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Cara ADUC

parcella avvocato eccessiva

16 gennaio 2015
Domanda 16 gennaio 2015
buongiorno, io e mia sorella a causa di un errore del geometra incaricato di compilare la successione, aperta in seguito alla scomparsa di nostro padre, ci siamo visti recapitare una cartella dall'agenzia delle entrate la quale richiedeva una maggior imposta, sanzione, interessi ed accessori vari. il geometra da subito non ha riconosciuto il proprio errore. in seguito ad approfondimenti presso l'agenzia delle entrate, emergeva il fatto che, come previsto da regolamento, la maggior imposta era derivante dal ricalcolo delle imposte sui valori venali degli immobili, piuttosto che sul valore catastale, indirizzando la responsabilità dell'accaduto all'errore del geometra, in quanto se la successione fosse stata compilata correttamente, il calcolo non avrebbe mai potuto basarsi sui valori di mercato (più elevati di quelli catastali indubbiamente).
abbiamo così chiesto consulto ad un avvocato, il quale dopo aver cercato un accordo con il suddetto geometra ed aver visto respingere le nostre pretese di risarcimento, ci ha rassicurati sul fatto che avremmo potuto citare in giudizio il professionista e vederci restituiti i danni subiti. la cifra di cui si parla è di €3225,58.
dopo molti anni di rinvii siamo giunti a sentenza nel 2014, nella quale veniva riscontrata la colpa del geometra ma ci veniva riconosciuta a titolo di risarcimento solamente la parte relativa a sanzioni ed interessi per complessivi circa 800€, con compensazione delle spese legali.
inizialmente abbiamo pagato all'avvocato un anticipo di 1000€ (lordi), ora al saldo ci è pervenuta notula di ulteriori 1500€ oltre rimborso forfettario 15% 225,00, cassa previdenza 4% 69,00, iva 394,68€ per un totale di € 2188,68 lordi che si sommano agli € 1000,00 dell'anticipo.
alla richiesta di spiegazioni, l'avvocato ha affermato che la tariffa è congrua alle tabelle ministeriali avendo applicato lo scaglione di valore della causa che comprende la somma domandata nell'atto di citazione, ovvero €3225,58.
riteniamo la sua richiesta irragionevole, in quanto la causa è sì stata accolta ma solo in parte e vorremmo che la sua richiesta fosse relazionata a quanto è stato deciso dal giudice.
esistono precedenti in tal senso, ed è altresì stabilito dalla legge che regolamenta i parametri forensi che cito testualmente "Nella liquidazione degli onorari a carico del cliente, può aversi riguardo al valore effettivo della controversia, quando esso risulti manifestamente diverso da quello presunto", oltre a sentenze di cassazione che si sono espresse in questa direzione.
senza contare che tutto ciò si scontra con il principio di proporzionalità espresso anche nel codice deontologico forense.
vorrei sapere se la mia richiesta è legittima e come posso fare per tutelare la mia posizione.
vedo nel vostro stesso portale casi di soprusi impuniti da parte degli avvocati, forti dell'appoggio dell'ordine e della rinuncia da parte dei colleghi di accettare un incarico a tutela dei consumatori.
ringrazio cordialmente
saluti
Massimo, da Cormons (GO)

Risposta ADUC
premesso che l'espletazione dell'attività professionale di un legale non è un'obbligazione di risultato, certamente è nel Vostro pino diritto corrispondere una somma congrua alla prestazione eseguita.
Posto ciò, per verificare la rispondenza delle tariffe applicate per la quantificazione del compenso, è necessario tener conto la complessiva assistenza e consulenza prestata in ordine sia agli atti depositati, al numero di udienze, alle diverse fasi del processo.
Dette tariffe sono consultabili su internet e potete verificare la conformità o meno dei parametri ivi rappresentati per scaglione (valore della causa) con quelli indicati nella notula che vi è stata consegnata.
Eventuali contrarietà ai parametri di cui sopra potranno essere,comunque, portate all'attenzione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del Foro di appartenenza del Vostro legale.
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Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
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