Venerdì 19 giugno 2026
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Iscrizione anagrafe in ritardo: come diffidare il comune e tutelare i propri diritti

19 giugno 2026
Domanda 19 giugno 2026
A seguito della richiesta di accesso agli atti presentata a nome di una mia parente per la verifica dell'esito della sua iscrizione all'anagrafe di Firenze (richiesta presentata in data 20-04-2026), il Responsabile U.O.C. Immigrazioni e Mutazioni Anagrafiche mi ha comunicato che l'iscrizione anagrafica "non risulta allo stato attuale ancora istruita".
Il D.L. n.5/2012 prevede che l'ufficiale d'anagrafe registri la richiesta di variazione di residenza entro i due giorni lavorativi successivi alla presentazione della stessa. Vorrei sapere se l'ufficio anagrafe ha commesso un illecito. In caso positivo, di quale illecito si tratta e come dovrei procedere, anche legalmente se necessario?
Faccio presente che la richiesta agli atti è stata preceduta da un'altra richiesta via PEC di informazioni sull'esito della richiesta di variazione residenza, a cui non è mai stata data risposta.
Sonia, dalla provincia di FI

Risposta ADUC
Gentile Sonia,
La questione che descrive riguarda il mancato rispetto dei termini procedimentali da parte dell'ufficio anagrafico, un tema che rientra nel diritto amministrativo. Le forniamo un inquadramento generale e qualche indicazione operativa.

Il decreto legge n. 5/2012, convertito con modificazioni, ha effettivamente introdotto il cosiddetto "cambio di residenza in tempo reale", con l'obbligo per l'ufficiale d'anagrafe di registrare la dichiarazione entro due giorni lavorativi dalla presentazione. Se la richiesta della sua parente è stata presentata il 20 aprile 2026 e alla data della sua segnalazione l'iscrizione non risulta ancora istruita, siamo potenzialmente di fronte a un ritardo significativo rispetto ai termini di legge. Qualificare questa situazione come "illecito" in senso penale sarebbe eccessivo: si tratta più precisamente di un inadempimento procedimentale da parte della pubblica amministrazione, che può tuttavia dare luogo a conseguenze.

Le suggeriamo di procedere per gradi. Come primo passo, le consigliamo di inviare all'ufficio anagrafe del Comune di Firenze una diffida formale scritta (via PEC o raccomandata A/R), nella quale si richiama espressamente l'obbligo di registrazione entro due giorni lavorativi previsto dalla normativa vigente, si segnala il ritardo accumulato e si intima la conclusione del procedimento entro un termine congruo (ad esempio 10 giorni). Nella stessa diffida può richiamare anche la mancata risposta alla PEC precedentemente inviata, che configura un'ulteriore violazione degli obblighi di risposta della PA.

Se la diffida resta senza esito, può presentare un esposto al Difensore Civico Regionale della Toscana, che ha competenza sui ritardi e le inadempienze degli uffici comunali, e/o una segnalazione al Prefetto di Firenze, che esercita funzioni di vigilanza sull'operato degli ufficiali d'anagrafe. Per un eventuale ricorso al TAR o altre azioni giurisdizionali amministrative, le consigliamo di consultare un avvocato.

Per approfondire: la nostra guida su procedimento amministrativo e accesso agli atti la nostra scheda sul silenzio della pubblica amministrazione
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