Giovedì 4 giugno 2026
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legge regionale Trento

25 febbraio 2026
Domanda 25 febbraio 2026
una legge regionale trentina stabilisce che solo i residenti possono inoltrare domande per invalidità e disabilità. Chi quindi ha il domicilio sanitario, il medico di famiglia sul posto, il versamento delle tasse locali, lavora localmente per il benessere sociale della popolazione trentina, non ha gli stessi diritti ma deve tornare presso la sua residenza, anche a km di distanza, per vedere riconosciuti i propri.
Pare che le regioni a statuto speciale possono decidere come gli pare. Allora perché le mie tasse debbono andare ad una regione che mi tratta come un ospite indesiderato?
Poiché sembra che ciò avviene in Val D'Aosta e Trentino Alto Adige c'è una evidente discriminazione perché in qualunque altro posto d'Italia ciò non avviene, compresa la Sicilia a statuto speciale,
Cosa si può fare?
Arturo, dalla provincia di FI

Risposta ADUC
in effetti è ancora cosi' ai sensi della Legge Provinciale 15 giugno 1998, n. 7 art. 4. E' una norma chiaramente discriminatoria, a nostro avviso, e viola l'art. 3 della Costituzione. Ci sono varie pronunce della Corte Costituzionale, ma riguardano altri aspetti della normativa discriminatoria del Trentino.
Il problema quindi è che allo stato attuale, solo un medico certificatore nella regione dove ha la residenza puo' inoltrare la domanda. Ci sono sostanzialmente tre possibili soluzioni ora come ora, finché la legge non viene modificata o cassata dalla Corte Costituzionale:
1. Si tratta di un mero tentativo, probabilmente con esito infausto: emettere il certificato indicando che, nonostante il domicilio sanitario sia lì, la competenza è della Regione di residenza. È però improbabile che abbia esito positivo, considerata le burocrazie regionali e delle province autonome, che non parlano tra loro.
2. Spostare la residenza in Trentino, diventando a tutti gli effetti un soggetto "Articolo 4". Avendo già il domicilio fiscale e sanitario, il cambio di residenza sarebbe solo una formalità anagrafica che darebbe diritto immediato a fare la domanda in Trentino. Purtroppo questa è l'unica soluzione efficace e rapida.
3. Impugnare il rifiuto al TRGA di Trento per poi arrivare fino alla Corte Costituzionale. E' necessario ovviamente un ottimo avvocato amministrativista. In breve, si presenta la domanda in Trentino e, al momento del rifiuto automatico per mancanza di residenza, impugnare l'atto al TRGA di Trento, chiedendogli tra l'altro che ponga la questione di legittimità costituzionale.
Nel frattempo potrebbe provare a contattare e chiedere aiuto al Difensore civico di Trento e al Garante nazionale
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