Cara ADUC
Richiesta Informazioni Responsabilità giuridica del cane lasciato in pensione
Domanda
22 luglio 2023
Buongiorno,
ho letto un articolo circa la responsabilità giuridica del cane lasciato in pensione e vorrei sottoporvi il mio caso.
Sono la proprietaria di un bulldog francese di 4 anni, in perfetta salute a livello di organi e con in possesso pedigree con esenzione da malattie genetiche.
Essendo una razza brachicefala, chi lavora nel settore, dovrebbe essere a perfetta conoscenza della delicatezza dell'animale in determinate condizioni.
Con la premessa fatta, lascio il 5 luglio in una pensione, di cui siamo già clienti da anni, il mio bulldog con tutte le accortezze e spiegazioni per l'ennesima volta sul fatto che il cane non deve affaticarsi appunto perché brachicefalo essendo molto caldo, lasciando addirittura anche una bomboletta di ossigeno per qualsiasi evenienza perché avendo già avuto un colpo di calore nel 2022, non lascio nulla al caso (di questo fatto del colpo del calore del 2022 i proprietari della pensione ne erano ovviamente al corrente). La risposta che mi viene data dalla persona alla quale lascio in custodia il cane, è che conoscono benissimo la razza e che addirittura hanno protocolli specifici che attuano per la loro custodia. Esprimo con la proprietaria le mie preoccupazioni di apprensione ma come sempre in quei giorni mi viene detto di stare tranquilla che è tutto sotto controllo.
Il 10 luglio, essendo io ancora fuori, prendiamo accordi telefonici per accompagnare loro stessi il cane presso l'abitazione di un mio familiare che dista non più di 8 km; cosa già concordata in precedenza.
Dopo mille mie raccomandazioni ma sempre rassicurata, il cane alle 18 nel bel mezzo del pomeriggio con 38 gradi, viene trasportato, a quanto mi viene riferito, nel portabagagli dell'auto all'interno di un trasportino.
Ricevo una telefonata che il cane respira male, che gli è stato messo l'ossigeno e che gli è stata bagnata la testa. Chi dovrebbe conoscere la materia ed ha i famosi protocolli, sa che il trasporto non va fatto assolutamente con quelle modalità e che in caso di colpo di calore, che non hanno neanche saputo riconoscere, non va assolutamente bagnata la testa del cane e non va fatto bere. Non hanno neanche saputo riconoscere il colpo di calore a seguito del vomito. Addirittura mi viene chiesto se va bene accendere l'aria condizionata.
Traportato alla clinica veterinaria più vicina su mia espressa richiesta, il cane viene messo in terapia intensiva intubato. Se fosse arrivato 5 minuti dopo sarebbe morto.
Gli vengono praticati tutti i protocolli e cure del caso e fortunatamente dopo 24 ore tutto si è risolto per il meglio.
Detto ciò, vorrei esprimere il mio disappunto e la finta preparazione/conoscenza delle persone alle quali il cane è stato affidato e della loro negligenza.
Al momento non è stata onorata la pensione e vorrei richiedere il rimborso delle spese veterinarie già sostenute.
Grazie molte
Valentina, dalla provincia di PG
ho letto un articolo circa la responsabilità giuridica del cane lasciato in pensione e vorrei sottoporvi il mio caso.
Sono la proprietaria di un bulldog francese di 4 anni, in perfetta salute a livello di organi e con in possesso pedigree con esenzione da malattie genetiche.
Essendo una razza brachicefala, chi lavora nel settore, dovrebbe essere a perfetta conoscenza della delicatezza dell'animale in determinate condizioni.
Con la premessa fatta, lascio il 5 luglio in una pensione, di cui siamo già clienti da anni, il mio bulldog con tutte le accortezze e spiegazioni per l'ennesima volta sul fatto che il cane non deve affaticarsi appunto perché brachicefalo essendo molto caldo, lasciando addirittura anche una bomboletta di ossigeno per qualsiasi evenienza perché avendo già avuto un colpo di calore nel 2022, non lascio nulla al caso (di questo fatto del colpo del calore del 2022 i proprietari della pensione ne erano ovviamente al corrente). La risposta che mi viene data dalla persona alla quale lascio in custodia il cane, è che conoscono benissimo la razza e che addirittura hanno protocolli specifici che attuano per la loro custodia. Esprimo con la proprietaria le mie preoccupazioni di apprensione ma come sempre in quei giorni mi viene detto di stare tranquilla che è tutto sotto controllo.
Il 10 luglio, essendo io ancora fuori, prendiamo accordi telefonici per accompagnare loro stessi il cane presso l'abitazione di un mio familiare che dista non più di 8 km; cosa già concordata in precedenza.
Dopo mille mie raccomandazioni ma sempre rassicurata, il cane alle 18 nel bel mezzo del pomeriggio con 38 gradi, viene trasportato, a quanto mi viene riferito, nel portabagagli dell'auto all'interno di un trasportino.
Ricevo una telefonata che il cane respira male, che gli è stato messo l'ossigeno e che gli è stata bagnata la testa. Chi dovrebbe conoscere la materia ed ha i famosi protocolli, sa che il trasporto non va fatto assolutamente con quelle modalità e che in caso di colpo di calore, che non hanno neanche saputo riconoscere, non va assolutamente bagnata la testa del cane e non va fatto bere. Non hanno neanche saputo riconoscere il colpo di calore a seguito del vomito. Addirittura mi viene chiesto se va bene accendere l'aria condizionata.
Traportato alla clinica veterinaria più vicina su mia espressa richiesta, il cane viene messo in terapia intensiva intubato. Se fosse arrivato 5 minuti dopo sarebbe morto.
Gli vengono praticati tutti i protocolli e cure del caso e fortunatamente dopo 24 ore tutto si è risolto per il meglio.
Detto ciò, vorrei esprimere il mio disappunto e la finta preparazione/conoscenza delle persone alle quali il cane è stato affidato e della loro negligenza.
Al momento non è stata onorata la pensione e vorrei richiedere il rimborso delle spese veterinarie già sostenute.
Grazie molte
Valentina, dalla provincia di PG
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