Cara ADUC
Ricostruzione Multa Clio
Domanda
5 marzo 2026
Nei primi giorni di dicembre 2023 mi sono affidata alla moglie di una persona a noi conosciuta per la stipula di una polizza assicurativa RCA. La fiducia riposta nell’intermediaria derivava anche dal fatto che, a Magliano Sabina, la principale delegazione ACI che offre servizi di pratiche auto ha sede presso l’agenzia assicurativa a lei riconducibile.
L’intermediaria mi ha riferito di aver trovato un preventivo con decorrenza della copertura assicurativa dal 13/12/2023. Ho quindi accettato la proposta ed effettuato un bonifico bancario dell’importo indicato direttamente alla stessa.
Alla luce di ciò, ero convinta di essere regolarmente assicurata.
In data 19/01/2024 sono venuta a conoscenza del fatto che l’assicurazione era inesistente. La scoperta è avvenuta quando una persona a noi vicina, che aveva stipulato un’assicurazione tramite la medesima intermediaria, è stata informata che il proprio veicolo risultava privo di copertura assicurativa. A seguito di tale episodio, tutti coloro che avevano stipulato polizze tramite la stessa sono stati avvisati.
Mi sono quindi rivolta immediatamente all’intermediaria, la quale si è detta incredula dell’accaduto, si è scusata e ha dichiarato che avrebbe restituito le somme versate, cosa che è effettivamente avvenuta. Preciso che non ho mai avuto alcun contatto diretto con la compagnia assicurativa, essendo l’intermediaria l’unico soggetto con cui ho interagito.
Non ho sporto denuncia poiché mi è stata restituita integralmente la somma versata e l’intermediaria ha dichiarato di essere stata a sua volta vittima di una truffa.
Dopo l’accaduto ho lasciato il veicolo fermo in garage e, agendo autonomamente, ho stipulato una polizza assicurativa reale e regolare, con decorrenza dal 31/01/2024.
In data 14/05/2024 ho ricevuto una raccomandata dalla Polizia Locale di Gallicano nel Lazio, relativa a una violazione accertata tramite dispositivo elettronico mobile in data 19/12/2023, per circolazione del veicolo senza copertura assicurativa. Ho contattato telefonicamente il Comando della Polizia Locale e ho parlato con l’allora Comandante pro tempore, la quale mi ha riferito che avrebbe effettuato delle verifiche. Successivamente, la stessa mi ha richiamata personalmente per rassicurarmi, comunicandomi che la multa era stata annullata d’ufficio, in quanto notificata oltre il termine di 90 giorni dalla data dell’accertamento.
In buona fede, confidando in tali dichiarazioni provenienti dall’autorità competente, non ho presentato ricorso al Prefetto, ritenendo la questione definitivamente risolta.
Nel settembre 2025, a distanza di oltre un anno, ho ricevuto un avviso di mancato pagamento da parte del Corpo di Polizia Locale del Comune di Gallicano nel Lazio, pervenuto tramite posta ordinaria e non mediante raccomandata, con richiesta di pagamento pari a euro 1.762. Recandomi personalmente presso il Comando, mi è stato riferito che nessuna multa era stata annullata, poiché il verbale risultava già notificato nel febbraio 2024. Tuttavia, tale verbale non mi è mai stato recapitato, né tramite raccomandata, né tramite posta ordinaria, né mediante avviso di giacenza.
Prima del 14/05/2024 non ero assolutamente a conoscenza dell’esistenza di alcuna sanzione.
A seguito di ciò, ho presentato una richiesta di annullamento in autotutela, la quale non è stata accolta. Nella risposta ricevuta, sono stati finalmente forniti chiarimenti scritti circa l’iter del verbale, dal quale risulta che:
• in data 15/02/2024 il verbale è stato consegnato alle Poste per la notifica;
• in data 19/02/2024 è stato restituito con la dicitura “indirizzo insufficiente”;
• successivamente è stata effettuata una visura anagrafica;
• il verbale è stato ristampato e rinotificato, giungendo a destinazione solo il 14/05/2024.
La mancata ricezione del verbale di febbraio 2024 non è imputabile alla sottoscritta. Non ho cambiato residenza da oltre dieci anni e non è la prima volta che ricevo raccomandate o comunicazioni dal Comune di Gallicano nel Lazio, sempre regolarmente recapitate senza alcun problema. La dicitura “indirizzo insufficiente” appare pertanto anomala e non giustificata. Non è legittimo far decorrere il termine dei 90 giorni da un tentativo di notifica mai andato a buon fine e mai portato a mia conoscenza.
Si evidenzia inoltre che il ritardo nella notifica del verbale ha inciso in modo grave e concreto sul mio diritto di difesa, impedendomi di agire nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Da un lato, la tardiva e irregolare notifica ha inciso sulle valutazioni già esposte in merito alla scoperta della truffa assicurativa e alle conseguenti azioni che avrei potuto intraprendere tempestivamente per tutelarmi. Dall’altro lato, tale ritardo ha avuto un effetto diretto e determinante anche sulla mancata proposizione del ricorso nei termini ordinari, poiché, a seguito della ricezione del verbale in data 14/05/2024, ho ricevuto rassicurazioni precise e reiterate dall’allora Comandante della Polizia Locale, la quale mi ha confermato che la sanzione era stata annullata d’ufficio per decorrenza dei termini. Confidando legittimamente in tali dichiarazioni, non mi sono attivata per presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.
Solo successivamente, a distanza di oltre un anno, ho appreso che tale annullamento non era mai avvenuto, trovandomi così privata della possibilità di esercitare tempestivamente i rimedi previsti dalla legge, senza che ciò sia in alcun modo imputabile a mia negligenza o disinteresse.
Infine, rappresento che nel periodo in cui sono intercorsi i fatti sopra descritti, la mia famiglia stava attraversando un momento estremamente difficile e doloroso, segnato da gravi lutti e da condizioni di salute gravissime di un familiare stretto, con ricovero ospedaliero fino al decesso avvenuto poco prima dell’arrivo del primo verbale, nel mese di maggio 2024. Tale situazione ha inciso profondamente sul mio stato emotivo e sulla mia lucidità, portandomi ad affrontare l’intera vicenda con grande difficoltà e fragilità.
Alla luce di quanto sopra esposto, chiedo che la sanzione amministrativa contestata venga annullata, nonché che vengano conseguentemente annullati tutti gli atti successivi e connessi, ivi compresi
l’avviso di mancato pagamento e ogni ulteriore procedura esecutiva, per irregolarità e tardività della notifica, nonché per la lesione del diritto di difesa derivante da fatti non imputabili alla sottoscritta.
In subordine, ove non si ritenesse di procedere all’annullamento totale, chiedo che venga valutata ogni possibile forma di riduzione o archiviazione, tenuto conto della mia buona fede, delle circostanze eccezionali descritte, della mia attuale condizione di disoccupazione, nonché dell’assenza di qualsiasi intento elusivo.
Con riserva di produrre ulteriore documentazione e deduzioni a sostegno della presente istanza.
Veronica, dalla provincia di RM
L’intermediaria mi ha riferito di aver trovato un preventivo con decorrenza della copertura assicurativa dal 13/12/2023. Ho quindi accettato la proposta ed effettuato un bonifico bancario dell’importo indicato direttamente alla stessa.
Alla luce di ciò, ero convinta di essere regolarmente assicurata.
In data 19/01/2024 sono venuta a conoscenza del fatto che l’assicurazione era inesistente. La scoperta è avvenuta quando una persona a noi vicina, che aveva stipulato un’assicurazione tramite la medesima intermediaria, è stata informata che il proprio veicolo risultava privo di copertura assicurativa. A seguito di tale episodio, tutti coloro che avevano stipulato polizze tramite la stessa sono stati avvisati.
Mi sono quindi rivolta immediatamente all’intermediaria, la quale si è detta incredula dell’accaduto, si è scusata e ha dichiarato che avrebbe restituito le somme versate, cosa che è effettivamente avvenuta. Preciso che non ho mai avuto alcun contatto diretto con la compagnia assicurativa, essendo l’intermediaria l’unico soggetto con cui ho interagito.
Non ho sporto denuncia poiché mi è stata restituita integralmente la somma versata e l’intermediaria ha dichiarato di essere stata a sua volta vittima di una truffa.
Dopo l’accaduto ho lasciato il veicolo fermo in garage e, agendo autonomamente, ho stipulato una polizza assicurativa reale e regolare, con decorrenza dal 31/01/2024.
In data 14/05/2024 ho ricevuto una raccomandata dalla Polizia Locale di Gallicano nel Lazio, relativa a una violazione accertata tramite dispositivo elettronico mobile in data 19/12/2023, per circolazione del veicolo senza copertura assicurativa. Ho contattato telefonicamente il Comando della Polizia Locale e ho parlato con l’allora Comandante pro tempore, la quale mi ha riferito che avrebbe effettuato delle verifiche. Successivamente, la stessa mi ha richiamata personalmente per rassicurarmi, comunicandomi che la multa era stata annullata d’ufficio, in quanto notificata oltre il termine di 90 giorni dalla data dell’accertamento.
In buona fede, confidando in tali dichiarazioni provenienti dall’autorità competente, non ho presentato ricorso al Prefetto, ritenendo la questione definitivamente risolta.
Nel settembre 2025, a distanza di oltre un anno, ho ricevuto un avviso di mancato pagamento da parte del Corpo di Polizia Locale del Comune di Gallicano nel Lazio, pervenuto tramite posta ordinaria e non mediante raccomandata, con richiesta di pagamento pari a euro 1.762. Recandomi personalmente presso il Comando, mi è stato riferito che nessuna multa era stata annullata, poiché il verbale risultava già notificato nel febbraio 2024. Tuttavia, tale verbale non mi è mai stato recapitato, né tramite raccomandata, né tramite posta ordinaria, né mediante avviso di giacenza.
Prima del 14/05/2024 non ero assolutamente a conoscenza dell’esistenza di alcuna sanzione.
A seguito di ciò, ho presentato una richiesta di annullamento in autotutela, la quale non è stata accolta. Nella risposta ricevuta, sono stati finalmente forniti chiarimenti scritti circa l’iter del verbale, dal quale risulta che:
• in data 15/02/2024 il verbale è stato consegnato alle Poste per la notifica;
• in data 19/02/2024 è stato restituito con la dicitura “indirizzo insufficiente”;
• successivamente è stata effettuata una visura anagrafica;
• il verbale è stato ristampato e rinotificato, giungendo a destinazione solo il 14/05/2024.
La mancata ricezione del verbale di febbraio 2024 non è imputabile alla sottoscritta. Non ho cambiato residenza da oltre dieci anni e non è la prima volta che ricevo raccomandate o comunicazioni dal Comune di Gallicano nel Lazio, sempre regolarmente recapitate senza alcun problema. La dicitura “indirizzo insufficiente” appare pertanto anomala e non giustificata. Non è legittimo far decorrere il termine dei 90 giorni da un tentativo di notifica mai andato a buon fine e mai portato a mia conoscenza.
Si evidenzia inoltre che il ritardo nella notifica del verbale ha inciso in modo grave e concreto sul mio diritto di difesa, impedendomi di agire nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Da un lato, la tardiva e irregolare notifica ha inciso sulle valutazioni già esposte in merito alla scoperta della truffa assicurativa e alle conseguenti azioni che avrei potuto intraprendere tempestivamente per tutelarmi. Dall’altro lato, tale ritardo ha avuto un effetto diretto e determinante anche sulla mancata proposizione del ricorso nei termini ordinari, poiché, a seguito della ricezione del verbale in data 14/05/2024, ho ricevuto rassicurazioni precise e reiterate dall’allora Comandante della Polizia Locale, la quale mi ha confermato che la sanzione era stata annullata d’ufficio per decorrenza dei termini. Confidando legittimamente in tali dichiarazioni, non mi sono attivata per presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.
Solo successivamente, a distanza di oltre un anno, ho appreso che tale annullamento non era mai avvenuto, trovandomi così privata della possibilità di esercitare tempestivamente i rimedi previsti dalla legge, senza che ciò sia in alcun modo imputabile a mia negligenza o disinteresse.
Infine, rappresento che nel periodo in cui sono intercorsi i fatti sopra descritti, la mia famiglia stava attraversando un momento estremamente difficile e doloroso, segnato da gravi lutti e da condizioni di salute gravissime di un familiare stretto, con ricovero ospedaliero fino al decesso avvenuto poco prima dell’arrivo del primo verbale, nel mese di maggio 2024. Tale situazione ha inciso profondamente sul mio stato emotivo e sulla mia lucidità, portandomi ad affrontare l’intera vicenda con grande difficoltà e fragilità.
Alla luce di quanto sopra esposto, chiedo che la sanzione amministrativa contestata venga annullata, nonché che vengano conseguentemente annullati tutti gli atti successivi e connessi, ivi compresi
l’avviso di mancato pagamento e ogni ulteriore procedura esecutiva, per irregolarità e tardività della notifica, nonché per la lesione del diritto di difesa derivante da fatti non imputabili alla sottoscritta.
In subordine, ove non si ritenesse di procedere all’annullamento totale, chiedo che venga valutata ogni possibile forma di riduzione o archiviazione, tenuto conto della mia buona fede, delle circostanze eccezionali descritte, della mia attuale condizione di disoccupazione, nonché dell’assenza di qualsiasi intento elusivo.
Con riserva di produrre ulteriore documentazione e deduzioni a sostegno della presente istanza.
Veronica, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
non c'è dubbio che la notifica del verbale fosse tardiva: il fatto che avessero fatto già un tentativo non andato a buon fine per indirizzo insufficiente non interrompe il termine dei 90 giorni per notificare il verbale.
Purtroppo, la legge stabilisce che se riceve una multa in ritardo (oltre i 90 giorni) ma non la impugna entro 30/60 giorni, il ritardo viene "perdonato" e la multa diventa definitiva.
Senza una prova scritta (email o PEC) delle rassicurazioni ricevute dal Comandante, è molto difficile dimostrare al giudice che lei non ha fatto ricorso perché tratta in inganno dall'autorità.
Pertanto, le rimane sì la possibilità di fare ricorso contro la cartella esattoriale, ma senza prova inconfutabile che è stata "ingannata" dal Comandante della polizia municipale, difficilmente potrà vincerlo... Ci spiace.
Purtroppo, la legge stabilisce che se riceve una multa in ritardo (oltre i 90 giorni) ma non la impugna entro 30/60 giorni, il ritardo viene "perdonato" e la multa diventa definitiva.
Senza una prova scritta (email o PEC) delle rassicurazioni ricevute dal Comandante, è molto difficile dimostrare al giudice che lei non ha fatto ricorso perché tratta in inganno dall'autorità.
Pertanto, le rimane sì la possibilità di fare ricorso contro la cartella esattoriale, ma senza prova inconfutabile che è stata "ingannata" dal Comandante della polizia municipale, difficilmente potrà vincerlo... Ci spiace.
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