Cara ADUC
Attribuzione falsa utenza
Domanda
22 agosto 2020
Il 1 febbraio 2012 mia madre, residente a S.Benedetto del Tronto, passa da ENEL ad EDISON per la fornitura di luce e gas.
EDISON allaccia la fornitura al suo indirizzo di residenza, ma crea un secondo allaccio per il Gas in VIA xxx di VARALLO POMBIA (NO).
Sollecitata a cancellare quell’utenza EDISON risponde riconoscendo che a causa di “un disallineamento nei flussi di comunicazione verso il Distributore Locale”, il punto di fornitura in oggetto era stato associato erroneamente a mia madre e si impegna a stornare le relative fatture.
Ciò nonostante inizia, per quell’utenza errata, a sollecitare pagamenti con continue telefonate al suo indirizzo di residenza, senza inviare niente di cartaceo.
Nel 2014 tramite avvocato, mia madre diffida EDISON dall’insistere.
EDISON, per la seconda volta, ammette l’errore impegnandosi a stornare le fatture.
Mia madre decide il 22/07/2015 di cambiare fornitore e firma a casa, tramite incaricati, una proposta di contratto con ENI, ovviamente per il suo indirizzo di residenza.
Scopre dopo mesi che EDISON ha girato ad ENI l’utenza fittizia di Varallo Pombia con il relativo credito e conseguenti more e viene poi contattata da un’agenzia di recupero crediti per conto di ENI.
Abbiamo 3 lettere di EDISON che attestano l’errore e l’azzeramento del debito per l’utenza di Varallo Pombia (ma mai la cancellazione di quest’ultima).
La Polizia Municipale di Varallo Pombia ha dichiarato in una lettera che “in seguito ad accertamenti effettuati sia tramite strumenti informatici che direttamente sul territorio del Comune di Varallo Pombia, (mia madre) non risulta essere residente” a quell’indirizzo, aggiungendo in via informale che quel numero civico è disabitato (lettera ovviamente allegata nelle segnalazioni al fornitore).
Rivoltomi ai carabinieri per denunciare la cosa, vengo informato che senza fatture scritte (mai ricevute) non si può procedere.
Sia ad ENI che all’agenzia di recupero crediti inviamo tutto il materiale comprovante l’errore di EDISON.
In breve: ENI, con una lettera, conferma l’erronea attribuzione della fornitura di gas e l’inesistenza del contratto, avvisando della bonifica della situazione entro maggio 2018.
Ma la stessa trafila (causa servizio FUI), si ripete in seguito con Enel Energia.
Chiarito con questi ultimi, il discorso si ripresenta pochi mesi fa con Hera-comm.
In questi otto anni abbiamo anche chiamato, su consiglio dei vari fornitori, il fornitore di zona 2iReteGas, proprietario dei contatori, chiedendo la cancellazione dell’utenza fasulla.
Ma 2iReteGas ci ha risposto che deve farlo prima il fornitore (Eni, Enel. ecc), poi potranno farlo loro.
Abbiamo saputo del portale FOUR, riservato ai fornitori: finché mia madre risulta nella lista di quel sito sarà impossibile cancellarla, così ci hanno detto.
Ci hanno consigliato di chiedere il distacco del contatore, ma devo essere presente quando arriva il tecnico: come faccio se la casa non è la mia?
Come risolvere questa situazione?
Grazie.
Paolo, dalla provincia di AP
EDISON allaccia la fornitura al suo indirizzo di residenza, ma crea un secondo allaccio per il Gas in VIA xxx di VARALLO POMBIA (NO).
Sollecitata a cancellare quell’utenza EDISON risponde riconoscendo che a causa di “un disallineamento nei flussi di comunicazione verso il Distributore Locale”, il punto di fornitura in oggetto era stato associato erroneamente a mia madre e si impegna a stornare le relative fatture.
Ciò nonostante inizia, per quell’utenza errata, a sollecitare pagamenti con continue telefonate al suo indirizzo di residenza, senza inviare niente di cartaceo.
Nel 2014 tramite avvocato, mia madre diffida EDISON dall’insistere.
EDISON, per la seconda volta, ammette l’errore impegnandosi a stornare le fatture.
Mia madre decide il 22/07/2015 di cambiare fornitore e firma a casa, tramite incaricati, una proposta di contratto con ENI, ovviamente per il suo indirizzo di residenza.
Scopre dopo mesi che EDISON ha girato ad ENI l’utenza fittizia di Varallo Pombia con il relativo credito e conseguenti more e viene poi contattata da un’agenzia di recupero crediti per conto di ENI.
Abbiamo 3 lettere di EDISON che attestano l’errore e l’azzeramento del debito per l’utenza di Varallo Pombia (ma mai la cancellazione di quest’ultima).
La Polizia Municipale di Varallo Pombia ha dichiarato in una lettera che “in seguito ad accertamenti effettuati sia tramite strumenti informatici che direttamente sul territorio del Comune di Varallo Pombia, (mia madre) non risulta essere residente” a quell’indirizzo, aggiungendo in via informale che quel numero civico è disabitato (lettera ovviamente allegata nelle segnalazioni al fornitore).
Rivoltomi ai carabinieri per denunciare la cosa, vengo informato che senza fatture scritte (mai ricevute) non si può procedere.
Sia ad ENI che all’agenzia di recupero crediti inviamo tutto il materiale comprovante l’errore di EDISON.
In breve: ENI, con una lettera, conferma l’erronea attribuzione della fornitura di gas e l’inesistenza del contratto, avvisando della bonifica della situazione entro maggio 2018.
Ma la stessa trafila (causa servizio FUI), si ripete in seguito con Enel Energia.
Chiarito con questi ultimi, il discorso si ripresenta pochi mesi fa con Hera-comm.
In questi otto anni abbiamo anche chiamato, su consiglio dei vari fornitori, il fornitore di zona 2iReteGas, proprietario dei contatori, chiedendo la cancellazione dell’utenza fasulla.
Ma 2iReteGas ci ha risposto che deve farlo prima il fornitore (Eni, Enel. ecc), poi potranno farlo loro.
Abbiamo saputo del portale FOUR, riservato ai fornitori: finché mia madre risulta nella lista di quel sito sarà impossibile cancellarla, così ci hanno detto.
Ci hanno consigliato di chiedere il distacco del contatore, ma devo essere presente quando arriva il tecnico: come faccio se la casa non è la mia?
Come risolvere questa situazione?
Grazie.
Paolo, dalla provincia di AP
Risposta ADUC
vicenda kafkiana; se non le è pervenuta alcuna messa in mora formale, si astenga da ulteriori iniziative tendenti alla risoluzione del problema, non imputabile a lei bensi' alla catena dei venditori e del distributore locale, solidalmente inadempienti.
Ignori ogni sollecito e all'occorrenza, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore attuale con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna entro 50 giorni, fare un tentativo di conciliazione presso l'Autorita' dell'energia Arera (ex Aeegsi):
http://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+gas+conciliazioni+obbligatorie_25396.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, si potra' fare causa presso il proprio giudice di pace, anche senza avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Ignori ogni sollecito e all'occorrenza, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore attuale con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna entro 50 giorni, fare un tentativo di conciliazione presso l'Autorita' dell'energia Arera (ex Aeegsi):
http://sosonline.aduc.it/scheda/energia+elettrica+gas+conciliazioni+obbligatorie_25396.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, si potra' fare causa presso il proprio giudice di pace, anche senza avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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