Lunedì 14 settembre 2026
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Cara ADUC

Contratto di vendita firmato

22 marzo 2019
Domanda 22 marzo 2019
Buongiorno,
io e mia moglie siamo stati contattati telefonicamente da un'agenzia viaggi (reale, con sede a Padova) che ci ha proposto un buono sconto per una vacanza.
Tale buono sarebbe stato consegnato da un loro incaricato direttamente a domicilio.
Sabato 16 Marzo l'incaricata si è presentata, ci ha consegnato il buono che resta comunque nostro, e ci ha proposto di aderire ad una loro iniziativa che prevede il versamento in 6 anni di circa 9.000 euro (offerta per la giornata altrimenti sarebbero stati 15.000).
In questo modo avremmo avuto la possibilità di usufruire ogni anno di:
- un soggiorno gratuito (solo pernottamento) per una settimana in qualsiasi posto nel mondo per l'inter a famiglia (2 adulti + 1 bambino);
- soggiorni illimitati di una settimana a 250 euro ovunque;
- sconti dal 30 al 50 % su tutti i cataloghi ufficiali dei tour operator.
Ogni anno, alla scadenza dei 12 mesi è possibile uscire dal club ricevendo indietro l'intero importo versato fino a quel momento.
il totale viene comunque restituito a fine del 6° anno. Non viene rimborsata comunque una ulteriore quota di 220 euro circa che va obbligatoriamente corrisposta ogni anno come copertura assicurativa per tutti i viaggi che effettueremmo.
Come pagamento ci viene proposta a voce dall'incaricata una formula (non citata nel contratto) che prevede il versamento di una rata annuale, anche diversa da anno ad anno ma comunque di almeno 1.000 euro, da definire con un secondo incaricato che sarebbe venuto a trovarci in un'altra data.
Abbiamo aderito all'iniziativa firmando il contratto e fissando l'appuntamento per lunedi 18 marzo con l'incaricato.
Lunedì sera la persona ci propone 2 forme alternative di pagamento, ovvero quelle descritte nel contratto, cioè: pagamento 30/60/90 dell'intero importo, oppure un finanziamento in massimo 7 anni che prevede degli interessi finali di circa 4.000 euro. La formula proposta dalla prima incaricata non esiste.
A questo punto abbiamo rifiutato di procedere, ma il diritto di recesso prevede un pagamento di circa 500. euro come rimborso spese (documentabili).
La domanda è: è possibile impugnare il contratto alla luce delle false informazioni fornite dalla prima venditrice?
Marco, dalla provincia di VE

Risposta ADUC
eserciti il suo diritto di recesso e li diffidi da qualunque pretesa facendo presente che la proposta è differente dall'offerta e che, di conseguenza, li denuncerà anche all'Antitrust per pratica commerciale scorretta. Non deve loro un centesimo!!
Qui la nostra scheda pratica sul diritto di recesso:
http://sosonline.aduc.it/scheda/sul+diritto+recesso+ho+appena+fatto+acquisto+ma+ci_9652.php
Qui per la segnalazione allo sportello del Garante della concorrenza e del mercato: http://www.agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/come-segnalare
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