Cara ADUC
Riparazione lavatrice non riuscita: rimborso o secondo intervento gratuito
Domanda
11 giugno 2026
Buonasera,
la mia compagna ha avuto un guasto alla lavatrice e ha chiamato il tecnico, il quale è venuto e ha diagnosticato il guasto e ha fatto un preventivo di circa 230 euro per cambiare il pezzo, la mia compagna ha accettato la riparazione.
Il tecnico ritorna e sostituisce il pezzo, prova la lavatrice a vuoto che sembrava funzionare e va via dopo essere stato pagato.
Subito la mia compagna la vuole provare e mette dentro i panni da lavare e... sorpresa, si ripresenta lo stesso difetto: la lavatrice non va e appare a display lo stesso errore che dava prima della chiamata al tecnico.
Richiama il tecnico dopo 10 minuti che era andato via ma il tecnico risponde che ha un altro appuntamento e non può tornare in giornata.
Torna dopo qualche giorno, ricontrolla la lavatrice, vede che c'è il difetto, fa qualche altra prova e sentenzia che c'è da cambiare la scheda elettronica, altri 130 euro. A questo punto la mia compagna arrabbiata rifiuta la sostituzione e manda via il tecnico.
A questo punto volevo chiedere cosa si può fare per recuperare i soldi o per fare sostituire la centralina senza pagare altri 130 euro, visto che l'errore mi pare sia del tecnico che non ha fatto la diagnosi giusta la prima volta che è venuto e si è intascato 230 euro per 10 minuti di lavoro senza risolvere il problema.
Resto in attesa di un vostro riscontro, grazie.
Cordiali saluti
Fausto, dalla provincia di PR
la mia compagna ha avuto un guasto alla lavatrice e ha chiamato il tecnico, il quale è venuto e ha diagnosticato il guasto e ha fatto un preventivo di circa 230 euro per cambiare il pezzo, la mia compagna ha accettato la riparazione.
Il tecnico ritorna e sostituisce il pezzo, prova la lavatrice a vuoto che sembrava funzionare e va via dopo essere stato pagato.
Subito la mia compagna la vuole provare e mette dentro i panni da lavare e... sorpresa, si ripresenta lo stesso difetto: la lavatrice non va e appare a display lo stesso errore che dava prima della chiamata al tecnico.
Richiama il tecnico dopo 10 minuti che era andato via ma il tecnico risponde che ha un altro appuntamento e non può tornare in giornata.
Torna dopo qualche giorno, ricontrolla la lavatrice, vede che c'è il difetto, fa qualche altra prova e sentenzia che c'è da cambiare la scheda elettronica, altri 130 euro. A questo punto la mia compagna arrabbiata rifiuta la sostituzione e manda via il tecnico.
A questo punto volevo chiedere cosa si può fare per recuperare i soldi o per fare sostituire la centralina senza pagare altri 130 euro, visto che l'errore mi pare sia del tecnico che non ha fatto la diagnosi giusta la prima volta che è venuto e si è intascato 230 euro per 10 minuti di lavoro senza risolvere il problema.
Resto in attesa di un vostro riscontro, grazie.
Cordiali saluti
Fausto, dalla provincia di PR
Risposta ADUC
Gentile Fausto,
se i fatti sono andati come lei riferisce, la questione si colloca sul piano della corretta esecuzione del contratto d'opera: il tecnico era stato incaricato di riparare la lavatrice, ha eseguito un intervento che non ha risolto il problema, e ora chiede ulteriori compensi per un secondo intervento.
Il principio applicabile è che chi esegue un'opera o una prestazione d'opera è tenuto a eseguirla a regola d'arte. Se la diagnosi iniziale si è rivelata errata e il problema non è stato risolto, la sua compagna può contestare al professionista l'inadempimento contrattuale, vale a dire che la prestazione pagata non ha prodotto il risultato dovuto. In questo scenario, sarebbe ragionevole sostenere che il secondo intervento (sostituzione della scheda elettronica) debba essere eseguito senza costi aggiuntivi, o in alternativa che venga rimborsato quanto pagato per il primo intervento infruttuoso, poiché il guasto è rimasto esattamente lo stesso.
Le suggeriamo di procedere così. La sua compagna dovrebbe inviare al professionista una comunicazione scritta formale, per raccomandata A/R o PEC se disponibile, in cui descrive i fatti e richiede, entro un termine ragionevole (ad esempio 15 giorni), la scelta tra due opzioni: completare la riparazione senza costi ulteriori, oppure restituire il corrispettivo pagato per il primo intervento inefficace. Conservi tutte le ricevute, la documentazione del pagamento e, se possibile, una fotografia del display con il codice di errore.
Se il professionista non risponde o rifiuta, la strada successiva è il Giudice di Pace, competente per controversie fino a 5.000 euro, senza bisogno di avvocato obbligatorio. Per la lettera di messa in mora, può usare il nostro generatore gratuito di moduli.
se i fatti sono andati come lei riferisce, la questione si colloca sul piano della corretta esecuzione del contratto d'opera: il tecnico era stato incaricato di riparare la lavatrice, ha eseguito un intervento che non ha risolto il problema, e ora chiede ulteriori compensi per un secondo intervento.
Il principio applicabile è che chi esegue un'opera o una prestazione d'opera è tenuto a eseguirla a regola d'arte. Se la diagnosi iniziale si è rivelata errata e il problema non è stato risolto, la sua compagna può contestare al professionista l'inadempimento contrattuale, vale a dire che la prestazione pagata non ha prodotto il risultato dovuto. In questo scenario, sarebbe ragionevole sostenere che il secondo intervento (sostituzione della scheda elettronica) debba essere eseguito senza costi aggiuntivi, o in alternativa che venga rimborsato quanto pagato per il primo intervento infruttuoso, poiché il guasto è rimasto esattamente lo stesso.
Le suggeriamo di procedere così. La sua compagna dovrebbe inviare al professionista una comunicazione scritta formale, per raccomandata A/R o PEC se disponibile, in cui descrive i fatti e richiede, entro un termine ragionevole (ad esempio 15 giorni), la scelta tra due opzioni: completare la riparazione senza costi ulteriori, oppure restituire il corrispettivo pagato per il primo intervento inefficace. Conservi tutte le ricevute, la documentazione del pagamento e, se possibile, una fotografia del display con il codice di errore.
Se il professionista non risponde o rifiuta, la strada successiva è il Giudice di Pace, competente per controversie fino a 5.000 euro, senza bisogno di avvocato obbligatorio. Per la lettera di messa in mora, può usare il nostro generatore gratuito di moduli.
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