Cara ADUC
inps
Domanda
21 aprile 2016
Nel 2014 mio suocero oggi 89enne ha chiesto all'inps l'assegno di accompagno dopo essere stato colpito da tre ictus,la richiesta è stata respinta quindi è stato contattato dalla associazione a.n.m.i.c. ed è partito il ricorso che è stato vinto. Nel mese scorso le sono state accreditate le somme relative agli arretrati e successivamente ci ha chiamato l'avvocato assegnato dalla sopracitata associazione (tra l'altro mai visto prima)e ci ha chiesto il 30% di tale somma e ci ha comunicato che se avessimo voluto pagare con assegno dovrà aggiungere l'iva. Vi chiedo è un procedimento corretto? In caso di vincita di un ricorso non è direttamente l'Inps che paga le spese processuali? Considerando che una persona cosi anziana che vede riconoscere un proprio diritto ha necessità di quelle somme e quindi secondo me impensabile doverne dare quasi la metà all'avvocato.
Vi ringrazio per la cortese attenzione e vi invio Cordiali Saluti
Giovanna
Vi ringrazio per la cortese attenzione e vi invio Cordiali Saluti
Giovanna
Risposta ADUC
il comportamento da Lei descritto non ci appare corretto.
Può, infatti, accadere che le parti, cliente e Avvocato, raggiungano un accordo in base al quale in caso di vittoria della causa all'Avvocato verrà riconosciuta una percentuale sulla somma che sarà ricavata.
Tale patto, tuttavia, non è sempre stato riconosciuto valido.
L'evoluzione normativa di questo istituto è stata altalenante.
Per un certo periodo è stato vietato, poi è stato considerato valido per essere dopo due anni essere considerato nullo.
Nel 2014 una tale patto è stato vietato dal CNF e costituisce illecito deontologico.
Lo stesso, quindi, è privo di valore e l'Avvocato non può pretendere il pagamento dello stesso.
Discorso diverso attiene la condanna alle spese.
Di solito seguono la soccombenza ovvero chi perde paga tutti i legali ma molte volte i giudici optano per la compensazione ovvero ognuno paga il proprio legale.
Per sapere cosa è accaduto nel suo caso occorre, quindi, leggere la sentenza.
Può, infatti, accadere che le parti, cliente e Avvocato, raggiungano un accordo in base al quale in caso di vittoria della causa all'Avvocato verrà riconosciuta una percentuale sulla somma che sarà ricavata.
Tale patto, tuttavia, non è sempre stato riconosciuto valido.
L'evoluzione normativa di questo istituto è stata altalenante.
Per un certo periodo è stato vietato, poi è stato considerato valido per essere dopo due anni essere considerato nullo.
Nel 2014 una tale patto è stato vietato dal CNF e costituisce illecito deontologico.
Lo stesso, quindi, è privo di valore e l'Avvocato non può pretendere il pagamento dello stesso.
Discorso diverso attiene la condanna alle spese.
Di solito seguono la soccombenza ovvero chi perde paga tutti i legali ma molte volte i giudici optano per la compensazione ovvero ognuno paga il proprio legale.
Per sapere cosa è accaduto nel suo caso occorre, quindi, leggere la sentenza.
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