Mercoledì 10 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Prenotazione alberghiera non rimborsabile: disdetta per malattia grave del padre

5 maggio 2026
Domanda 5 maggio 2026
Spett.le Aduc,
il giorno 22 aprile alle ore 22:59 ho prenotato, con prenotazione non rimborsabile, per 3 notti, dal 25 al 28 aprile, con servizio B&B e parcheggio l'albergo Noris di Finale Ligure. La mattina successiva alle 12:35, essendo stata avvertita da mia madre che mio padre, di anni 96, presentava febbre alta e probabile infezione alle vie urinarie, ho avvertito l'albergo che intendevo rinunciare alla prenotazione. Nel pomeriggio ho inviato formale disdetta, citando l'art.1463 del cc e allegando referto della visita fatta dal medico di base, che attestava una diagnosi di stato infettivo ascrivibile probabilmente a prostatite o infezione alle vie urinarie e in cui, oltre a prescrivere analisi, raccomandava la sorveglianza per stato di coscienza e parametri vitali in ragione delle fragilità legata all'età.
L'esito delle analisi del sangue e urine ha confermato un'infezione grave.
Faccio presente che sono formalmente la sola caregiver di mio padre ai sensi della L 104, in quanto gli è stato riconosciuto l'handicap grave in aggiunta all'invalidità al 100%.
L'albergo telefonicamente si è reso disponibile a non richiedere pagamenti nella misura in cui avrebbe venduto la camera per le 3 notti.
Ho visto che per la notte del 25 la tipologia di camera da me prenotata non era più disponibile, mentre per le 2 notti successive erano disponibili 3 camere della stessa tipologia, in aggiunta ad altre.
Ho ricevuto oggi mail di risposta dall'albergo in cui hanno confermato di aver venduto la prima notte, ma non le 2 successive e pertanto mi chiedono il pagamento di tali 2 notti (non hanno precisato se includendo o no la colazione). Affermano che il grave motivo riguarda solo il soggetto che deve usufruire del servizio, ma non un parente stretto.
Ritengo di non aver arrecato all'albergo un danno, in quanto la mia prenotazione in pratica ha bloccato la camera per la sola mattinata del 23 aprile, essendo stata fatta il 22 in tarda serata e inoltre l'art. 1463, da quanto ho letto, estende i gravi motivi anche alla malattia di un parente stretto.
Chiedo se a vostro parere è contestabile la richiesta di addebito che mi ha fatto l'albergo e come è opportuno procedere. Faccio presente che non hanno potuto trattenere nulla in quanto ho bloccato la carta di credito virtuale data come garanzia.
Ringraziando invio cordiali saluti,
Laura

Risposta ADUC
Gentile Laura,
la sua posizione contiene elementi giuridici sostenibili, ma anche profili di incertezza che è onesto rappresentarle. La clausola di "prenotazione non rimborsabile" è in linea di principio vincolante e disciplina l'ipotesi del recesso volontario del cliente. Lei però sostiene che si tratti non di un ripensamento, ma di un'impossibilità sopravvenuta di fruire del soggiorno per causa di forza maggiore: la grave malattia del padre 96enne, la sua qualifica di caregiver formale ai sensi della L. 104/1992 e l'obbligo assistenziale che ne deriva. È un argomento ragionevole, ma va detto che l'art. 1463 c.c. nasce per disciplinare l'impossibilità della prestazione del debitore, non gli impedimenti del creditore a fruirne; la sua applicazione ai casi di impedimento del cliente è oggetto di un orientamento giurisprudenziale controverso, con pronunce di Cassazione in entrambi i sensi e nessun intervento risolutore delle Sezioni Unite.

Nel suo caso, inoltre, l'impedimento non riguarda lei direttamente come fruitrice ma deriva dall'obbligo di assistenza verso un terzo non parte del contratto, il che rende la tesi più fragile. Il punto di forza vero del suo caso, a nostro parere, è altrove: la struttura le ha dichiarato telefonicamente che non avrebbe richiesto pagamento se avesse rivenduto le notti, e questo costituisce una modifica consensuale del contratto. Spetta all'albergo provare di aver effettivamente messo in vendita le notti del 26 e 27 aprile e di non averle rivendute; lei stessa segnala che per quelle date risultavano disponibili 3 camere della stessa tipologia, dato che chiede una spiegazione.

A questo si aggiunge un vantaggio strategico importante: avendo lei bloccato la carta di credito virtuale, l'albergo non ha potuto trattenere alcuna somma e dovrebbe essere lui ad agire in giudizio per ottenere il pagamento, cosa poco probabile per un importo così contenuto. Le suggeriamo quindi di inviare una PEC alla struttura contestando la richiesta, richiamando l'impegno telefonico alla rivendita, chiedendo prova documentale del tentativo di rivendita per le due notti contestate, allegando la documentazione medica e rappresentando la sua qualità di caregiver L.104 come elemento di buona fede ex art. 1175 e 1375 c.c.

Per redigere la lettera può utilizzare il nostro generatore di moduli per il turismo. Il contratto alberghiero non rientra nelle materie soggette a mediazione obbligatoria, quindi se la struttura dovesse insistere potrà difendersi direttamente in giudizio davanti al Giudice di Pace, dove peraltro il foro competente — ai sensi dell'art. 33 lett. u) Cod. Consumo — sarà quello della sua residenza, non quello di Finale Ligure.

Ulteriore domanda 06/05/2026
Buongiorno, ringrazio per la sollecita risposta. Chiedo cortesemente un'ulteriore precisazione:
Il prezzo delle due notti in questione è rispettivamente di 113 e 114 euro e include il costo della colazione che era stato quotato 12 euro a persona. La colazione dovrebbe essere esclusa in quanto servizio accessorio, è corretto? Pertanto gli importi effettivi che l'albergo può pretendere sono rispettivamente di 89 e 90 euro.
Laura

Risposta ADUC
Gentile Laura,
In caso di cancellazione oltre i termini, lei ha il diritto di contestare l'addebito dei servizi accessori non usufruiti, come la colazione o i pasti, poiché l'albergo non può richiedere il pagamento di costi vivi mai sostenuti; inoltre, la tassa di soggiorno non è mai dovuta in assenza di pernottamento effettivo e le deve essere integralmente restituita. Sebbene la penale per la camera possa essere legittima, il risarcimento deve limitarsi al mancato guadagno sulla stanza, escludendo tutte le prestazioni supplementari che la struttura non ha dovuto erogare a causa della sua assenza.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →