Cara ADUC
Psicopedagogista spacciata per psicoterapeuta: come ottenere risarcimento
Domanda
8 aprile 2026
Nel 2021 avevo 25 anni e vivevo con la mia famiglia pur avendo problemi di incompatibilità e litigi con miei genitori. Ci siamo affidati al "Centro per la famiglia" che abbiamo trovato nel web. Il sito pubblicizzava psicoterapia aiuti psicologici, psicopedagogici, consulenze matrimoniali. Il primo anno andavo in studio ogni settimana dalla dottoressa per essere aiutato. L'aiuto che ricevevo era tipo psicoterapeutico in quanto esprimevo i miei disagi e lei mi aiutava. Ho continuato nel 2022 e poi nel 2023. Nel frattempo aveva cambiato nome alla società, era diventata Relazioni Autentiche. A distanza di tempo ho saputo che tale dottoressa era una pedagogista e non una psicoterapeuta.
Ora vi chiedo se secondo voi ci sono i presupposti per rivalermi in qualche modo del torto subito, ovvero la non chiarezza del titolo di studio (psicopedagogista) e la mancata abilitazione che però esercitava durante le sedute con me.
Vi ringrazio per il vostro aiuto, distinti saluti.
Danilo
Ora vi chiedo se secondo voi ci sono i presupposti per rivalermi in qualche modo del torto subito, ovvero la non chiarezza del titolo di studio (psicopedagogista) e la mancata abilitazione che però esercitava durante le sedute con me.
Vi ringrazio per il vostro aiuto, distinti saluti.
Danilo
Risposta ADUC
Gentile Danilo,
la sua situazione presenta elementi per una possibile azione legale. Se ha ricevuto prestazioni psicoterapeutiche da un professionista non abilitato, questo configura esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta, che è un reato penale (art. 348 codice penale).
Dal punto di vista civile, potrebbe richiedere il risarcimento dei danni e la restituzione delle somme pagate se dimostra che: 1) la professionista si è presentata come psicoterapeuta o ha svolto attività psicoterapeutiche senza averne titolo, 2) lei si è affidato a lei credendo di ricevere psicoterapia da persona abilitata, 3) ha subito un danno (economico per i pagamenti, eventualmente anche non patrimoniale).
Il fatto che il centro pubblicizzasse "psicoterapia" e "aiuti psicologici" quando il professionista era solo pedagogista costituisce pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole. La mancanza di chiarezza sui titoli professionali è una violazione degli obblighi informativi verso i consumatori.
Le consigliamo di: raccogliere tutta la documentazione (fatture, ricevute, pubblicità del centro, comunicazioni), verificare presso l'Ordine degli Psicologi della Lombardia se la professionista è iscritta e abilitata alla psicoterapia, presentare eventualmente denuncia per esercizio abusivo della professione.
Per l'azione civile può rivolgersi al Giudice di Pace se l'importo non supera i 5.000 euro, oppure valutare una conciliazione presso la Camera di Commercio. Consideri che dovrà provare l'inganno e il nesso causale tra questo e il danno subito.
Consulti un avvocato per valutare le concrete possibilità di successo in base alla documentazione disponibile.
la nostra guida su pubblicità e pratiche commerciali scorrette
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la nostra guida sulla conciliazione in Camera di Commercio
la nostra guida su come provare e quantificare il risarcimento del danno
la sua situazione presenta elementi per una possibile azione legale. Se ha ricevuto prestazioni psicoterapeutiche da un professionista non abilitato, questo configura esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta, che è un reato penale (art. 348 codice penale).
Dal punto di vista civile, potrebbe richiedere il risarcimento dei danni e la restituzione delle somme pagate se dimostra che: 1) la professionista si è presentata come psicoterapeuta o ha svolto attività psicoterapeutiche senza averne titolo, 2) lei si è affidato a lei credendo di ricevere psicoterapia da persona abilitata, 3) ha subito un danno (economico per i pagamenti, eventualmente anche non patrimoniale).
Il fatto che il centro pubblicizzasse "psicoterapia" e "aiuti psicologici" quando il professionista era solo pedagogista costituisce pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole. La mancanza di chiarezza sui titoli professionali è una violazione degli obblighi informativi verso i consumatori.
Le consigliamo di: raccogliere tutta la documentazione (fatture, ricevute, pubblicità del centro, comunicazioni), verificare presso l'Ordine degli Psicologi della Lombardia se la professionista è iscritta e abilitata alla psicoterapia, presentare eventualmente denuncia per esercizio abusivo della professione.
Per l'azione civile può rivolgersi al Giudice di Pace se l'importo non supera i 5.000 euro, oppure valutare una conciliazione presso la Camera di Commercio. Consideri che dovrà provare l'inganno e il nesso causale tra questo e il danno subito.
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