Cara ADUC
rinuncia alla proprietà
Domanda
22 giugno 2019
Spett. ADUC, mi permetto chiederVi un parere su un caso, molto anomalo, di una rinuncia alla quota di comproprietà su un bilocale di valore molto esiguo. Più di quarant'anni fa, Tizio, Caio, e Sempronio, acquistarono un bilocale in un posto di villeggiatura all'estero.
Tizio e Caio si intestarono, con regolare rogito, ciascuno per la quota di un mezzo l'unità immobiliare, mentre Sempronio non ne volle sapere di comparire. Gli venne fatta una semplice scrittura privata redatta fra le parti, dove Tizio e Caio riconoscevano a Sempronio la proprietà del suo terzo, sebbene non figurasse nel rogito e nelle intestazioni ufficiali. Sempronio ha sempre partecipato, per la quota di un terzo alle spese di gestione. Le imposte sullo stabile, invece, vennero sempre solo pagate da Tizio e Caio, in qualità di intestatari. Ora, dopo che Sempronio è deceduto, gli eredi non sono disposti a continuare a pagare la loro quota delle spese di gestione, anche perchè sono necessari lavori di restauro impellenti e costosi. Questi eredi di Sempronio decidono così di rinunciare al loro possesso (occulto) della loro quota di un terzo senza chiedere nulla in cambio.
Considerato che sono un erede di Tizio, avrei intenzione di redigere una scrittura privata fra le parti interessate dove si evidenzia che gli eredi di Sempronio rinunciano ad ogni pretesa di proprietà sull'immobile dichiarando di non avere più nulla da chiedere in merito estraniandosi completamente da questa proprietà e da quanto ad essa pertinente. Secondo me, visto che il bilocale è già intestato a Tizio e Caio, non necessita di alcun atto notarile ne di altre formalità. La scrittura privata servirebbe solo a rendere inefficace la vecchia, fatta al momento dell'acquisto, dove si riconosceva l'esistenza di un terzo socio, che non volle comparire in atto pubblico ed a fare sì che gli eredi di Sempronio non vantino poi, in futuro, qualche pretesa. Secondo Voi, è giusto agire così? Può bastare una semplice scrittura redatta fra le parti? Non saprei proprio quale altra via scegliere. Spero che mi vogliate dare un aiuto e rispondermi.
Nel vivamente ringraziarVi per la Vostra risaputa gentilezza Vi invio
i saluti più cordiali.
Roberto
Tizio e Caio si intestarono, con regolare rogito, ciascuno per la quota di un mezzo l'unità immobiliare, mentre Sempronio non ne volle sapere di comparire. Gli venne fatta una semplice scrittura privata redatta fra le parti, dove Tizio e Caio riconoscevano a Sempronio la proprietà del suo terzo, sebbene non figurasse nel rogito e nelle intestazioni ufficiali. Sempronio ha sempre partecipato, per la quota di un terzo alle spese di gestione. Le imposte sullo stabile, invece, vennero sempre solo pagate da Tizio e Caio, in qualità di intestatari. Ora, dopo che Sempronio è deceduto, gli eredi non sono disposti a continuare a pagare la loro quota delle spese di gestione, anche perchè sono necessari lavori di restauro impellenti e costosi. Questi eredi di Sempronio decidono così di rinunciare al loro possesso (occulto) della loro quota di un terzo senza chiedere nulla in cambio.
Considerato che sono un erede di Tizio, avrei intenzione di redigere una scrittura privata fra le parti interessate dove si evidenzia che gli eredi di Sempronio rinunciano ad ogni pretesa di proprietà sull'immobile dichiarando di non avere più nulla da chiedere in merito estraniandosi completamente da questa proprietà e da quanto ad essa pertinente. Secondo me, visto che il bilocale è già intestato a Tizio e Caio, non necessita di alcun atto notarile ne di altre formalità. La scrittura privata servirebbe solo a rendere inefficace la vecchia, fatta al momento dell'acquisto, dove si riconosceva l'esistenza di un terzo socio, che non volle comparire in atto pubblico ed a fare sì che gli eredi di Sempronio non vantino poi, in futuro, qualche pretesa. Secondo Voi, è giusto agire così? Può bastare una semplice scrittura redatta fra le parti? Non saprei proprio quale altra via scegliere. Spero che mi vogliate dare un aiuto e rispondermi.
Nel vivamente ringraziarVi per la Vostra risaputa gentilezza Vi invio
i saluti più cordiali.
Roberto
Risposta ADUC
per effetto della successione, gli eredi di Sempronio sono comproprietari dell'immobile poichè la scrittura privata stipulata dal de cuius (negozio dissimulato 1414 cc) vale anche in caso di successione.
In tal caso Valgono le regole della comunione per cui "ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune.. salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto" (1104 cc). Quindi lei può intimare agli eredi di Sempronio il pagamento delle spese, minacciando il ricorso al giudice civile, oppure la stipulazione della scrittura privata di rinunzia alla quota di comproprietà.
La scrittura privata, per avere valore giuridico, deve essere autenticata da un pubblico ufficiale che ne attesti l'autenticità e la data.
Questo è un ns.semplice parere che andrebbe confrontato con un notaio.
In tal caso Valgono le regole della comunione per cui "ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune.. salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto" (1104 cc). Quindi lei può intimare agli eredi di Sempronio il pagamento delle spese, minacciando il ricorso al giudice civile, oppure la stipulazione della scrittura privata di rinunzia alla quota di comproprietà.
La scrittura privata, per avere valore giuridico, deve essere autenticata da un pubblico ufficiale che ne attesti l'autenticità e la data.
Questo è un ns.semplice parere che andrebbe confrontato con un notaio.
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