Cara ADUC
E' il momento per ETF in dollari Usa?
Domanda
13 gennaio 2004
Ho gia' avuto modo di apprezzare i Vs. consigli in passato e pertanto mi permetto di approfittare nuovamente delle Vs. ospitalita'.
Che ne pensate di aprire un conto in Dollari e contestualmente acquistare un ETF quotato sul mercato USA (avevo in mente l'indice NASDAQ100) come investimento a medio/lungo termine?
Il rischio di una ulteriore svalutazione del Dollaro nei confronti dell'Euro esiste, ma a mio avviso dovremmo avere raggiunto il massimo del rapporto tra le due divise e nel medio/lungo termine il rapporto tra i due dovrebbe migliorare a favore del Dollaro.
Il rischio poi dell'ETF sul mercato USA dovrebbe essere equiparabile al rischio di un investimento borsistico.
Sono sulla strada giusta? O sto omettendo qualche particolare che dovrei invece considerare?
Ancora grazie e a presto.
Maurizio, da Milano
Che ne pensate di aprire un conto in Dollari e contestualmente acquistare un ETF quotato sul mercato USA (avevo in mente l'indice NASDAQ100) come investimento a medio/lungo termine?
Il rischio di una ulteriore svalutazione del Dollaro nei confronti dell'Euro esiste, ma a mio avviso dovremmo avere raggiunto il massimo del rapporto tra le due divise e nel medio/lungo termine il rapporto tra i due dovrebbe migliorare a favore del Dollaro.
Il rischio poi dell'ETF sul mercato USA dovrebbe essere equiparabile al rischio di un investimento borsistico.
Sono sulla strada giusta? O sto omettendo qualche particolare che dovrei invece considerare?
Ancora grazie e a presto.
Maurizio, da Milano
Risposta ADUC
Come certamente sapra', dato che ci segue da tempo, Investire Informati non si esprime su singoli titoli o su strategie di investimento. Cio' in quanto il nostro compito e' informare e non fare consulenza finanziaria.
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Cio premesso, e' certamente possibile confermare che il rischio nell'acquisto di un ETF e' assimilabile al rischio di mercato, poiche' gli ETF replicano l'andamento del mercato stesso. Una complicazione degli ETF non armonizzati (quelli trattati negli USA non lo sono, infatti) e' il trattamento fiscale. L'intermediario italiano, infatti, applica al capital gain un'aliquota del 12.5% ma a titolo di acconto, poiche' il guadagno su prodotti non armonizzati concorre a formare il reddito imponibile del sottoscrittore ed e' assoggettato alla tassazione progressiva IRPEF. Se l' intermediario e' USA, tutto il reddito da capitale finisce in dichiarazione. E' necessario, in ambo i casi, indicare il reddito nella dichiarazione.
Valutiamo positivamente gli ETF's, visto che la stragrande maggioranza dei fondi comuni non riesce nemmeno a replicare il mercato in cui
investe, pur incamerando provvigioni raccontando la solita storiella secondo la quale il gestore e' un professionista che studia costantemente i mercati:
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Ultima annotazione: e' vero che il dollaro e' sceso tanto, ma non si puo' mai essere sicuri che uno strumento sia vicino al minimo: di solito e' meglio attendere l'esaurirsi del ribasso, per poi intervenire in condizioni di minore incertezza. Ad ogni modo, se investe adesso in fondi denominati in euro che pero' investono in azioni denominate in dollari senza copertura del cambio e' come se investisse direttamente in dollari perche' l'andamento della quota sara' il prodotto dell'andamento del mercato piu' l'andamento del cambio.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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Cio premesso, e' certamente possibile confermare che il rischio nell'acquisto di un ETF e' assimilabile al rischio di mercato, poiche' gli ETF replicano l'andamento del mercato stesso. Una complicazione degli ETF non armonizzati (quelli trattati negli USA non lo sono, infatti) e' il trattamento fiscale. L'intermediario italiano, infatti, applica al capital gain un'aliquota del 12.5% ma a titolo di acconto, poiche' il guadagno su prodotti non armonizzati concorre a formare il reddito imponibile del sottoscrittore ed e' assoggettato alla tassazione progressiva IRPEF. Se l' intermediario e' USA, tutto il reddito da capitale finisce in dichiarazione. E' necessario, in ambo i casi, indicare il reddito nella dichiarazione.
Valutiamo positivamente gli ETF's, visto che la stragrande maggioranza dei fondi comuni non riesce nemmeno a replicare il mercato in cui
investe, pur incamerando provvigioni raccontando la solita storiella secondo la quale il gestore e' un professionista che studia costantemente i mercati:
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Ultima annotazione: e' vero che il dollaro e' sceso tanto, ma non si puo' mai essere sicuri che uno strumento sia vicino al minimo: di solito e' meglio attendere l'esaurirsi del ribasso, per poi intervenire in condizioni di minore incertezza. Ad ogni modo, se investe adesso in fondi denominati in euro che pero' investono in azioni denominate in dollari senza copertura del cambio e' come se investisse direttamente in dollari perche' l'andamento della quota sara' il prodotto dell'andamento del mercato piu' l'andamento del cambio.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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