Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 marzo 2006
Apro affermando di non essere un cliente Banco posta e che sicuramente da oggi non lo diventero' mai. Sono a richiedere un consiglio su quello che mi e' successo oggi: Mi sono recato presso un ufficio postale di Modena per incassare un assegno postale emesso da un c/c di Chieti che avrei dovuto incassare. Al momento della presentazione per l'incasso, l'addetto allo sportello mi ha comunicato che non poteva cambiarlo ma che sarei dovuto andare presso l'ufficio postale che aveva emesso quel blocchetto di assegni. Meravigliatomi della risposta, come prima cosa ho chiesto se scherzava e poi ho fatto presente all'addetto dello sportello che l'assegno era di Chieti e che non era certamente comodo per me andare a cambiarlo. MI disse di aspettare un momento; torno' con la direttrice la quale mi confermo' la loro impossibilita' a cambiare l'assegno in quanto le loro direttive prevedono il cambio assegni solo a quelle persone che hanno la firma depositata presso l'ufficio postale ove si cambia l'assegno o che altrimenti avrei dovuto versarlo su un c/c postale o bancario e solo in seguito prelevare. Risposi che non mi sembrava logico quanto mi aveva detto e che volevo leggere le informative della Posta, visto che esposto non vi era niente, ove si evidenziasse che gli assegni postali potevano essere cambiati solamente presso l'ufficio postale ove uno aveva depositato la propria firma; questo cosa vuole dire che se io ho un conto corrente postale aperto a Modena, mi trovo a Roma per lavoro, per cambiare un assegno devo tornare a Modena e poi solamente dopo aver cambiato l'assegno tornare a Roma: comodo avere un conto corrente postale, poche spese e sempre efficienti. A quel punto la sig. ra Direttrice mi ha risposto che lei a me non deve mostrare niente. Ho richiesto di far intervenire la polizia, lei invece mi ha comunicato che avrebbe fatto intervenire la polizia postale, ho risposto grazie in quanto sicuro di risolvere la questione con rapidita', perche' mi sembrava e mi sembra tutt'ora illogico quanto avevo sentito. All'arrivo della Polizia postale, anche abbastanza celermente, mi sono sentito sollevato in quanto speravo...., ma invece l'unica cosa solerte fu quella di redigere un'informativa con le mie generalita' e quella di invitarmi a rivolgermi presso la sede centrale delle Poste della mia citta' visto che le informative erano solo presso la sede e che molte direttive erano state impartite hai vari uffici solamente in modo verbale per motivi di sicurezza. Ok per la sicurezza, sono certo che ogni cittadino onesto sia dalla parte della protezione contro eventuali pericoli (le truffe sono all'ordine del giorno, vedi assegni scoperti, furti, ecc.). ma mi chiedo cosa ci voleva a contattare l'ufficio postale di Chieti, richiedere il permesso di cambiare l'assegno e per maggior sicurezza prendere anche le mie generalita', cosa che in tutte le banche viene eseguito, a volte mal volentieri ma viene eseguito. Comunque ora mi trovo con un assegno in tasca, senza contanti e non so' come muovermi, sicuramente torno a portare l'assegno alla persona che lo ha emesso e mi faro' dare i contanti, ma comunque mi piacerebbe avere una risposta in merito in quanto potrebbe capitare anche ad altre persone. Comunque non credo che sia possibile avere un c/c postale rigido in questo modo, la comodita' di un c/c e' quella di poter cambiare un assegno in qualsiasi ufficio uno si trovi, ma si vede che per le poste italiane non e' cosi'. Grazie e scusate.
Agostino, da Modena
Agostino, da Modena
Risposta ADUC
Purtroppo non siamo in grado di darle un consiglio, perche' quanto le e' accaduto e' in linea col servizio Bancoposta e di qualunque banca italiana: non c'e' obbligo ad onorare i titoli al portatore, per cui e' solo discrezionale.
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