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ammin. condominiale
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Lettera 
10 ottobre 2019 0:00
 
Buongiorno,
ho un problema che dura ormai da ben 7 anni e dal quale sembra non ci sia via d'uscita.
Nel 2007 abbiamo comprato un alloggio in un condominio che poi per motivi di lavoro abbiamo lasciato vuoto trasferendoci.
Abbiamo comunicato all'amministratore l'indirizzo di residenza nuovo per l'invio delle spese condominiali e convocazione delle assemblee.
Nonostante avesse l'indirizzo nuovo le spese e le convocazioni non ci sono mai state inviate ma due anni dopo mi viene recapitato un decreto ingiuntivo per spese condominiali non saldate per un importo di € 855,00.
Ci rivolgiamo a un legale avendo le a/r con le richieste per vedere se si potesse fare qualcosa. l'avvocato ci risponde che possiamo fare opposizione per mancata comunicazione, peccato che non la fa, cosi' nel 2016 ne giunge uno nuovo per lo stesso identico motivo, io ho le a/r di richiesta, le spese non mi vengono inviate, in studio non ci riceve ma mi invia un nuovo decreto, mi invia un pignoramento immobiliare sull'alloggio e ad aprile 2016 vengo spogliata delle chiavi che vanno a un avvocato custode e a seguire la monitoria di sgombero.
Abbiamo cercato trattative, anche perche' sopra c'era l'aggravio del mutuo ipotecario ma senza esito positivo.
La casa va all'asta e ad aprile 2018 viene venduta.
Nei riparti la banca giustamente percepisce l'importo maggiore e il condominio copre parte delle spese legali.
Febbraio 2019 mi arriva un nuovo precetto con la richiesta di € 6.185,00, peccato che nel progetto di distribuzione di marzo l'importo segnato non coincide con quello del precetto perche' vengono inseriti circa € 8.345 come da precetto di febbraio 2019 (cosi' scrivono) piu' € 3.345,00 di varie spese legali ed esecutive.
Pensavo fosse finito tutto, invece a luglio mi viene recapitato un nuovo pignoramento immobiliare sul posto auto legato all'alloggio, che non si sa per quale motivo non sia stato venduto insieme dal momento che era un unico blocco, e 15 gg dopo mi inviano un ppt su c/c e busta paga per l'importo del precetto di febbraio 2019 € 6.185,00. per poter chiudere il tutto abbiamo fatto proposta di saldare l'intero debito peccato che ci viene comunicato che non vogliono € 6.185,00 ma bensì € 18.495,03 detraendo quanto recuperato dai riparti della vendita, quindi meno € 3.199,63, il totale arriva a € 15.295,40.
Nel mezzo ha inserito le spese condominiali degli anni 2017/2018/2019 (dopo che io non ero più proprietaria delle chiavi), spese nuovamente mai comunicate ne sollecitate, più il costo di un nuovo decreto ingiuntivo ancora non depositato.
Come posso uscirne fuori?
Quello che ha fatto e' tutto regolare?
Le spese degli anni successivi a quando mi sono state ritirate le chiavi non avendo più nessun diritto su quell'alloggio, mi spettano?
L'aggiudicatario non avrebbe dovuto saldare le spese dell'anno precedente all'acquisto e dell'anno in corso?
Se la casa e' stata venduta ad aprile 2018 perché mi vengono caricate ancora delle spese?
Maria Luisa, dalla provincia di TO

Risposta:
la situazione che lei descrive è estremamente complessa e sicuramente mal gestita.
Ad oggi purtroppo vi è ben poco da fare poiché le azioni devono sempre essere tempestive.
Il comportamento tenuto dall'amministratore effettivamente non convince perché, successivamente alla notifica del primo decreto ingiuntivo, è ragionevole supporre che fosse a conoscenza del nuovo indirizzo.
I decreti, tuttavia, avrebbero dovuto essere impugnati e avrebbe dovuto essere chiesta una rateizzazione degli importi.
Il ritiro delle chiavi non comporta l'esonero dal pagamento delle spese.
L'esonero si verificherà solo dopo che l'immobile sarà trasferito al nuovo proprietario proprio per questo motivo il fatto che la casa sia stata venduta ad aprile 2018 non comporta che il trasferimento sia avvenuto nella stessa data anzi quasi sicuramente sarà avvenuto molto tempo dopo.
 
 
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