Cara ADUC
RC auto: scorrettezze nel calcolo del premio
Domanda
22 aprile 2020
Buongiorno, scrivo per segnalare una procedura scorretta inerente al calcolo del premio assicurativo per l’RC auto. Le compagnie assicurative calcolano il premio annuale per l’RC auto in base alla classe di merito del contraente e ai sinistri provocati. Questi ultimi incidono nel calcolo del premio per un periodo di 5 anni e, non vorrei sbagliare, in minor misura per altri 5 (verificate però voi quest’ultimo dato). L’importo del premio assicurativo aumenta in rapporto al numero dei sinistri, in poche parole, più sono gli
incidenti con colpa negli ultimi 5 anni (consideriamo solo il caso certo dei 5 anni), maggiore sarà il premio che il contraente dovrà corrispondere alla compagnia per il rinnovo dell’RC auto. Fin qui niente di strano, anche se pare un po’ eccessivo il periodo di osservazione di 5 anni e decisamente lo sarebbe quello di 10, se veramente applicato. Ciò che non è logico è il fatto che nel calcolo del premio non venga considerato l’importo del danno provocato
dall'automobilista e quindi risarcito dall'assicurazione. Insomma, prendendo in esame il caso di due conducenti che si trovino nelle medesime condizioni assicurative (parità di classe di merito, stesso mezzo utilizzato eccetera), uno però con al suo attivo due sinistri nell’arco degli ultimi cinque e l’altro con un solo sinistro, avverrà che il primo pagherà un premio più alto, molto più alto, del secondo. Tutto ciò potrebbe avere una logica se l’entità di danni provocati fosse la stessa, in realtà questo accade indipendentemente
dall’importo che la compagnia deve risarcire. Per cui, se, per ipotesi, i due sinistri del primo conducente del nostro esempio fossero costati in tutto 3.000 euro alla compagnia mentre il sinistro del secondo conducente fosse costato 400.000 euro, la situazione resterebbe invariata: il conducente che ha provocato un solo incidente pagherebbe comunque un premio inferiore a quello
dell’altro. Sfugge la logica di tutto ciò: perché chi di fatto “costa” di meno alla compagnia assicuratrice deve alla fine pagare di più? Oltretutto la differenza che passa tra l’avere un incidente o averne due nell’attestato di rischio non incide per cifre irrisorie ma per centinaia di euro nel calcolo del premio. Perché si deve lasciare che tutto ciò accada? Perché l’anziano che nell’arco di cinque anni urta a 10 chilometri orari una volta uno specchietto >
retrovisore e un’altra un paraurti in un parcheggio dovrà pagare un premio da capogiro e invece l’automobilista che, magari superando anche i limiti di velocità, ha distrutto tre o quattro vetture in un tamponamento e ha provocato delle vittime deve cavarsela con un cifra inferiore avendo al suo attivo “solo” questo sinistro?
Non chiedo che le compagnie considerino per il calcolo del premio solo l’importo dei danni da risarcire, chiedo però che insieme al numero dei sinistri venga preso in esame anche questo parametro, in modo che ciò che il contraente paga abbia una rapporto con i rischi e i costi a carico della compagnia.
Marco
Non chiedo che le compagnie considerino per il calcolo del premio solo l’importo dei danni da risarcire, chiedo però che insieme al numero dei sinistri venga preso in esame anche questo parametro, in modo che ciò che il contraente paga abbia una rapporto con i rischi e i costi a carico della compagnia.
Marco
Risposta ADUC
attualmente il parametro utilizzato per il premio è il numero di sinsitri colposi entro i 5 anni indipiedentemente dall'entità del danno. Per avere questo 2° parametro occorre una modifica legislativa al momento assente, per cui occorre adeguarsi.
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