Cara ADUC
Annullamento contratto di acquisto
Domanda
24 maggio 2019
Io e il mio compagno ci rechiamo presso un punto vendita Semeraro di Torino per un preventivo cucine.
Il venditore ci offre uno sconto, da "bloccare" subito mediante sottoscrizione del contratto e lasciando una piccola caparra.
Il "contratto" di vendita non riporta alcuna clausola di recessione o simili.
Essendo comunque in dubbio sull'acquisto (nella cui descrizione viene infatti specificato "da definire" e "in verifica"), chiediamo al venditore come ci si comporta in caso di annullamento; ci risponde che al limite potrebbero farci un buono da spendere per recuperare la caparra, ma che "una soluzione si trova".
Purtroppo decidiamo di sottoscrivere il contratto (per un acquisto pari a 2.150€ e un anticipo di 50€).
Dopo 7 giorni, per motivi personali, decidiamo di non voler più sostenere quell'acquisto.
Ci rechiamo subito presso il punto vendita, dove sia la recptionist che il venditore che ci ha fatto il preventivo, ci dicono di parlare con il direttore, non presente.
Lo stesso giorno inviamo una pec per comunicare l'intenzione di annullare l'acquisto e chiedere come procedere. Nessuna risposta.
Telefoniamo ripetutamente per provare a chiedere chiarimenti; le poche volte che ci risponde qualcuno, ci comunicano sempre che il direttore non c'è.
Ci rechiamo nuovamente presso il punto vendita; il direttore non c'è ma ci assicurano che ci avrebbe richiamato entro qualche giorno.
Oggi, non avendo ricevuto né comunicazioni né alcuna risposta agli ulteriori ripetuti tentativi di chiamata, mi reco nuovamente presso il punto vendita e finalmente riesco a parlare con il direttore.
Questo il suo feedback: non è prevista la possibilità di annullamento poiché i contratti vengono proposti proprio "per assicurasi che l'acquirente spenda quel denaro".
Ci arriverà dunque una raccomandata che ci inviterà "legalmente" a sottostare a una delle seguenti opzioni:
- spendere, per qualsiasi prodotto, anche diverso da quanto richiesto nel preventivo, la somma complessiva;
- pagare una penale pari al 30%
Quando gli spiego che il suo venditore ci aveva rassicurati sulla possibilità di ricevere un buono acquisto per recuperare l'anticipo, nell'eventualità di non procedere più all'acquisto complessivo, il direttore mi invita a fargli una proposta, per "venirci incontro", ovvero spendendo almeno una certa cifra di quanto preventivato.
Mi comunica inoltre che, qualora non dovessimo dargli un feedback o palesarci per un acquisto entro fine anno, ci cercherà lui per capire come intendiamo procedere.
Cosa c'è di legale e non in tutto questo?
Come dovremmo comportarci?
Grazie!
Paola, dalla provincia di SA
Il venditore ci offre uno sconto, da "bloccare" subito mediante sottoscrizione del contratto e lasciando una piccola caparra.
Il "contratto" di vendita non riporta alcuna clausola di recessione o simili.
Essendo comunque in dubbio sull'acquisto (nella cui descrizione viene infatti specificato "da definire" e "in verifica"), chiediamo al venditore come ci si comporta in caso di annullamento; ci risponde che al limite potrebbero farci un buono da spendere per recuperare la caparra, ma che "una soluzione si trova".
Purtroppo decidiamo di sottoscrivere il contratto (per un acquisto pari a 2.150€ e un anticipo di 50€).
Dopo 7 giorni, per motivi personali, decidiamo di non voler più sostenere quell'acquisto.
Ci rechiamo subito presso il punto vendita, dove sia la recptionist che il venditore che ci ha fatto il preventivo, ci dicono di parlare con il direttore, non presente.
Lo stesso giorno inviamo una pec per comunicare l'intenzione di annullare l'acquisto e chiedere come procedere. Nessuna risposta.
Telefoniamo ripetutamente per provare a chiedere chiarimenti; le poche volte che ci risponde qualcuno, ci comunicano sempre che il direttore non c'è.
Ci rechiamo nuovamente presso il punto vendita; il direttore non c'è ma ci assicurano che ci avrebbe richiamato entro qualche giorno.
Oggi, non avendo ricevuto né comunicazioni né alcuna risposta agli ulteriori ripetuti tentativi di chiamata, mi reco nuovamente presso il punto vendita e finalmente riesco a parlare con il direttore.
Questo il suo feedback: non è prevista la possibilità di annullamento poiché i contratti vengono proposti proprio "per assicurasi che l'acquirente spenda quel denaro".
Ci arriverà dunque una raccomandata che ci inviterà "legalmente" a sottostare a una delle seguenti opzioni:
- spendere, per qualsiasi prodotto, anche diverso da quanto richiesto nel preventivo, la somma complessiva;
- pagare una penale pari al 30%
Quando gli spiego che il suo venditore ci aveva rassicurati sulla possibilità di ricevere un buono acquisto per recuperare l'anticipo, nell'eventualità di non procedere più all'acquisto complessivo, il direttore mi invita a fargli una proposta, per "venirci incontro", ovvero spendendo almeno una certa cifra di quanto preventivato.
Mi comunica inoltre che, qualora non dovessimo dargli un feedback o palesarci per un acquisto entro fine anno, ci cercherà lui per capire come intendiamo procedere.
Cosa c'è di legale e non in tutto questo?
Come dovremmo comportarci?
Grazie!
Paola, dalla provincia di SA
Risposta ADUC
il tutto è legale, poichè siete voi ad avere deciso di recedere dall'acquisto, ma avete l'opzione palesata a suo tempo dal venditore che potete far valere. Nel caso, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti