Cara ADUC
IBAN nel bilancio condominiale: violazione della privacy dei condomini
Domanda
9 maggio 2026
Buongiorno, l'amministratore del condominio dove abito, quando invia il bilancio consuntivo, per quanto attiene le rate pagate, oltre a fare riferimento alla rata mette anche il codice Iban completo (con tutte le 27 cifre che lo costituiscono) di chi ha effettuato il pagamento.
Ad esempio: Bonifico G Marcello pag. rata n.1 amm.ne ord. IT.....
Morale, chiunque dei condomini può sapere il codice Iban degli altri.
È corretto tutto ciò? Che fare?
Ad esempio: Bonifico G Marcello pag. rata n.1 amm.ne ord. IT.....
Morale, chiunque dei condomini può sapere il codice Iban degli altri.
È corretto tutto ciò? Che fare?
Marcello, dalla provincia di Ge
Risposta ADUC
Gentile Marcello,
La prassi che descrive solleva una questione di protezione dei dati personali che merita attenzione. Il codice IBAN è considerato un dato personale a tutti gli effetti, in quanto consente di identificare il titolare del conto corrente e l'istituto bancario di riferimento. La sua diffusione non autorizzata all'interno di un documento condiviso con tutti i condomini — quale è il bilancio consuntivo — può configurare un trattamento illecito ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
L'amministratore di condominio, nella sua qualità di responsabile (o titolare) del trattamento dei dati personali dei condomini, è tenuto a trattare quei dati in modo adeguato, pertinente e limitato a quanto necessario rispetto alle finalità per cui sono raccolti (principio di minimizzazione). Per la rendicontazione contabile condominiale è sufficiente indicare che il condomino ha effettuato il versamento della rata, senza necessità di riportare l'IBAN completo, che è un dato eccedente rispetto allo scopo.
Le consigliamo quindi di procedere per gradi. Il primo passo è contattare in forma scritta l'amministratore chiedendo che nei futuri bilanci venga omesso il codice IBAN di tutti i condomini e che le copie già distribuite vengano — nei limiti del possibile — gestite nel rispetto della riservatezza. Può utilizzare il nostro generatore di moduli per redigere un reclamo o una diffida in materia di privacy.
Se l'amministratore non dovesse dare seguito alla richiesta o non fornisse risposta adeguata, può presentare un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali, che è l'Autorità competente a valutare la legittimità del trattamento e, se del caso, a irrogare sanzioni. Il reclamo è gratuito e può essere presentato anche in forma autonoma, senza necessità di un legale.
Per approfondire: la nostra scheda su privacy, regole e diritti sul trattamento dei dati
La prassi che descrive solleva una questione di protezione dei dati personali che merita attenzione. Il codice IBAN è considerato un dato personale a tutti gli effetti, in quanto consente di identificare il titolare del conto corrente e l'istituto bancario di riferimento. La sua diffusione non autorizzata all'interno di un documento condiviso con tutti i condomini — quale è il bilancio consuntivo — può configurare un trattamento illecito ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
L'amministratore di condominio, nella sua qualità di responsabile (o titolare) del trattamento dei dati personali dei condomini, è tenuto a trattare quei dati in modo adeguato, pertinente e limitato a quanto necessario rispetto alle finalità per cui sono raccolti (principio di minimizzazione). Per la rendicontazione contabile condominiale è sufficiente indicare che il condomino ha effettuato il versamento della rata, senza necessità di riportare l'IBAN completo, che è un dato eccedente rispetto allo scopo.
Le consigliamo quindi di procedere per gradi. Il primo passo è contattare in forma scritta l'amministratore chiedendo che nei futuri bilanci venga omesso il codice IBAN di tutti i condomini e che le copie già distribuite vengano — nei limiti del possibile — gestite nel rispetto della riservatezza. Può utilizzare il nostro generatore di moduli per redigere un reclamo o una diffida in materia di privacy.
Se l'amministratore non dovesse dare seguito alla richiesta o non fornisse risposta adeguata, può presentare un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali, che è l'Autorità competente a valutare la legittimità del trattamento e, se del caso, a irrogare sanzioni. Il reclamo è gratuito e può essere presentato anche in forma autonoma, senza necessità di un legale.
Per approfondire: la nostra scheda su privacy, regole e diritti sul trattamento dei dati
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