Cara ADUC
Permessi 104 disabile non parente e non convivente
Domanda
5 maggio 2020
Salve, il mio compagno ha una disabilità grave e usufruisce di legge 104, indennità di accompagnamento e invalidità civile al 100%. Ha residenza nella casa di sua madre, anch'essa disabile e invalida al 100% con accompagnamento e 104.Il mio compagno non ha altri parenti di primo grado. Nessun parente dei gradi prossimi può occuparsi di lui. La domanda è : avendo lui scelto me come assistente, posso io usufruire dei permessi 104 pur avendo una residenza diversa dalla sua non avendo con lui legame né di parentela né legale? Come potremmo comportarci? Io ho un contratto dipendente part time, ho usato tutti i giorni di ferie e di permessi per poterlo assistere e non ho più ore a disposizione. Grazie
Alessia, dalla provincia di CA
Alessia, dalla provincia di CA
Risposta ADUC
I permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti:
disabili in situazione di gravità;
genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016), parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016) della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. 183/2010).
Lei non rientra in questa casistica. Inoltre il soggetto già usufruisce di indennità di accompagnamento che, a quanto pare, dovrebbe corrispondere a lei in qualità di assistente.
disabili in situazione di gravità;
genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016), parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016) della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. 183/2010).
Lei non rientra in questa casistica. Inoltre il soggetto già usufruisce di indennità di accompagnamento che, a quanto pare, dovrebbe corrispondere a lei in qualità di assistente.
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