Cara ADUC
PARCELLE AVVOCATO COSA FARE
Domanda
1 agosto 2019
Buongiorno,
riconosco che la vicenda è complessa e che la formulazione di un consiglio richiede quanto meno una richiesta approfondita della problematica.
Tuttavia, descrivo qui gli eventi mantenendo un sufficiente livello di dettaglio e rinvio parte alla mia ultima nota indirizzata al mio ex legale. Cosa è successo.
A seguito di un demansionamento e del rifiuto da parte delle Ass. Generali di
riconoscermi l'indennizzo ho iniziato due cause, una con le Ass. Generali e una con Veneto Banca, mio datore di lavoro.
Mi rivolgo al medesimo legale.
Per la causa c/Generali succede che scrive una lettera di diffida assegnando un termine ma dovendo andare in ferie inizia la causa PRIMA dello scadere del termine.
L'esito è che le Generali telefonano, non lo trovano, appurano l'inizio della causa e ritirano la loro offerta.
Con Veneto Banca succede che viene posta in liquidazione e subentra Intesa SAnpaolo.
Il mio legale si trova a difendermi quindi contro Intesa di cui è già Legale Fiduciario.
Mi scrive una lettera di rinuncia all'incarico che nei fatti non ha seguito concreto perchè per oltre due anni continua a difendermi e a rappresentarmi.
A seguito del rilevamento da parte di Intesa, mi procuro il contratto di fusione in base al quale il mio rapporto di lavoro è ceduto da Veneto Banca a Intesa Sanpaolo.
Scrivo una email al mio Legale e allegando tutta la documentazione Li dico di fare la riassunzione della causa nei confronti di Intesa.
LUI NON LA FA!!!
Inoltre, inizia ad assumere un comportamento alquanto strano: vuole a tutti i costi convincermi di andare in pensione senza alcun risarcimento.
Anzi, devo pagarmi parzialmente anche il riscatto di laurea.
Inizio a lamentarmi verbalmente ma le sue insistenze sono sempre più pesanti. Li scrivo una lettera denunciando in modo quasi ossequioso il suo comportamento.
Lui mi risponde con due PEC con le quali rinuncia ad ambedue gli incarichi e per le due cause mi chiede una parcella complessiva di oltre 28.000 Euro.
Mi lamento; prima sceglie di ridurre la parcella a ulteriori 5.000 Euro che aggiunti a 8.000,00 Euro a Sue mani fanno quasi 14.000,00 Euro.
Poi cambia idea.
Ed ecco che formulo la mia lettera dell'8 luglio 2019 con la quale chiarisco (o tento di chiarire) quasi tutti gli aspetti.
Vi prego di leggerla in quanto l'intera vicenda è sostanzialmente sintetizzata e forse diviene più comprensibile l'intera vicenda poichè in alcuni casi ho provveduto a trascrivere proprio le comunicazioni intercorse.
Di fronte alla mia lettera, allo stato non vi è alcuna sua reazione.
Cosa mi consigliate di fare?
GRAZIE DI CUORE.
Se avete necessità di ulteriori documenti ditemelo.
ANCORA GRAZIE.
Grazie se mi date una risposta.
Francesco, dalla provincia di BR
riconosco che la vicenda è complessa e che la formulazione di un consiglio richiede quanto meno una richiesta approfondita della problematica.
Tuttavia, descrivo qui gli eventi mantenendo un sufficiente livello di dettaglio e rinvio parte alla mia ultima nota indirizzata al mio ex legale. Cosa è successo.
A seguito di un demansionamento e del rifiuto da parte delle Ass. Generali di
riconoscermi l'indennizzo ho iniziato due cause, una con le Ass. Generali e una con Veneto Banca, mio datore di lavoro.
Mi rivolgo al medesimo legale.
Per la causa c/Generali succede che scrive una lettera di diffida assegnando un termine ma dovendo andare in ferie inizia la causa PRIMA dello scadere del termine.
L'esito è che le Generali telefonano, non lo trovano, appurano l'inizio della causa e ritirano la loro offerta.
Con Veneto Banca succede che viene posta in liquidazione e subentra Intesa SAnpaolo.
Il mio legale si trova a difendermi quindi contro Intesa di cui è già Legale Fiduciario.
Mi scrive una lettera di rinuncia all'incarico che nei fatti non ha seguito concreto perchè per oltre due anni continua a difendermi e a rappresentarmi.
A seguito del rilevamento da parte di Intesa, mi procuro il contratto di fusione in base al quale il mio rapporto di lavoro è ceduto da Veneto Banca a Intesa Sanpaolo.
Scrivo una email al mio Legale e allegando tutta la documentazione Li dico di fare la riassunzione della causa nei confronti di Intesa.
LUI NON LA FA!!!
Inoltre, inizia ad assumere un comportamento alquanto strano: vuole a tutti i costi convincermi di andare in pensione senza alcun risarcimento.
Anzi, devo pagarmi parzialmente anche il riscatto di laurea.
Inizio a lamentarmi verbalmente ma le sue insistenze sono sempre più pesanti. Li scrivo una lettera denunciando in modo quasi ossequioso il suo comportamento.
Lui mi risponde con due PEC con le quali rinuncia ad ambedue gli incarichi e per le due cause mi chiede una parcella complessiva di oltre 28.000 Euro.
Mi lamento; prima sceglie di ridurre la parcella a ulteriori 5.000 Euro che aggiunti a 8.000,00 Euro a Sue mani fanno quasi 14.000,00 Euro.
Poi cambia idea.
Ed ecco che formulo la mia lettera dell'8 luglio 2019 con la quale chiarisco (o tento di chiarire) quasi tutti gli aspetti.
Vi prego di leggerla in quanto l'intera vicenda è sostanzialmente sintetizzata e forse diviene più comprensibile l'intera vicenda poichè in alcuni casi ho provveduto a trascrivere proprio le comunicazioni intercorse.
Di fronte alla mia lettera, allo stato non vi è alcuna sua reazione.
Cosa mi consigliate di fare?
GRAZIE DI CUORE.
Se avete necessità di ulteriori documenti ditemelo.
ANCORA GRAZIE.
Grazie se mi date una risposta.
Francesco, dalla provincia di BR
Risposta ADUC
al momento i passi da fare sono due.
Il primo è quello di chiedere, se già non lo ha fatto, al suo vecchio legale tutta la documentazione, soprattutto lettere, pec ed atti, legate ad entrambe le posizioni.
Il secondo è quello di chiedere al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, cui consegnerà i documenti e le notule, un parere di congruità.
Il primo è quello di chiedere, se già non lo ha fatto, al suo vecchio legale tutta la documentazione, soprattutto lettere, pec ed atti, legate ad entrambe le posizioni.
Il secondo è quello di chiedere al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, cui consegnerà i documenti e le notule, un parere di congruità.
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