Martedì 4 agosto 2026
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Cara ADUC

Ban permanente Instagram e blocco identità (procedura ADR in corso)

26 settembre 2025
Domanda 26 settembre 2025
Gentile ADUC,
sono studente universitario, e vi scrivo per chiedere un parere legale preliminare riguardo al blocco permanente del mio account Instagram con conseguente blocco dell’identità, che mi impedisce di aprire nuovi profili.
Sintesi dei fatti
• Il mio primo account Instagram è stato disattivato il 3 giugno 2025: dai dati scaricati da Meta risulta una disattivazione automatica.
• Ho presentato ricorso interno, respinto come “decisione definitiva”.
• Successivamente ho aperto un secondo account, che è stato disabilitato dopo circa due mesi, probabilmente collegato alla mia identità.
• Curiosamente, mentre nel primo episodio anche il mio profilo Facebook era stato disabilitato, nel secondo è rimasto attivo, nonostante i due account fossero collegati.
• Il 9 agosto 2025 il mio reclamo ADR è stato dichiarato ammissibile; ad oggi non ho ancora ricevuto esito.
Contesto
Il blocco sembrerebbe derivare da uno scambio privato di immagini di nudo avvenuto in chat, in un contesto che io ritenevo consensuale e con persona maggiorenne (su app di incontri la stessa dichiarava 18 anni). Non ho mai pubblicato contenuti simili in pubblico. A mio avviso si tratta quindi di una classificazione errata da parte di Meta, che ha inserito il caso nella categoria più grave (minori/child safety) senza fondamento.
Questioni giuridiche
Chiedo cortesemente il vostro orientamento su:
1. Proporzionalità: è conforme al DSA un blocco a vita per un singolo episodio privato e in buona fede?
2. Trasparenza: la motivazione “Automatica” e l’assenza di chat nei dati forniti all’utente rispettano gli obblighi previsti dal DSA?
3. Prove: tramite ADR è possibile chiedere a Meta di produrre le chat pertinenti (con oscuramento delle parti sensibili) per dimostrare l’età dichiarata?
4. Passaggi successivi: in caso di esito negativo o mancata risposta di Meta, conviene rivolgersi ad AGCOM? Con quali tempi e costi?
5. Alternative: è più realistico chiedere la revoca del solo blocco identità, piuttosto che il ripristino del vecchio account?
6. Incongruenza: il diverso trattamento tra IG e FB può essere usato come prova di sproporzione?
Cosa vi chiedo
Un vostro parere su:
• probabilità e convenienza di proseguire con ADR/AGCOM/tribunale;
• eventuali strumenti o testi da usare per integrare la mia posizione davanti ad ADR;
• valutazione generale della mia buona fede in base al DSA.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e resto disponibile per eventuali chiarimenti.
Cordiali Saluti.
Lorenzo, dalla provincia di CA

Risposta ADUC
la sua situazione presenta solide prospettive di successo per ottenere la revoca del blocco permanente dell'identità digitale, sulla base di multiple violazioni del Digital Services Act da parte di Meta:
1. Sproporzione della sanzione: Il blocco permanente per un singolo episodio privato e consensuale viola il principio di proporzionalità sancito dal DSA e dall'art. 98-terdecies del Codice delle comunicazioni elettroniche.
2. Insufficiente motivazione: La generica dicitura "automatica" non rispetta gli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa europea, che richiede motivazioni "chiare ed esaustive".
3. Incoerenza applicativa: Il diverso trattamento tra Instagram (disattivato) e Facebook (attivo) dimostra l'arbitrarietà della decisione automatica.
4. Violazione del diritto alle prove: L'assenza delle chat nei dati forniti impedisce la verifica dell'età dichiarata e della natura consensuale dello scambio.
Nell'immediato, le consigliamo di completare il procedimento ADR richiedendo formalmente la produzione delle chat con oscuramento delle parti sensibili, spiegazioni tecniche sulla diversa valutazione tra le piattaforme, e contestazione della classificazione "child safety".
Nel caso di fallimento dell'Adr, potrà fare ricorso ad AGCOM evidenziando le violazioni del principio di proporzionalità.
La sua buona fede è chiaramente dimostrabile attraverso: l'assenza di precedenti violazioni, la natura privata dello scambio, la collaborazione con le procedure di ricorso e l'attivazione tempestiva dell'ADR.
A nostro avviso, la combinazione di violazioni procedurali da parte di Meta e la sproporzione della sanzione costituiscono presupposti solidi per un esito favorevole. Il caso presenta tutti gli elementi per un'applicazione favorevole delle tutele previste dal DSA e dalla normativa italiana.
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