Cara ADUC
Permesso di soggiorno
Domanda
15 gennaio 2015
Sono italiano e sposato con una ragazza extra-comunitaria. Il matrimonio è avvenuto nel suo paese natale. In data 10 Giugno mi reco presso la mia questura insieme alla mia coniuge, arrivata con un visto turistico di 3 mesi, per l'appuntamento, già preso, per la richiesta del permesso di soggiorno. Consegnati tutti i documenti, mi chiedono la dichiarazione dei redditi che purtroppo essendo ancora il 10 giugno ed essendo la mia prima dichiarazione,
non avevo ancora in mio possesso. Ad ogni modo portano avanti la pratica, prendono le impronte, e ci comunicano di verificare in internet lo stato di avanzamento della stessa. Così facciamo, e aspettiamo. Nessuno ci comunica che avrebbero effettuato un controllo presso la mia abitazione e pertanto in estate, i primi di agosto, ci spostiamo al mare. Tornati a casa un vicino mi
comunica che erano venute delle persone a cercarmi. Incuriosito mi reco in Questura dove mi rassicurano che sarebbero tornati e che dovevo solo attendere. Passano altri 2 mesi. I primi di Novembre mi reco in Questura, sempre con la mia coniuge, per chiedere spiegazioni. Riesco a parlare con il dirigente di ufficio il quale effettuati dei controlli mi rassicura che presto si sarebbe
risolto tutto. In effetti dopo altri 20 giorni, finalmente, bussano alla porta due poliziotti in borghese per effettuare il consueto (adesso) controllo. Gli stessi mi dicono di attendere un paio di settimane che il permesso sarebbe stato pronto. Oggi in data 06 Gennaio passati un mese e mezzo nessuno ha ancora
chiamato. Io e la mia coniuge ci siamo già più volte recati in questura dove hanno ribadito il concetto di "attendere". Oggi la mia coniuge ha esigenze inderogabili di dover rientrare nel proprio paese per motivi familiari. Oggi il visto in suo possesso è già scaduto, nessuna ricevuta da parte della posta è in nostro possesso in quanto ci siamo recati direttamente in questura (avendo tutti i documenti legali), sul sito inserendo il codice della pratica la stessa non risulta più nel database. Io stesso non nego di sentirmi ostaggio dello stato non avendo potuto effettuare alcun spostamento, anche minimo, dalla mia abitazione, ne ovviamente un piccolo viaggio all'estero per trovare altri
familiari. Vi chiedo gentilmente se ci sono gli estremi per avviare una qualche procedura legale per difendere i miei diritti e quelli ovviamente di mia moglie, oggi effettivamente, e ripeto, reale ostaggio dello stato. Infatti mia moglie non può lasciare il paese in quanto per farlo dovrebbe per forza effettuare uno scalo non essendoci voli diretti. Chiedo a voi un consiglio utile su ciò che posso fare, se qualcosa esiste, o devo fare. Ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto e soprattutto per l'attenzione. Saluti.
Jacopo, da Palermo (PA)
familiari. Vi chiedo gentilmente se ci sono gli estremi per avviare una qualche procedura legale per difendere i miei diritti e quelli ovviamente di mia moglie, oggi effettivamente, e ripeto, reale ostaggio dello stato. Infatti mia moglie non può lasciare il paese in quanto per farlo dovrebbe per forza effettuare uno scalo non essendoci voli diretti. Chiedo a voi un consiglio utile su ciò che posso fare, se qualcosa esiste, o devo fare. Ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto e soprattutto per l'attenzione. Saluti.
Jacopo, da Palermo (PA)
Risposta ADUC
legga e proceda:
http://www.aduc.it/articolo/questure+prefetture+ambasciate+come+difendersi_11201.php
ADUC Immigrazione - http://immigrazione.aduc.it/
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