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Cara ADUC

Pensione di accompagnamento e firma dell'intressato

14 aprile 2015
Domanda 14 aprile 2015
Salve, sono socio sostenitore, grazie per l'appoggio che ci date.
Avrei una domanda da porvi.
Mia zia che, purtroppo a causa rottura del femore, è costretta in carrozzina, ha ottenuto, l'indennità di accompagnamento da parte dell'Inps, che, peraltro ha già accreditato sul conto di mia zia l'importo della pensione e degli arretrati.
Sono stata contattata dalla banca di mia zia (sul cui conto ho fatto appoggiare la pensione), la quale mi dice che per poter usufruire dell'importo occorre che mia zia firmi.
Dal momento che mia zia non puo' andare, causa forza maggiore, a firmare in banca, sarà un impiegato della banca ad andare da mia zia a prendere la firma.
Alla mia domanda, per quale ragione occorre la firma di mia zia, la banca mi ha risposto, che il beneficiario della pensione deve firmare per dimostrare che accetta la pensione.
MI sembra una cosa assurda, se l'Inps l'ha concessa è perché qualcuno ha richiesto questa pensione.
Come puo' la banca arrogarsi il diritto di poter accedere all'importo già accreditato dall'inps, da parte di mia zia, solo previa firma da parte dell'interessato?
Con questa storia è già passata una settimana dal momento in cui l'importo è già passato sul conto e probabilmente passerà dell'altro tempo perché lì impiegato della banca si recherà o Martedi' o MERCOLEDI DELLA PROSSIMA SETTIMANA a prendere la firma di mia zia.
Parlando molto francamente mi sembra tutta una manovra della banca per far passare del tempo per poter trattenere questo importo.
Che voi sappiate è una prassi necessaria o solo l'ennesimo paletto che la banca mette al tenutario del conto?
Grazie per la sempre cortese collaborazione
Cordiali saluti
Gabriella, da Bologna (BO)

Risposta ADUC
non abbiamo contezza di prassi analoghe. Ma anche se fosse è senz'altro possibile una delega della signora (se capace di intendere e di volere) a lei per il ritiro. Se non provvedono con la stessa ben può, oltre che segnalare il caso al Garante della Concorrenza e del Mercato, metterli in mora con lettera raccomandata e chiedere sin d'ora i danni.
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