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Acquisto cucina Creo Kitchens by LUBE
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Lettera 
4 giugno 2019 0:00
 
In data 30/12/17 ho sottoscritto il contratto di acquisto per una cucina che mi è stata fornita e montata in data 23/04/18 dopo il saldo del prezzo, avvenuto oltre un mese prima. Premetto che già dal primo momento la fornitura ha presentato vizi e difetti, sia su pezzi già montati sia sui pezzi ordinati dal rivenditore in sostituzione ma non montati (quali, per esempio, l’anta del frigorifero spinata con taglio errato e struttura imbarcata; la cassettiera, il pensile da 60 cm, il pensile della caldaia e la mensola della cappa rotte; varie ante macchiate; le strutture pensili e le ante non allineate; le ante sottolavello, la cassettiera e la cappa “scoppiate”; le gole Jey non omogenee e crepate; le strutture frigorifero e caldaia imbarcate; la cappa del piano cottura che non convoglia e non aspira adeguatamente i vapori con conseguente ristagno di umidità), che sono stati subito da me contestati, sia tramite email, che per messaggi Whatsapp e riconosciuti sia dal rivenditore sia dal rappresentante di zona, i quali hanno sempre promesso di intervenire anche a completamento delle forniture salvo poi non dare più alcun riscontro. Inoltre avevo contattato anche la stessa casa produttrice che mi aveva risposto che avrebbe avviato una procedura di verifica, salvo poi non farsi più sentire.
Alla luce di ciò mi ero rivolta ad un legale, che tramite pec del 02/04/19 invitava a provvedere, entro e non oltre 15 gg. dal ricevimento della stessa, con l’avvertimento che, in difetto, avrebbe dato corso all’azione giudiziaria con tutti i maggiori oneri di spese a loro carico. Il tutto fermo restando che richiedevo fin dalla data della pec il risarcimento di tutti i danni subiti, compresi quelli non patrimoniali, che mi sarei riservata di quantificare. A seguito della pec, in data 17/04 u.s., ovvero il 15esimo giorno dal ricevimento della pec, è avvenuto il sopralluogo per la sostituzione dei pezzi difettosi, dei quali alcuni presentavano a loro volta dei difetti e che ad oggi non mi sono ancora stati sostituiti. Inoltre per quanto riguarda il problema della cappa che non convoglia adeguatamente i vapori della cottura, con conseguente ristagno di umidità, il rivenditore durante l’ultimo sopralluogo aveva filmato le problematiche riscontrate da far visionare al centro assistenza che, in data 24/05 u.s., dietro mio sollecito, ha mandato un tecnico per la constatazione delle problematiche lamentate. Quest’ultimo mi ha contattata telefonicamente ieri, 29/05, riferendomi che la casa produttrice ha risposto che la cappa che mi è stata fornita e montata dal rivenditore non è idonea all’ambiente in cui è stata installata, avendo una portata d’aria di gran lunga inferiore rispetto a quella che servirebbe. A seguito di questa risposta ho chiesto di avere una relazione scritta ma mi è stato risposto che prima avrebbe dovuto chiedere il permesso della casa produttrice.
Tutto ciò premesso sono cortesemente a chiederVi come potrei fare per tutelare i miei diritti. Grazie
Vanessa, dalla provincia di BG

Risposta:
a seguito della lettera del legale, alcuni pezzi sono stati sostituiti, come era suo diritto. Il problema della cappa era stato già contestato; quindi per garanzia legale, Lei ha diritto alla riparazione o sostituzione con pezzo adeguato; se ciò non fosse possibile, può richiedere la riduzione del prezzo corrispondente. Faccia la richiesta a mezzo racc.ta a/r. Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
 
 
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