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assegno di accompagno
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Lettera 
11 settembre 2019 0:00
 
ho 80 anni con invalidità 90% ed in corso domanda di aggravamento e richiesta di accompagno per ipossia. Ipertensione, tiroide, problemi di deambulazione, problemi cardiaci,già riconosciutimi dal 1980 ora bombolone di ossigeno per forti problemi ai problemi ai polmoni con qualche ricovero per mancanza di fiato, ossigeno autorizzato dalla asll per 12 ore al giorno (per questo l'aggravamento, su richiesta dello pneumologo del policlinico). ora mio marito ha ottenuto il 100% e l'indennità di accompagno. pretende che sia io ad assisterlo - minacciando una denuncia ai carabinieri per mancanza di assistenza - ma non vuole dare l'assegno a qualcuno che lo guardi. cosa devo fare? io non ce la faccio per me....
Yoda, dalla provincia di RM

Risposta:
Nel matrimonio i coniugi debbono prestarsi assistenza morale e materiale. Non dare assistenza al coniuge che si trova in stato di malattia, non solo è una violazione dei doveri matrimoniali (che può portare ad una pronuncia di addebito di una eventuale separazione), ma può anche costituire reato penalmente perseguibile se il coniuge malato si trova in una situazione di incapacità di provvedere a se stesso. Il reato viene punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e questa è solo la pena base. Nel suo caso può farsi aiutare dal soggetto scelto per l'accompagno, in modo da farlo conoscere a suo marito e a stabilire tra loro una rapporto positivo.
 
 
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