Lunedì 15 giugno 2026
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Cara ADUC

Caparra confirmatoria non restituita: come agire per inadempimento del venditore

15 giugno 2026
Domanda 15 giugno 2026
Buongiorno,
in data 20/09/2025 ho effettuato presso una catena di rivenditori un ordine per una libreria/madia del valore di € 1.479,99, versando una caparra confirmatoria di € 450.
La consegna era inizialmente prevista da contratto per gennaio 2026, ma è stata successivamente rinviata più volte: febbraio, marzo, poi entro il 30 Aprile 2026 e infine, tramite assistenza WhatsApp, mi è stato comunicato un ulteriore slittamento a giugno/luglio 2026. Sempre via WhatsApp, i primi di maggio, mi era stato confermato che avrei potuto disdire e ricevere indietro la caparra, inviando una PEC.
Ad oggi il mobile non è mai stato consegnato.
Ho inviato una prima PEC il 5 maggio chiedendo l'annullamento dell'ordine e la restituzione della caparra, senza ricevere alcuna risposta. Successivamente ho inviato il 6 giugno una seconda PEC di messa in mora e diffida formale alla restituzione delle somme entro 7 giorni, anch'essa rimasta senza riscontro. In negozio mi dicono di rivolgermi all'assistenza della sede centrale, l'assistenza via WhatsApp non mi risponde da mesi, così come al telefono.
Vorrei sapere come procedere per ottenere la restituzione della caparra versata e quali ulteriori azioni posso intraprendere nei confronti della società per il grave ritardo e l'inadempimento contrattuale.
Rosangela, dalla provincia di AG

Risposta ADUC
Gentile Rosangela,
La situazione che descrive configura, se i fatti sono come li espone, un classico inadempimento contrattuale: il venditore non ha consegnato il bene entro i termini pattuiti e, anzi, ha rinviato la consegna più volte senza che questa sia mai avvenuta. Le comunicazioni ricevute tramite WhatsApp — in particolare quella in cui le veniva confermata la possibilità di recedere e ottenere la restituzione della caparra — costituiscono elementi utili da conservare (screenshot datati, preferibilmente con numero di telefono del mittente identificabile come il venditore).

Sul piano della caparra confirmatoria, se il venditore è inadempiente, lei ha diritto a ottenere il doppio della caparra versata, ai sensi delle norme del codice civile sulla caparra confirmatoria in caso di inadempimento altrui. Quindi non solo i 450 euro versati, ma il doppio, ossia 900 euro, oltre alla possibilità di agire per il risarcimento del maggior danno eventuale. In alternativa, può scegliere di sciogliere il contratto e chiedere semplicemente la restituzione della caparra semplice, ma la strada del doppio della caparra è quella che le converebbe percorrere se intende perseguire il rimborso pieno.

Ha già fatto le cose giuste: due PEC inviate, messa in mora formale. Il passo successivo, vista la totale assenza di risposta, è il ricorso al Giudice di Pace, che è competente per cause fino a 5.000 euro in materia civile. La sua controversia rientra ampiamente in questo limite. Non è richiesta la presenza di un avvocato davanti al Giudice di Pace per cause di valore contenuto, anche se è sempre utile valutarne l'assistenza.

Per impostare una ulteriore diffida formale o per avere un modello di lettera da conservare agli atti, può usare il nostro generatore di moduli per acquisti e e-commerce.

Conservi tutta la documentazione: contratto originale, ricevuta del versamento della caparra, le PEC inviate con le relative ricevute di accettazione e consegna, e gli screenshot delle conversazioni WhatsApp.
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