Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Polizze vita, pratica commerciale scorretta, violazione degli obblighi di trasparenza

23 gennaio 2026
Domanda 23 gennaio 2026
Spettabile Associazione,
Con la presente si richiede il Vostro parere legale, per una vicenda di grave "mis-selling" (vendita di prodotti non adeguati) e condotta contraria alla buona fede contrattuale.
1. Genesi della vicenda e vizio del consenso
In data [anno 2021], il sig. xxxx (nostro padre), all’epoca ultraottantenne, esprimeva la volontà di investire i propri risparmi in due polizze vita, aventi come scopo la protezione economica immediata delle sue due figlie (le odierne Richiedenti). Tuttavia, i funzionari della banca, approfittando della mancanza di competenze tecniche del Sig. xxxxx e della sua età avanzata, proponevano uno schema contrattuale complesso e distorto al solo fine di aggirare il limite anagrafico per la stipula della polizza.
2. L’artifizio contrattuale (L'escamotage)
Invece di procedere con la stipula di una polizza dove il padre fosse al contempo contraente e assicurato (come da sua volontà), la banca predisponeva quanto segue:
• Contraente: Il Sig.xxxx (colui che versava i capitali).
• Assicurate: Le due figlie (rispettivamente di 44 e 40 anni all'epoca).
• Beneficiari: Indicati genericamente come "eredi legittimi e testamentari" dell'Assicurato.
Tale struttura ha generato un paradosso legale: i beneficiari delle somme non sono le figlie del Sig. xxxx, bensì gli eredi di queste ultime. Di fatto, il capitale risulta bloccato fino al decesso delle figlie, rendendo impossibile per le stesse godere del lascito del padre, nonostante una delle due sia priva di occupazione e l'altra nubile e senza eredi.
3. Prova della mala fede e della disinformazione
La condotta della banca è stata caratterizzata da una sistematica disinformazione:
• Induzione in errore: Durante la stipula e nei successivi versamenti, i funzionari hanno garantito che le figlie fossero le beneficiarie.
• Documentazione fuorviante: Siamo in possesso di una busta contenente ricevute di versamenti successivi effettuati nella polizza dove un funzionario della banca stessa indica formalmente le odierne Richiedenti come "Beneficiarie".
• Ammissioni verbali: Dopo il decesso del Sig.xxxx (2021), i funzionari hanno ammesso che tale "escamotage" era stato un modo dell'ufficio per "vendere il prodotto", sostenendo assurdamente che la polizza andasse riscattata prima della morte del contraente (previsione impossibile per natura).
4. Fallimento della mediazione e condotta processuale
Le scriventi hanno tentato di risolvere la controversia bonariamente:
1. Subentro nella contraenza: Su suggerimento della banca stessa, siamo subentrate come contraenti. Dopo il subentro abbiamo tentato nuovamente il riscatto ci è stato opposto che il riscatto è subordinato al consenso dei beneficiari (non ancora identificabili/nati).
2. Mediazione Civile (2023): È stato avviato un procedimento di mediazione al quale l’Istituto Bancario, pur regolarmente convocato, non ha inteso partecipare, né ha fornito giustificazioni.....continua nell'allegato...
Anna Maria, dalla provincia di LE

Risposta ADUC
rilevo che la vicenda è seguita già da un vostro legale di fiducia che avrà già valutato e formulato delle richieste. In ogni caso per una valutazione più approfondita sarebbe necessario conoscere il testo della polizza contratta dal defunto, capire se è stata richiesto alla banca tutta la modulistica con profilo mifid e leggere anche quanto già scritto dal suo legale.
In via preliminare è stato poco accorto questo subentro nella polizza, perchè è un evento nuovo che ha cambiato la situazione. Mentre si potrebbe eccepire che il vostro defunto genitore poteva avere poca cognizione e comprensione del prodotto, anche in ragione dell'età, questa circostanza poi non potrebbe essere invocata da lei e sua sorella. Chi vi ha consigliato questo subentro non ha tenuto conto che il problema stava nel beneficiario e non nel contraente. Inoltre lei non chiarisce se anche sua sorella è senza eredi. Il fatto che ci siano beni fatiscenti o che sua sorella sia senza reddito non rileva per l'azione da esperire contro la banca.
Resto in attesa di suo cortese riscontro
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Ha risposto Roberto Cappiello
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