Cara ADUC
Incidenza delle commissioni di gestione nei fondi pensione
Domanda
1 giugno 2006
Spettabile Aduc, torno a riscrivervi in merito al tema pensionistico, sperando che i quesiti ivi sollevati
siano di qualche utilità anche agli altri lettori. Bene, volendo approfondire la conoscenza di uno strumento tipo fondo pensione aperto mi sono un attimo soffermata sul capitolo degli oneri a carico del sottoscrittore e del fondo. In particolare, sulla voce commissione di gestione, che pure agisce sulla posizione del sottoscrittore, in modo indiretto. La commissione di gestione, solitamente espressa in termini percentuali, viene (da quello che ho capito) valutata sul valore del patrimonio, pertanto ha una incidenza sempre maggiore al crescere del montante nella posizione relativa al sottoscrittore. Dunque, volendo aderire a un fondo pensione aperto, nella speranza che la posizione acquisita presso il fondo sia crescente nel tempo (ovvero il montante si incrementi), occorre tuttavia fare i conti con la commissione di gestione annua, oltre a tutti i restanti oneri, direttamente a carico del sottoscrittore. Secondo me, una delle domande rilevanti che occorrerebbe porsi è: non prendendo in considerazione per ora le performance del fondo (che potrebbero essere anche negative) quanto incide la commissione di gestione annua per l'intera durata del piano dei versamenti? Sebbene sia forse fuorviante parlare di rendimenti del fondo (dato che non sono certi e possono altresì essere negativi, appunto), per capire meglio il meccanismo, mi piacerebbe tuttavia vedere lo sviluppo di un piano simile a quello da voi pubblicato qualche settimana fa in cui si ipotizzava l'andamento del montante contributivo per la pensione pubblica. In questo esempio teorico, l'aderente versa nelle casse del fondo pensione aperto 1000 Euro l'anno e per semplicità non ci sono costi che incidono sul premio. Per semplicità il fondo ha soli costi relativi alla commissione di gestione dell'1%. Facciamo dunque l'ipotesi che il fondo consenta una rivalutazione annua del 5%, (su cui occorre poi tenere in conto l'effetto dell'aliquota fiscale dell'11%) costante per 20 anni. Dunque il contribuente avrà complessivamente versato 20000, ma quanto sarà il montante maturato alla fine del piano e, soprattutto, di quanto si sarà remunerato il fondo sotto forma di commissione di gestione? Grazie per l'attenzione.
Concetta, da Bologna
siano di qualche utilità anche agli altri lettori. Bene, volendo approfondire la conoscenza di uno strumento tipo fondo pensione aperto mi sono un attimo soffermata sul capitolo degli oneri a carico del sottoscrittore e del fondo. In particolare, sulla voce commissione di gestione, che pure agisce sulla posizione del sottoscrittore, in modo indiretto. La commissione di gestione, solitamente espressa in termini percentuali, viene (da quello che ho capito) valutata sul valore del patrimonio, pertanto ha una incidenza sempre maggiore al crescere del montante nella posizione relativa al sottoscrittore. Dunque, volendo aderire a un fondo pensione aperto, nella speranza che la posizione acquisita presso il fondo sia crescente nel tempo (ovvero il montante si incrementi), occorre tuttavia fare i conti con la commissione di gestione annua, oltre a tutti i restanti oneri, direttamente a carico del sottoscrittore. Secondo me, una delle domande rilevanti che occorrerebbe porsi è: non prendendo in considerazione per ora le performance del fondo (che potrebbero essere anche negative) quanto incide la commissione di gestione annua per l'intera durata del piano dei versamenti? Sebbene sia forse fuorviante parlare di rendimenti del fondo (dato che non sono certi e possono altresì essere negativi, appunto), per capire meglio il meccanismo, mi piacerebbe tuttavia vedere lo sviluppo di un piano simile a quello da voi pubblicato qualche settimana fa in cui si ipotizzava l'andamento del montante contributivo per la pensione pubblica. In questo esempio teorico, l'aderente versa nelle casse del fondo pensione aperto 1000 Euro l'anno e per semplicità non ci sono costi che incidono sul premio. Per semplicità il fondo ha soli costi relativi alla commissione di gestione dell'1%. Facciamo dunque l'ipotesi che il fondo consenta una rivalutazione annua del 5%, (su cui occorre poi tenere in conto l'effetto dell'aliquota fiscale dell'11%) costante per 20 anni. Dunque il contribuente avrà complessivamente versato 20000, ma quanto sarà il montante maturato alla fine del piano e, soprattutto, di quanto si sarà remunerato il fondo sotto forma di commissione di gestione? Grazie per l'attenzione.
Concetta, da Bologna
Risposta ADUC
Fa molto bene a soffermarsi sul problema dei costi nei fondi pensione (e nella gestione del risparmio in generale), la risposta al suo quesito - relativo al foglio elettronico che abbiamo pubblicato - e' molto semplice. Se ipotizza un rendimento medio atteso del 5% e vuole verificare l'incidenza delle commissioni di gestione e' sufficiente che faccia prima il calcolo con il rendimento del 5% e poi con un rendimento al netto delle commissioni di gestione. Ipotizzando un 1% di commissioni di gestione e' calcoli il rendimento del piano al 4% e lo confronti con quello al 5%, la differenza sono le commissioni di gestione.
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