxxx con codice AZ 0055 615984 è stata riconsegnata il 1° aprile c.a.; quella del sig. xxxxx con codice AZ xxxx a tutt’oggi non è stata ritrovata.
CONSIDERAZIONI
Trascurando gli immaginabili e spiacevoli disagi, ci si sofferma sulla responsabilità per culpa in eligendo e vigilando dell’azienda Alitalia.
Il fenomeno dello smarrimento è ricorrente e appare essere frutto di negligenza degli addetti e di inefficienza dell’organizzazione del servizio.
La considerazione discende dalle seguenti circostanze di fatto:
su tredici passeggeri scesi a Verona che avevano imbarcato in stiva la valigia, sette non l’hanno ritrovata;
le impiegate della assistenza bagagli di Verona si sono avvicinate al rullo pressochè subito dopo il nostro arrivo, dando l’impressione di avere la certezza che alcuni bagagli sicuramente non sarebbero arrivati. Da noi sollecitate hanno poi confessato che l’inconveniente succede tutti i giorni;
il vettore che dopo quattro giorni ha consegnato la valigia della sig.ra Patrizia Zangla ha riferito che la stragrande maggioranza degli smarrimenti interessa i voli Alitalia;
un caro amico, nonché vostro ex assistente di volo, sig. Santo Pedone, alle ore 19,30 circa del 26 febbraio c.a. si è recato presso il banco smarrimento bagagli Alitalia dell’area arrivi terminal 1 di Fiumicino. L’impiegato si limitò a controllare il data base dello smarrimento bagagli Alitalia. Il sig. Pedone spiegò che in una delle due valigie vi erano accertamenti medici la cui mancanza avrebbe fatto saltare la visita oculistica cui si doveva sottoporre uno dei due viaggiatori, Danilo Salvato, e, forte delle conoscenze acquisite in tanti anni di lavoro, lo invitava a telefonare allo smistamento bagagli interpista dei voli nazionali al fine di fare il possibile per evitare il danno derivante all’Alitalia da una eventuale causa di risarcimento. L’impiegato dello smistamento rispose che vi erano nove container da controllare e che non poteva fare nulla.
Queste ed altre impressioni tratte dalla allucinante avventura hanno indotto a pensare che il ramo di azienda dell’Alitalia che si occupa del trasporto delle valigie non è (per usare un eufemismo) un esempio di efficienza. Sarebbe il caso intervenire sul personale addetto motivandolo e/o collocandolo nel posto della catena di lavorazione più consono al suo profilo e, se il caso, mandarlo a casa a “calci nel sedere” se dimostra: -- poco rispetto per il lavoro, -- di non capire di essere privilegiato in un momento storico di disoccupazione così elevata, -- di non avere a cuore la tutela, il buon andamento e l’efficienza della compagnia nazionale o pseudo tale.
Da utenti, consumatori e cittadini italiani sentiamo il bisogno di manifestare anche altre impressioni.
Data la situazione che comportava un certo disagio nel rimanere fuori sede, si è chiesto di anticipare il volo di rientro.
Non vi è stata forza divina di trovare qualcuno che usasse la testa per pensare oltre che per poggiarvi il cappello. Tutti coloro con i quali abbiamo interloquito hanno risposto che non potevano anticipare il volo se non a condizione che si pagasse la relativa penale. Ci si chiede se è possibile che una compagnia aerea non abbia un ufficio con delle teste pensanti che siano in grado di affrontare le emergenze e trovare una soluzione per smentire la indagine dell’OCSE che nel 2013 ha reso disponibile una prima analisi statistica sulle “Abilità degli adulti” fra i 16 e i 65 anni nei paesi sviluppati collocando l’Italia agli ultimi posti, sia nelle capacità letterarie, sia in quelle matematiche, sia nel problem solving. Questi dati sono allarmanti, perché un popolo incapace di ragionare è facile preda di scaltri indottrinatori e ha scarse potenzialità produttive.
Da tutti ci siamo sentiti ripetere come un nastro registrato che ci sono delle regole, salvo poi a rimanere senza parole allorquando gli è stato chiesto se queste regole prevedano pure che si debba smarrire il bagaglio e che si debba mandare in stiva un bagaglio che abbia le misure standard per essere riposto nelle cappelliere.
Senza scomodare grandi filosofi o giuristi per disquisire sul concetto di regola, di interpretazione della regola, di ratio legis, di strumento estremamente rigido concettualmente inadeguato a regolamentare i casi della vita che sono estremamente fluidi e mutevoli, ecc., ci si è limitati ad invitare questi impiegati a ricorrere ad un semplice concetto: “il buon senso”. Anche per contenere i danni della compagnia aerea alla quale avremmo potuto richiedere l’ulteriore risarcimento per l’acquisto di altri capi di abbigliamento a causa del protrarsi della permanenza a Verona.
Tale buon senso pare sia merce rara fra gli impiegati dell’Alitalia, almeno fra tutti quelli con cui abbiamo avuto la ventura di imbatterci. Per onestà si devono segnalare due dipendenti che questo acume hanno mostrato di averlo, purtroppo si sono dovute arrendere di fronte ai superiori che invece mostravano di non possederlo.
CONCLUSIONI
Sulla base di quanto sin qui esposto, chiediamo
il risarcimento del danno per la perdita della valigia con codice AZ xxxx pari ad € 100,00;
il rimborso di € 516,06, documentato dagli scontrini fiscali in nostro possesso, per sostituire, in parte, il contenuto delle due valigie, e cioè medicine, biancheria intima e abbigliamento necessario per i giorni in cui siamo rimasti a Verona;
il rimborso delle spese di viaggio, pernottamento e vitto perché, per vostra colpa, saremo costretti a ritornare a Verona ed affrontare per la seconda volta le stesse spese per completare la visita oculistica del prof. Giorgio Marchini;
il costo degli esami medici che dovrò ripetere, di cui riservo la quantificazione;
il rimborso di € 70,00 per il taxi da Catania a Barcellona P.G. atteso che le chiavi dell’auto erano nella valigia a tutt’oggi non riconsegnata (ricevuta fiscale n. 50/15 del 4/3/2015 dell’autonoleggio Alibrando srl).
Distinti saluti
Santo, da Nettuno
Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato per conoscenza e che pubblichiamo su Cara Aduc. Le ricordiamo che la forma per cercare di ottenere qualcosa, dovrebbe essere quella della messa in mora tramite raccomandata A/R o PEC.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti