Sabato 24 ottobre 2026
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Cara ADUC

Riparazione auto non risolutiva

1 giugno 2016
Domanda 1 giugno 2016
Salve,
Poche settimane fa la macchina ha cominciato a presentare un problema d'accensione: inserendo e girando la chiave l'auto non si avvia, se non dopo 3/4 tentativi. Mio padre ha allora portato la macchina al meccanico vicino casa, il quale ha individuato un problema di tipo elettronico ma avrebbe dovuto ordinare i pezzi direttamente alla casa madre dell'auto.
A quel punto mio padre ha preso la decisione di rivolgersi direttamente alla officina della casa madre della città, per farsi fare un preventivo: il responso è stato molto diverso e gli sono stati elencati i pezzi da cambiare al fine di risolvere il problema per il quale ci eravamo recati. Come mio padre ha accennato della diversa diagnosi fatta dal meccanico al quale preventivamente ci eravamo rivolti, gli è stato risposto che non poteva essere quel tipo di problema. Di fronte a ciò, mio padre ha acconsentito a procedere ai lavori credendo che un'officina ufficiale potesse essere più garantista sulla comprensione dei problemi presenti in un'auto della stessa casa automobilistica.
Al ritiro della macchina, a mio padre presentano una fattura di 680€ e affermano che il problema è risolto e la macchina è a posto.
Mio padre paga, ritira la macchina e torna a casa.
Il giorno dopo sale in macchina, compie il giro chiavi per mettere in moto e l'auto ripresenta lo stesso identico problema, non parte.
Dopo successivi tentativi riesce a metterla in moto e si dirige presso l'officina Suzuki per fare presente che il problema non è stato risolto, gli dicono che occorre procedere con un nuovo lavoro poiché il computer non aveva segnalato in precedenza il "nuovo" problema.
Mio padre, preso dallo sconforto ma bisognoso dell'auto, fa procedere al nuovo lavoro, che è stato terminato ieri. Al momento della consegna viene presentata una nuova fattura, con relativo lavoro e pezzi cambiati, totale: 650€. Proviamo a contestare verbalmente il primo pagamento, in quanto il relativo intervento non era stato assolutamente risolutivo (visto che dal giorno dopo del ritiro la macchina presentava gli stessi sintomi).
Ci negano ogni possibilità di incontro e ci negano la possibilità di ritirare l'auto senza il "dovuto" corrispettivo.
La nostra domanda è se sia possibile agire, e eventualmente come, in nostra difesa considerando che il lavoro e pezzi cambiati nel primo intervento non sono stati risolutivi, in quanto la macchina ha continuato a presentare lo stesso problema dal giorno dopo del ritiro; o se invece le "spiegazioni" tecniche della officina Suzuki a motivo dei due interventi ci debbano porre inevitabilmente nella posizione di dover pagare anche la seconda prestazione (altrimenti non ci consegneranno la macchina).
Chiara, da Firenze (FI)

Risposta ADUC
se sospetta che l'officina autorizzata non sia stata sufficientemente diligente nella riparazione del difetto, prima di ritirare l'auto sottostando alle condizioni di pagamento, dovrebbe richiedere una perizia tecnica professionale che le fornisca maggiori certezze in vista di un ricorso in conciliazione o in giudizio per il dovuto rimborso ed eventualmente anche il risarcimento dei danni.
Trattenere l'auto fino al saldo e' un diritto dell'officina, ma non lede i suoi diritti alle successive azioni risarcitorie sopra accennate.
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