Sabato 27 giugno 2026
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Cara ADUC

Verbale notificato su carta invece che via PEC: cosa fare con INAD

27 giugno 2026
Domanda 27 giugno 2026
Gentili Sig.re/i,
Mi sono iscritto all'INAD (domicilio digitale) sin dall'attivazione di quel servizio in Italia (luglio 2023) e da allora _mai nessun ufficio della Pubblica Amministrazione_ mi ha mandato notifiche via PEC, continuando a mandarmi raccomandate cartacee. È da tanto che penso che questa sia l'ennesima presa in giro dei cittadini: sbandierare un servizio che di fatto non esiste!
Ma un recente fatto mi ha fatto proprio arrabbiare. Si tratta di una contravvenzione ricevuta (via raccomandata) nel giugno 2024 e velocemente pagata, che però ha generato l'apertura di una cartella di pagamento dell'Ag. delle Entrate nei miei confronti, per una cifra a mio avviso spropositata. (NB: anche la cartella mi è stata notificata via raccomandata cartacea!)
Copio i dettagli del caso da un email del Comune in questione, al quale mi sono rivolto per spiegazioni:

"Ci risulta che:
• il verbale in questione, legato alla cartella si stato notificato in data 20/06/2024, 
• lei ha effettuato un pagamento di €137.10 in data 27/06/2024; ma quell'importo avrebbe chiuso il procedimento se fosse stato effettuato entro il 25/06/2024 ovvero entro 5gg dalla data di notifica. 
• Dal 26/06/2024 l'importo corretto da pagare sarebbe stato di € 189,00. 
• A questo punto lei avrebbe dovuto pagare, entro 60gg dal 20/06/2024,  la differenza tra €189 e €137.10, ovvero  €51.90. 
• Non avendo effettuato il pagamento della somma rimanente (€51,90), questo ha causato, dopo il 60esimo giorno dalla notifica del verbale M17226,  il raddoppio dell'intero importo, ovvero €347,
• ovviamente a quell importo di €347 è stato sottratto l'importo precedentemente pagato di €137,10. 
• Ne risulta che, non avendo ricevuto altri pagamenti per saldare l'importo di €209.9 ( €347 - €137,10), questo sia finito in cartella esattoriale maturando ulteriori spese di notifica e interessi semestrali  arrivando alla cifra di € 276,90. "

Ho letto un po' su internet riguardo alla giurisprudenza applicata in questi casi riguardo al "raggiungimento dello scopo", pur se la notifica cartacea sia da considerarsi nulla. Insomma, la PA può continuare a procedere sistematicamente e su larga scala contro la legge, ma per il cittadino non c'è la minima flessibilità.

C'è qualcosa che posso fare? Più per principio che altro…

Grazie,
Marco dalla provincia di BO

Risposta ADUC
Gentile Marco,
Sul tema INAD: la normativa prevede che, una volta iscritti all'Indice Nazionale dei Domicili Digitali, le pubbliche amministrazioni debbano notificare gli atti tramite PEC al domicilio digitale eletto. Il mancato utilizzo di questo canale da parte degli uffici è una violazione dell'obbligo di legge, ma — come lei stesso ha intuito leggendo la giurisprudenza — i tribunali tendono a salvare l'atto applicando il principio del "raggiungimento dello scopo": se il destinatario ha ricevuto l'atto e ne ha avuto conoscenza effettiva (come dimostra il pagamento tempestivo), l'atto non viene annullato per il solo vizio della forma di notifica. È un orientamento consolidato e difficile da scalfire in sede giudiziale.

Sul merito della cartella: la ricostruzione del Comune che lei riporta sembra indicare che il pagamento effettuato (€ 137,10) sia arrivato due giorni dopo la scadenza del termine ridotto (5 giorni dalla notifica per ottenere lo sconto del 30%). Qualora i fatti siano andati esattamente come descritti, e l'importo corretto a partire dal sesto giorno fosse € 189, non aver saldato la differenza entro i 60 giorni ha effettivamente comportato il raddoppio ai sensi del Codice della Strada. La cartella è quindi, in questo scenario, formalmente regolare.

Per il principio della notifica via INAD, può segnalare la condotta sistematica della PA all'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), che ha competenza sul rispetto degli obblighi di digitalizzazione da parte degli enti pubblici. Non è un percorso che garantisce risultati immediati sul suo caso specifico, ma è il canale corretto per segnalare condotte generalizzate.

Per approfondire: la nostra scheda sul nuovo Codice del Consumo e le regole per beni e servizi digitali
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