Venerdì 4 settembre 2026
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Cara ADUC

bollette elettriche

21 marzo 2020
Domanda 21 marzo 2020
Buongiorno,
sono un cliente ENI GAS E LUCE. Da tempo c'è in atto un alterco a causa di alcune voci in bolletta. In particolare gli "oneri di sistema" e, più in generale, gli interessi che occorre pagare sulle spese passive (trasporto energia, ecc).
Ho più volte scritto raccomandate e email al gestore segnalando il mio disappunto e dopo aver constatato la sua inerzia, ho deciso di agire in regime di autotutela, fidando nella sentenza di GdP di Venezia del Luglio 2015 e un'altra del 2016 (non rammento gli estremi) il quale si richiamava a un principio stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, nella Sentenza n° 3671/97, secondo la quale "..un'imposta non costituisce mai base imponibile per un'altra".
Ho fatto altresì presente che continuare ad applicare tali balzelli, pone i consumatoti (tanti) nelle condizioni di richiedere la restituzione dell'IVA pagata in eccedenza per "arricchimento indebito" (art. 2041 C.C.(, e, in subordine, il risarcimento del danno (art. 2043 C.C.) entro il termine di prescrizione di dieci anni.
Il pagamento delle suddette voci è stato stabilito da alcuni TAR e dal Consiglio di Stato, i cui estremi, richiesti, non sono mai stati concessi. Oltre a questo anche ARERA e alcune Direttive comunitarie hanno contribuito a rincarare la dose scaricando sulle spalle dei clienti i costi dei possibili rischi di impresa, poichè tali sono le voci incriminate, senza possibilità di replica, soggiacendo a imposizioni e vessazioni non sopportabili col solo scopo di favorire le imprese fornitrici.
Le decisioni in sede comunitaria suscitano forti perplessità (sentenza C - 106/10, Direttiva 2006/112/UE, secondo le quali, la prima "...affinche imposte, dazi, tasse e prelievi possano rientrare nella base imponibile dell'IVA, pur non rappresentando un valore aggiunto e non costituendo il corrispettivo economico della cessione del bene, essi devono presentare un legame diretto con tale cessione", la seconda, all'art. 78 - lett. "a", stabilisce che "...nella base imponibile devono essere compresi le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi ad eccezione della stessa IVA" avallando di fatto una "doppia imposizione fiscale" che collide con le più elementari norme di buon governo e in constrasto con la Costituzione, cui chi scrive non intende sottostare.
E' su queste basi e dei disappunti derivati che ho inteso corrispondere solo il consumo+IVA e il trasporto energia, sottraendone l'IVA e sottraendo tutte le altre voci con l'IVA applicata. In particolare "gli oneri di sistema" sono composti da voci capestro ad eccezione del bonus per le famiglie meno abbienti.
Tali oneri esulano la fornitura di energia, sono impositivi e anticostituzionali, alla stesa stregua di un farmaco che occorre prendere pur sapendo che ha delle controindicazioni gravi, connaturate il prodotto e che occorre "accettare" per mancanze di alternative.
Questo è il caso che vorrei sottoporre alla Vs attenzione.
CORDIALMENTE
Fernando, dalla provincia di LE

Risposta ADUC
Contrariamente a quanto si dice in rete e sui social network, gli oneri di sistema non inglobano e non "socializzano" gli importi non pagati dai clienti finali morosi. E allora cosa sono e perché dobbiamo pagarli? Gli oneri di sistema sono costi introdotti nelle bollette energetiche e destinati a specifici obiettivi collettivi che riguardano il sistema elettrico. Rientrano in questa voce gli importi pagati dai singoli utenti per finanziare, tra gli altri, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il bonus sociale, il sistema ideato per aiutare le famiglie in difficoltà economica. Gli oneri di sistema sono pagati da tutti i clienti residenti e non, a prescindere dal fornitore e dal contratto sottoscritto.
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