Cara ADUC
Il gatto del vicino
Domanda
13 ottobre 2020
Ho bisogno di un vostro consiglio, vi allego un file, fatemi sapere se mi rispondete, grazie e
buona giornata..
Leggendo in internet una vostra risposta ad un caso analogo al mio, ho aperto la procedura “Richiedi un consiglio online” mi si è aperta una procedura di iscrizione, e mi sono iscritto, non ho intenzione di diventare “socio sostenitore” e nemmeno di ricevere assistenza gratuita, posso fare una donazione in base alla risposta ricevuta, perché come vedrete, avere una risposta è facile, ma attuarla no!
Abito in una villetta bifamiliare, il mio vicino ha preso un gatto, e lo lascia “libero” nel suo giardino. CHIARAMENTE va e viene nelle mie pertinenze: giardino anteriore, giardino posteriore e box auto. La vostra risposta ad un caso analogo è stata:
la legge vieta l'ingresso nelle proprietà altrui, senza il consenso del proprietario. Ciò vale ovviamente anche per il suo gatto... dunque non ha obblighi di tenerlo legato o chiuso, ma di impedire che lo stesso entri in casa d'altri...
Un’altra risposta, non Aduc, è stata: Il diritto di godimento della proprietà privata, comprende anche la libertà di non dover condividere, nemmeno temporaneamente, i propri spazi con animali che appartengono ad altri, al proprietario dell’animale si richiede, inoltre, di vigilare per impedire che esso entri DOVE NON E’ AMMESSO NE’ GRADITO.
Secondo me il proprietario del gatto: O lo tiene in casa, O lo tiene nel garage di notte, di giorno O lo tiene in giardino in un recinto CHIUSO, O gli mette una pettorina e la collega ad un guinzaglio che permette lo spostamento di alcuni metri, ma non consente di sconfinare. Se lo tiene in un recinto chiuso CHE PROBLEMA C’E’? Loro lo lasciano nel giardino “libero” sia quando sono in casa, sia quando vanno via e non ci sono.
Il mio vicino nonostante le mie lamentele, insiste per tenere il gatto “libero” in giardino.
La frase che “non ha l’obbligo di tenerlo legato o chiuso” NON MI TUTELA. Mi sono rivolto anche ad un “veterinario” la sua risposta è stata: Io mi dovrei rivolgere all’ASL, loro dovrebbero venire dal mio vicino, il gatto non sarà microchippato, e il vicino deve dire: “non è mio” e l’Asl preleva l’animale e lo porta via, oppure, “è mio” e l’Asl gli impone l’obbligo di non farlo entrare nella mia proprietà., se va a via legale “NON SE NE ESCE PIU’”.
In REALTA’ io mi ero rivolto all’ASL e la risposta è stata: noi ci occupiamo solo di maltrattamento di animali. Avrei voluto dirgli : e di maltrattamento di persone chi se ne occupa? Ho interpellato la Polizia locale, e mi hanno risposto, di andare dai carabinieri e “Querelare “ il vicino in base all’art. 639 del codice penale, che ho visto parla di risarcimento di un danno subito.
Non ricordo di preciso, circa tre anni fa, il mio vicino aveva provato a tenere un gatto, ma di fronte alle mie lamentele, aveva provveduto subito a non tenerlo più. Adesso, pur essendo cosciente di crearmi dei fastidi, ha fatto “finta di niente” e ha preso questo nuovo gatto.
Di fronte alle mie nuove lamentele, tenerlo “libero” in giardino risulta, una “presa in giro” e la volontà di “non provvedere ad eliminare il fastidio”.
Ritengo di subire una “violenza”, mi trovo costretto a “fare la guardia” e ad uscire e a mandare via un gatto che non è mio e che NON VOGLIO VEDERE ANDARE E VENIRE nelle mie pertinenze. Persino Gesù Cristo diceva: “ama il prossimo tuo come te stesso”, e non si capisce come mai un gatto sembra più importante di un “uomo” e, qualcuno pensa, che può andare dove vuole!
Chiedevo: per questi problemi è COMPETENTE L’ASL O IL COMUNE?
In quale regolamento è scritto che il PROPRIETARIO DEL GATTO ha l’OBBLIGO DI IMPEDIRE CHE ENTRI IN CASA D’ALTRI? In mancanza di una norma precisa, i cittadini vengono abbandonati a litigare, penso che ci vorrebbe una norma che dica: il proprietario di un gatto deve impedirgli di uscire dalla sua proprietà: è l’unico modo di impedire che disturbi gli altri!
vedo se mi rispondete e a quali condizioni Pasquale, dalla provincia di BG
buona giornata..
Leggendo in internet una vostra risposta ad un caso analogo al mio, ho aperto la procedura “Richiedi un consiglio online” mi si è aperta una procedura di iscrizione, e mi sono iscritto, non ho intenzione di diventare “socio sostenitore” e nemmeno di ricevere assistenza gratuita, posso fare una donazione in base alla risposta ricevuta, perché come vedrete, avere una risposta è facile, ma attuarla no!
Abito in una villetta bifamiliare, il mio vicino ha preso un gatto, e lo lascia “libero” nel suo giardino. CHIARAMENTE va e viene nelle mie pertinenze: giardino anteriore, giardino posteriore e box auto. La vostra risposta ad un caso analogo è stata:
la legge vieta l'ingresso nelle proprietà altrui, senza il consenso del proprietario. Ciò vale ovviamente anche per il suo gatto... dunque non ha obblighi di tenerlo legato o chiuso, ma di impedire che lo stesso entri in casa d'altri...
Un’altra risposta, non Aduc, è stata: Il diritto di godimento della proprietà privata, comprende anche la libertà di non dover condividere, nemmeno temporaneamente, i propri spazi con animali che appartengono ad altri, al proprietario dell’animale si richiede, inoltre, di vigilare per impedire che esso entri DOVE NON E’ AMMESSO NE’ GRADITO.
Secondo me il proprietario del gatto: O lo tiene in casa, O lo tiene nel garage di notte, di giorno O lo tiene in giardino in un recinto CHIUSO, O gli mette una pettorina e la collega ad un guinzaglio che permette lo spostamento di alcuni metri, ma non consente di sconfinare. Se lo tiene in un recinto chiuso CHE PROBLEMA C’E’? Loro lo lasciano nel giardino “libero” sia quando sono in casa, sia quando vanno via e non ci sono.
Il mio vicino nonostante le mie lamentele, insiste per tenere il gatto “libero” in giardino.
La frase che “non ha l’obbligo di tenerlo legato o chiuso” NON MI TUTELA. Mi sono rivolto anche ad un “veterinario” la sua risposta è stata: Io mi dovrei rivolgere all’ASL, loro dovrebbero venire dal mio vicino, il gatto non sarà microchippato, e il vicino deve dire: “non è mio” e l’Asl preleva l’animale e lo porta via, oppure, “è mio” e l’Asl gli impone l’obbligo di non farlo entrare nella mia proprietà., se va a via legale “NON SE NE ESCE PIU’”.
In REALTA’ io mi ero rivolto all’ASL e la risposta è stata: noi ci occupiamo solo di maltrattamento di animali. Avrei voluto dirgli : e di maltrattamento di persone chi se ne occupa? Ho interpellato la Polizia locale, e mi hanno risposto, di andare dai carabinieri e “Querelare “ il vicino in base all’art. 639 del codice penale, che ho visto parla di risarcimento di un danno subito.
Non ricordo di preciso, circa tre anni fa, il mio vicino aveva provato a tenere un gatto, ma di fronte alle mie lamentele, aveva provveduto subito a non tenerlo più. Adesso, pur essendo cosciente di crearmi dei fastidi, ha fatto “finta di niente” e ha preso questo nuovo gatto.
Di fronte alle mie nuove lamentele, tenerlo “libero” in giardino risulta, una “presa in giro” e la volontà di “non provvedere ad eliminare il fastidio”.
Ritengo di subire una “violenza”, mi trovo costretto a “fare la guardia” e ad uscire e a mandare via un gatto che non è mio e che NON VOGLIO VEDERE ANDARE E VENIRE nelle mie pertinenze. Persino Gesù Cristo diceva: “ama il prossimo tuo come te stesso”, e non si capisce come mai un gatto sembra più importante di un “uomo” e, qualcuno pensa, che può andare dove vuole!
Chiedevo: per questi problemi è COMPETENTE L’ASL O IL COMUNE?
In quale regolamento è scritto che il PROPRIETARIO DEL GATTO ha l’OBBLIGO DI IMPEDIRE CHE ENTRI IN CASA D’ALTRI? In mancanza di una norma precisa, i cittadini vengono abbandonati a litigare, penso che ci vorrebbe una norma che dica: il proprietario di un gatto deve impedirgli di uscire dalla sua proprietà: è l’unico modo di impedire che disturbi gli altri!
vedo se mi rispondete e a quali condizioni Pasquale, dalla provincia di BG
Risposta ADUC
ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2052 del codice civile “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.
Pertanto, nel caso, iI proprietario del gatto è chiamato a rispondere dei danni cagionati alla sua proprietà in ragione della responsabilità oggettiva riconosciuta dalla legge per il solo fatto di essere, appunto, il proprietario.
Tra i danni c'è sicuramente eventuali escrementi e/o rovina vasi e/o fiori o latri beni collocati nella sua proprietà.
E' legittimato ad agire in sede civile chiedendo il risarcimento dei danni con contestuale richiesta di inibitoria per far cessare tale condotta molesta con richiesta di adozione delle opportune e doverose cautele per evitare il ripetersi di tale situazione anche ne rispetto di norme igienico sanitarie.
Agendo in sede civile il titolare della proprietà può ottenere intimazione nei confronti del proprietario per far cessare la condotta molesta da parte del vicino, diffidandolo ad adottare tutte le cautele necessarie e, se la situazione non si risolve, il risarcimento del danno dimostrabile (vasi rotti/escrementi/fiori rovinati).
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Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
Pertanto, nel caso, iI proprietario del gatto è chiamato a rispondere dei danni cagionati alla sua proprietà in ragione della responsabilità oggettiva riconosciuta dalla legge per il solo fatto di essere, appunto, il proprietario.
Tra i danni c'è sicuramente eventuali escrementi e/o rovina vasi e/o fiori o latri beni collocati nella sua proprietà.
E' legittimato ad agire in sede civile chiedendo il risarcimento dei danni con contestuale richiesta di inibitoria per far cessare tale condotta molesta con richiesta di adozione delle opportune e doverose cautele per evitare il ripetersi di tale situazione anche ne rispetto di norme igienico sanitarie.
Agendo in sede civile il titolare della proprietà può ottenere intimazione nei confronti del proprietario per far cessare la condotta molesta da parte del vicino, diffidandolo ad adottare tutte le cautele necessarie e, se la situazione non si risolve, il risarcimento del danno dimostrabile (vasi rotti/escrementi/fiori rovinati).
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Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
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