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Mediazione immobiliare - clausole vessatorie
Domanda
15 giugno 2015
Negli ultimi tempi ho letto una copiosa giurisprudenza circa una condotta da parte dei mediatori immobiliari che non mi sembra molto lecita.
Posto che la firma di un contratto in esclusiva per la vendita della propria casa è una clausola VESSATORIA pertanto deve essere spiegata bene al proprio cliente, capita che la provvigione, una volta venduto l'immobile al costo pattuito non venga richiesta neanche al momento della stipula del rogito, dove l'alienante alla presenza del proprio agente immobiliare, non si ricorda o non ha la consapevolezza di aver firmato un modulo precompilato con l' esclusiva della vendita e il pagamento di una provvigione dichiari, secondo quanto era stato precedentemente pattuito con l'agenzia che non deve nessuna provvigione.
E' prassi che dopo qualche giorno ai mal capitati arrivi una lettera da parte del legale dell'agenzia dove si chiede la provvigione non reclamata davanti al notaio.
I Notai che sono la "fede pubblica" davanti a questa condotta si nascondono, invece di alzare la voce e far valere l'art. 331 C.P.P. nei confronti dei mal capitati che hanno dichiarato il falso al fine di rimettere la questione in sede penale dove dovrebbe essere trattata, si defilano.
La giurisprudenza dice che se hai firmato un esclusiva e l'immobile è stato venduto a quel costo ha ragione l'agente che ti chiede la provvigione in un secondo tempo forse per non pagare l'IVA.
Ma nessuno viene il dubbio che la condotta dell'agente oltre ad essere truffaldina è anche calunniosa nei confronti dell'ex cliente, se quest'ultimo aveva firmato un contratto in esclusiva perché non andare dal notaio al momento del rogito con in mano il proprio assegno versato da parte del cliente con tanto di pagamento dell'IVA?
Maurizio, da Pavia
Posto che la firma di un contratto in esclusiva per la vendita della propria casa è una clausola VESSATORIA pertanto deve essere spiegata bene al proprio cliente, capita che la provvigione, una volta venduto l'immobile al costo pattuito non venga richiesta neanche al momento della stipula del rogito, dove l'alienante alla presenza del proprio agente immobiliare, non si ricorda o non ha la consapevolezza di aver firmato un modulo precompilato con l' esclusiva della vendita e il pagamento di una provvigione dichiari, secondo quanto era stato precedentemente pattuito con l'agenzia che non deve nessuna provvigione.
E' prassi che dopo qualche giorno ai mal capitati arrivi una lettera da parte del legale dell'agenzia dove si chiede la provvigione non reclamata davanti al notaio.
I Notai che sono la "fede pubblica" davanti a questa condotta si nascondono, invece di alzare la voce e far valere l'art. 331 C.P.P. nei confronti dei mal capitati che hanno dichiarato il falso al fine di rimettere la questione in sede penale dove dovrebbe essere trattata, si defilano.
La giurisprudenza dice che se hai firmato un esclusiva e l'immobile è stato venduto a quel costo ha ragione l'agente che ti chiede la provvigione in un secondo tempo forse per non pagare l'IVA.
Ma nessuno viene il dubbio che la condotta dell'agente oltre ad essere truffaldina è anche calunniosa nei confronti dell'ex cliente, se quest'ultimo aveva firmato un contratto in esclusiva perché non andare dal notaio al momento del rogito con in mano il proprio assegno versato da parte del cliente con tanto di pagamento dell'IVA?
Maurizio, da Pavia
Risposta ADUC
quella che lei descrive ci pare una (non rara) condotta mirata ad evadere le tasse da parte delle agenzie immobiliari. La legge prevede che nel rogito (che è atto pubblico, nel vostro caso) venga dichiarata la provvigione dell'intermediario, proprio per combattere l'evasione.
Se il notaio ha notizia che una parte ha dichiarato il falso, in qualità di pubblico ufficiale, è obbligato a denunciare. Se non lo fa, viola l'art. 361 del codice penale.
Ma anche le parti possono denunciare, ad esempio portando alla guardia di finanza il rogito e la lettera di diffida ricevuta successivamente per il pagamento della provvigione. E in quell'occasione, potrà anche dire di aver formalmente informato il notaio dell'accaduto (tramite raccomandata a/r contenente copia della diffida che dimostra l'esistenza della provvigione) e che questi non ha agito.
Se il notaio ha notizia che una parte ha dichiarato il falso, in qualità di pubblico ufficiale, è obbligato a denunciare. Se non lo fa, viola l'art. 361 del codice penale.
Ma anche le parti possono denunciare, ad esempio portando alla guardia di finanza il rogito e la lettera di diffida ricevuta successivamente per il pagamento della provvigione. E in quell'occasione, potrà anche dire di aver formalmente informato il notaio dell'accaduto (tramite raccomandata a/r contenente copia della diffida che dimostra l'esistenza della provvigione) e che questi non ha agito.
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