Cara ADUC
Rinuncia all'eredità
Domanda
17 novembre 2015
Salve,
Vi scrivo per porvi un quesito.
Sono proprietario di un immobile, nel 2004 lo affitto ad un amico di mio padre che ci va ad abitare con la moglie e il figlio quarantenne.
Il contratto è in capo al padre.
Già da subito iniziano a non essere regolari con gli affitti. Nel 2006 propongo al giudice lo sfratto per morosità che mi convalida nel marzo del 2007.
Iniziano gli accessi dell'UG ma nulla di fatto, riprendo casa solo nel maggio del 2015.
Vi lascio immaginare per quanti anni hanno smesso definitivamente di pagare anche quella che dopo la convalida di sfratto era diventata indennità di occupazione.
Comunque nel giugno del 2014 trovano un altro alloggio ma non riconsegnano le chiavi del mio. Il conduttore nell'ottobre 2014 muore e io ho dovuto notificare nuovamente l'atto di precetto a quelli che per me erano gli eredi (conviventi). Nell'Aprile del 2015 viene notificato l'atto di precetto e la notifica di sfratto un mese dopo.
Come ho già detto nel maggio finiscono di portare via tutti i mobili e mi restituiscono le chiavi tramite l'UG, ma nel frattempo sembra abbiano fatto rinuncia all'eredità visto che il conduttore aveva più debiti che crediti.
Ora le mie domande, sperando di aver fornito tutti gli elementi per una risposta :
1. accettando il precetto e il preavviso di sfratto hanno accettato tacitamente anche l'eredità, visto che comunque in quel contesto non hanno dichiarato la loro estraneità al "debito" del padre?
2. e visto che hanno abitato e condiviso per 10 anni l'immobile di cui il papà era conduttore e partecipato di conseguenza a creare il debito del genitore, non sono comunque responsabili in solido a saldare tutto il dovuto dal padre anche se non hanno accettato l'eredità?
Vi ringrazio in anticipo della vostra attenzione.
Giancarlo, da Grottaferrata (RM)
Vi scrivo per porvi un quesito.
Sono proprietario di un immobile, nel 2004 lo affitto ad un amico di mio padre che ci va ad abitare con la moglie e il figlio quarantenne.
Il contratto è in capo al padre.
Già da subito iniziano a non essere regolari con gli affitti. Nel 2006 propongo al giudice lo sfratto per morosità che mi convalida nel marzo del 2007.
Iniziano gli accessi dell'UG ma nulla di fatto, riprendo casa solo nel maggio del 2015.
Vi lascio immaginare per quanti anni hanno smesso definitivamente di pagare anche quella che dopo la convalida di sfratto era diventata indennità di occupazione.
Comunque nel giugno del 2014 trovano un altro alloggio ma non riconsegnano le chiavi del mio. Il conduttore nell'ottobre 2014 muore e io ho dovuto notificare nuovamente l'atto di precetto a quelli che per me erano gli eredi (conviventi). Nell'Aprile del 2015 viene notificato l'atto di precetto e la notifica di sfratto un mese dopo.
Come ho già detto nel maggio finiscono di portare via tutti i mobili e mi restituiscono le chiavi tramite l'UG, ma nel frattempo sembra abbiano fatto rinuncia all'eredità visto che il conduttore aveva più debiti che crediti.
Ora le mie domande, sperando di aver fornito tutti gli elementi per una risposta :
1. accettando il precetto e il preavviso di sfratto hanno accettato tacitamente anche l'eredità, visto che comunque in quel contesto non hanno dichiarato la loro estraneità al "debito" del padre?
2. e visto che hanno abitato e condiviso per 10 anni l'immobile di cui il papà era conduttore e partecipato di conseguenza a creare il debito del genitore, non sono comunque responsabili in solido a saldare tutto il dovuto dal padre anche se non hanno accettato l'eredità?
Vi ringrazio in anticipo della vostra attenzione.
Giancarlo, da Grottaferrata (RM)
Risposta ADUC
andiamo in ordine:
1. se per "accettare" intende ricevere la notifica, no, non costituisce accettazione dell'eredità.
2. no, gli unici responsabili sono quelli contrattualmente vincolati (amico di suo padre), e i loro eredi (purché accettino l'eredità).
1. se per "accettare" intende ricevere la notifica, no, non costituisce accettazione dell'eredità.
2. no, gli unici responsabili sono quelli contrattualmente vincolati (amico di suo padre), e i loro eredi (purché accettino l'eredità).
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