Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Abbandono improvviso della psicologa: come chiedere il risarcimento

19 maggio 2026
Domanda 19 maggio 2026
Gentili, come posso tutelarmi per essere stata abbandonata dalla psicologa che mi ha seguito per circa 3 anni ed è sparita all'improvviso senza più contattarmi?
Ho segnalato la condotta della professionista all'Ordine degli psicologi ed il caso è stato archiviato senza alcuna motivazione.
Vorrei ottenere il risarcimento dei danni morali che ho subito, come posso procedere?
Grazie

Mara

Risposta ADUC
Gentile Mara,
La vicenda che descrive tocca due piani distinti: quello disciplinare, già concluso con archiviazione, e quello civile-contrattuale, che rimane invece percorribile indipendentemente dall'esito del procedimento ordinistico.
L'archiviazione da parte dell'Ordine non le preclude nulla sul fronte civile: i due procedimenti sono del tutto autonomi. Se ritiene che la decisione di archiviazione sia priva di motivazione adeguata, può valutare di presentare un ricorso al Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, che è l'organo di secondo grado competente a rivedere le decisioni degli ordini regionali. Le consigliamo di verificare i termini e le modalità di questo ricorso direttamente sul sito del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, o tramite un avvocato.
Sul secondo piano, quello che la interessa più direttamente, se effettivamente la professionista ha interrotto il rapporto terapeutico in modo improvviso e senza preavviso, questo potrebbe configurare un inadempimento contrattuale. Il contratto di prestazione professionale psicologica prevede obblighi di diligenza e, in caso di interruzione, quantomeno un periodo di preavviso ragionevole e, secondo i codici deontologici della categoria, l'attivazione delle misure necessarie per non lasciare il paziente privo di supporto. Se i fatti sono andati come lei descrive, potrebbe vantare un diritto al risarcimento del danno in sede civile, anche per il danno non patrimoniale (morale, psicologico), qualora riesca a dimostrare il nesso causale tra la condotta della professionista e il pregiudizio subito.
Per questo percorso, però, è indispensabile rivolgersi a un avvocato di fiducia, preferibilmente con esperienza in responsabilità professionale, che potrà valutare la solidità della sua posizione, raccogliere la documentazione necessaria (eventuale corrispondenza, ricevute dei pagamenti, cartella clinica) e decidere se procedere con una messa in mora, una mediazione civile obbligatoria (che precede l'eventuale causa) o direttamente in giudizio.
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