Cara ADUC
conguaglio ENI gas
Domanda
12 agosto 2015
Risiedo dal 2011 nella seconda casa di mia nonna, alla quale corrispondevo una cifra simbolica per l'affitto e le spese, senza conoscere i consumi reali. In particolare le bollette del gas (ENI) erano intestate a lei, che riceveva le fatture cartacee, e venivano pagate tramite RID. Ogni anno veniva un incaricato per la lettura ma essendo fuori casa per lavoro lasciavo i numeri fuori casa, non consapevole del fatto che l'addetto avrebbe dovuto visionare di persona il contatore, che si trova all'interno dell'appartamento. Ad ogni modo non ho mai ricevuto messaggi, nè comunicati da parte di ENI per fare rilevare da un addetto annualmente la lettura, e non ho trovato nulla nemmeno nelle carte di mia nonna, che è mancata nell'agosto 2014.
Facendo la voltura e comunicando i numeri del contatore è stata verificata una discrepanza che io non vedendo le bollette, su cui venivano continuamente stimati numeri diversi da quelli reali, non potevo conoscere; tale discrepanza ammonta a più di 1200 euro che dovrei versare in qualità di unica erede e che io attribuisco ad un'errata stima o lettura da parte di ENI perchè è impossibile che in un piccolo appartamento di 32 mq si sia verificato un consumo di gas talmente elevato da produrre tale differenza. L'ultima lettura effettiva risultava fatta in data 13/6/2011 rilevando i seguenti numeri sul contatore: 363 smc. Ad oggi il contatore segna 3459 smc, ipotizzo pertanto che la prima lettura del 2011 sia stata errata, dato che l'appartamento è di soli 32 metri quadri, vi hanno abitato al massimo 2 persone, il riscaldamento è autonomo con due soli termosifoni piccoli. Il consumo annuo di gas pertanto si attesterebbe intorno ai 600 mcubi. Vorrei contestare l'operato di Eni che chiede ora un conguaglio, ma che durante tutti questi anni non si è preoccupato di effettuare le letture, infatti l'addetto che ogni anno passa ha sempre ritirato i numeri lasciati fuori dalla nostra porta senza lasciare ulteriori comunicati, pertanto credevamo che la lettura fosse valida.
Giulia, da Rapallo (GE)
Facendo la voltura e comunicando i numeri del contatore è stata verificata una discrepanza che io non vedendo le bollette, su cui venivano continuamente stimati numeri diversi da quelli reali, non potevo conoscere; tale discrepanza ammonta a più di 1200 euro che dovrei versare in qualità di unica erede e che io attribuisco ad un'errata stima o lettura da parte di ENI perchè è impossibile che in un piccolo appartamento di 32 mq si sia verificato un consumo di gas talmente elevato da produrre tale differenza. L'ultima lettura effettiva risultava fatta in data 13/6/2011 rilevando i seguenti numeri sul contatore: 363 smc. Ad oggi il contatore segna 3459 smc, ipotizzo pertanto che la prima lettura del 2011 sia stata errata, dato che l'appartamento è di soli 32 metri quadri, vi hanno abitato al massimo 2 persone, il riscaldamento è autonomo con due soli termosifoni piccoli. Il consumo annuo di gas pertanto si attesterebbe intorno ai 600 mcubi. Vorrei contestare l'operato di Eni che chiede ora un conguaglio, ma che durante tutti questi anni non si è preoccupato di effettuare le letture, infatti l'addetto che ogni anno passa ha sempre ritirato i numeri lasciati fuori dalla nostra porta senza lasciare ulteriori comunicati, pertanto credevamo che la lettura fosse valida.
Giulia, da Rapallo (GE)
Risposta ADUC
se i rilievi primo ed ultimo di consumo nel periodo sono letture effettive non c'e' niente di illecito nel richiedere un conguaglio in sede di voltura fino ai 5 anni precedenti; lei dovra' solo controllare l'entita' dell'addebito recuperando i valori dei consumi presunti registrati nelle fatture emesse nel periodo e raffrontandoli con quelli effettivi.
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