Cara ADUC
ingiuste prescrizioni sulla patente
Domanda
18 aprile 2016
Ho 38 anni e da 7 anni percepisco un sussidio di invalidità per effetto del farmaco ansiolitico che mi è stato prescritto dal medico psichiatra del ASL locale in seguito ad un esaurimento nervoso avuto in famiglia durante gli studi universitari dieci anni fa circa.
Non ho mai avuto precedenti penali, inoltre non fumo, non assumo bevande alcoliche e non ho nemmeno altri particolari vizi.
Invio spesso curriculum ad enti e aziende anche se da un po' per via delle risposte assenti o negative, non li stampo più ma li invio tramite posta elettronica, e spesso svolgo attività di volontariato e socializzazione.
Da 20 anni ho la patente di guida categoria B, sono regolare possessore di auto senza aver mai avuto incidenti o violato il codice della strada.
Qualche mese fa vengo a conoscenza casualmente dell'esistenza di patenti speciali per chi ha percentuale di invalidità senza sapere se attendere una notifica o segnalarmi io stesso all'ufficio locale addetto.
Dato che devo effettuare il secondo rinnovo essendo passati 20 anni dal conseguimento, decido di fare domanda all'ufficio patenti speciali pensando che l'unico cambiamento sarebbe stato la durata di validità,
non più dieci anni ma più frequenti visite per il rinnovo.
Dopo aver pagato i bollettini richiesti e presentato la documentazione necessaria effettuo la visita dove mi si chiede ulteriore documentazione: oltre al parere favorevole con certificato dello psichiatra una ulteriore visita medica con test di reazione e riflessi anch'essa favorevole.
Nel frattempo la patente mi scade e dopo altro tempo effettuo la seconda visita dove mi viene rilasciata una patente della durata di soli sei mesi, ma peggio ancora con svariate prescrizioni e limitazioni alla circolazione:
1) guida diurna da un ora prima dell'alba fino a una dopo il tramonto;
2) guida entro un raggio di 30 km dalla città di residenza;
3) limite di velocità massimo 80 km orari;
4) divieto di circolazione in autostrada;
Per effetto di tutto ciò il sottoscritto ritiene le prescrizioni avute eccessive e fortemente penalizzanti, e si sente privato del diritto alla guida più di coloro ai quali sono stati tolti punti dalla patente o che hanno commesso reati, poichè il farmaco che assumo solo prima di coricarmi non è dannoso alla guida e il comportamento con l'auto è sempre stato molto prudente come testimonia anche la prima classe assicurativa cui appartengo.
Il sottoscritto intende effettuare una delle azioni sottoelencate:
1) sottoporsi a nuova visita medica
2) ricorso al TAR
3) ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
Emmanuele, da Bari (BA)
Non ho mai avuto precedenti penali, inoltre non fumo, non assumo bevande alcoliche e non ho nemmeno altri particolari vizi.
Invio spesso curriculum ad enti e aziende anche se da un po' per via delle risposte assenti o negative, non li stampo più ma li invio tramite posta elettronica, e spesso svolgo attività di volontariato e socializzazione.
Da 20 anni ho la patente di guida categoria B, sono regolare possessore di auto senza aver mai avuto incidenti o violato il codice della strada.
Qualche mese fa vengo a conoscenza casualmente dell'esistenza di patenti speciali per chi ha percentuale di invalidità senza sapere se attendere una notifica o segnalarmi io stesso all'ufficio locale addetto.
Dato che devo effettuare il secondo rinnovo essendo passati 20 anni dal conseguimento, decido di fare domanda all'ufficio patenti speciali pensando che l'unico cambiamento sarebbe stato la durata di validità,
non più dieci anni ma più frequenti visite per il rinnovo.
Dopo aver pagato i bollettini richiesti e presentato la documentazione necessaria effettuo la visita dove mi si chiede ulteriore documentazione: oltre al parere favorevole con certificato dello psichiatra una ulteriore visita medica con test di reazione e riflessi anch'essa favorevole.
Nel frattempo la patente mi scade e dopo altro tempo effettuo la seconda visita dove mi viene rilasciata una patente della durata di soli sei mesi, ma peggio ancora con svariate prescrizioni e limitazioni alla circolazione:
1) guida diurna da un ora prima dell'alba fino a una dopo il tramonto;
2) guida entro un raggio di 30 km dalla città di residenza;
3) limite di velocità massimo 80 km orari;
4) divieto di circolazione in autostrada;
Per effetto di tutto ciò il sottoscritto ritiene le prescrizioni avute eccessive e fortemente penalizzanti, e si sente privato del diritto alla guida più di coloro ai quali sono stati tolti punti dalla patente o che hanno commesso reati, poichè il farmaco che assumo solo prima di coricarmi non è dannoso alla guida e il comportamento con l'auto è sempre stato molto prudente come testimonia anche la prima classe assicurativa cui appartengo.
Il sottoscritto intende effettuare una delle azioni sottoelencate:
1) sottoporsi a nuova visita medica
2) ricorso al TAR
3) ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
Emmanuele, da Bari (BA)
Risposta ADUC
prima di tutto crediamo debba effettuare un visita medica che certifichi la sua idoneita' contro le limitazioni che le hanno posto. Se questa non dovesse essere presa in considerazione, solo allora potra' valutare una qualche forme di ricorso.
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