Cara ADUC
Ingiunzione di pagamento ritenuta ingiusta
Domanda
28 giugno 2019
Buongiorno,
in data 11 c.m. abbiamo ricevuto un'ingiunzione di pagamento per €76,25 dall'ufficio del Giudice di Pace di Corato (BA) da parte di un venditore per un'assurda vicenda di un acquisto online pagato con Paypal.
Acquisto effettuato il 18 Aprile, dopo dieci giorni- non ricevendo nulla-iniziamo a scrivere al rivenditore il quale risponde evasivamente che spedirà oggi, spedirà domani ecc..
In data 15 Maggio stanchi di queste prese in giro apriamo una contestazione con Paypal ed il negoziante invece di scusarsi ci intima di chiudere la contestazione.
Irritati convertiamo la contestazione in reclamo e Paypal congela l'importo pagato.
Il negoziante minaccia noi di restituirgli i soldi altrimenti procederà per "appropriazione indebita".
Il giorno stesso emette fattura per la merce e in data 20 Maggio comunica a Paypal il numero di tracking della spedizione (che, digitato nel sito del corriere, non risulta corretto).
Il giorno 22 Maggio riceviamo la merce che peraltro avevamo richiesto di non spedire (richiesta però scritta a Paypal e non al negozio).
Non sapendo come si sarebbe concluso il reclamo a Paypal decidiamo di ritirare il collo (apponendo riserva).
In data 24 Maggio il titolare del negozio ci invia una mail nella quale ci intima di pagare il materiale, maggiorato per il danno causatogli (!) e ci accusa apertamente di truffa.
Segue una telefonata dello stesso tono durante la quale non ci è consentito di ribattere.
Rispondiamo risentiti con una mail, e invitiamo il venditore a rivolgersi a Paypal.
Restiamo in attesa di ricevere notizie con una richiesta di ritiro della merce oppure di concordare il rimborso ed invece il rivenditore si rivolge al Giudice di Pace.
Così,essendo anche lontani centinaia di chilometri, al danno si aggiunge la beffa, in quanto nominare un legale ci costerebbe una cifra folle. Ma, sinceramente, dover pagare anche il legale della controparte non ci va giù. Mentre siamo sempre stati disposti a rimborsare i 76,25 se il venditore non avesse provveduto al ritiro della merce.
Ho provato ad inviare una relazione al Giudice di Pace tramite pec ma credo sia stato perfettamente inutile.
Tentiamo l'ultima carta chiedendo consiglio a voi essendo anche un tema molto interessante in quanto si riferisce a problematiche che possono toccare ognuno di noi.
C'è la possibilità di fare opposizione considerando che noi risediamo a Massa (MS) e l'istante è a Corato (BA)?
Allego una relazione per farvi comprendere meglio la situazione.
Ringraziandovi per l'attenzione porgo distinti saluti
Angela, da Massa
in data 11 c.m. abbiamo ricevuto un'ingiunzione di pagamento per €76,25 dall'ufficio del Giudice di Pace di Corato (BA) da parte di un venditore per un'assurda vicenda di un acquisto online pagato con Paypal.
Acquisto effettuato il 18 Aprile, dopo dieci giorni- non ricevendo nulla-iniziamo a scrivere al rivenditore il quale risponde evasivamente che spedirà oggi, spedirà domani ecc..
In data 15 Maggio stanchi di queste prese in giro apriamo una contestazione con Paypal ed il negoziante invece di scusarsi ci intima di chiudere la contestazione.
Irritati convertiamo la contestazione in reclamo e Paypal congela l'importo pagato.
Il negoziante minaccia noi di restituirgli i soldi altrimenti procederà per "appropriazione indebita".
Il giorno stesso emette fattura per la merce e in data 20 Maggio comunica a Paypal il numero di tracking della spedizione (che, digitato nel sito del corriere, non risulta corretto).
Il giorno 22 Maggio riceviamo la merce che peraltro avevamo richiesto di non spedire (richiesta però scritta a Paypal e non al negozio).
Non sapendo come si sarebbe concluso il reclamo a Paypal decidiamo di ritirare il collo (apponendo riserva).
In data 24 Maggio il titolare del negozio ci invia una mail nella quale ci intima di pagare il materiale, maggiorato per il danno causatogli (!) e ci accusa apertamente di truffa.
Segue una telefonata dello stesso tono durante la quale non ci è consentito di ribattere.
Rispondiamo risentiti con una mail, e invitiamo il venditore a rivolgersi a Paypal.
Restiamo in attesa di ricevere notizie con una richiesta di ritiro della merce oppure di concordare il rimborso ed invece il rivenditore si rivolge al Giudice di Pace.
Così,essendo anche lontani centinaia di chilometri, al danno si aggiunge la beffa, in quanto nominare un legale ci costerebbe una cifra folle. Ma, sinceramente, dover pagare anche il legale della controparte non ci va giù. Mentre siamo sempre stati disposti a rimborsare i 76,25 se il venditore non avesse provveduto al ritiro della merce.
Ho provato ad inviare una relazione al Giudice di Pace tramite pec ma credo sia stato perfettamente inutile.
Tentiamo l'ultima carta chiedendo consiglio a voi essendo anche un tema molto interessante in quanto si riferisce a problematiche che possono toccare ognuno di noi.
C'è la possibilità di fare opposizione considerando che noi risediamo a Massa (MS) e l'istante è a Corato (BA)?
Allego una relazione per farvi comprendere meglio la situazione.
Ringraziandovi per l'attenzione porgo distinti saluti
Angela, da Massa
Risposta ADUC
al punto in cui siete arrivati non potete fare altro che opposizione o appello (sentenza) a quanto stabilito dal giudice di pace... e avete bisogno di un legale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti