Cara ADUC
Trattamento fiscale di obbligazioni trasferite cambiando intestazione
Domanda
12 agosto 2005
Incredibile !!! Ho pagato l'imposta sulle plusvalenze per delle obbligazioni Argentina che ho comprato a 100 e non ho mai venduto.
Sono uno sfortunato ed ingenuo possessore di obbligazioni Argentina per un valore nominale totale di circa 45.000 Euro. Dopo essermi sposato ho chiuso un deposito titoli personale e ho trasferito tutti i titoli (tra cui tre obblig. Argentina) ad un deposito cointestato con la moglie presso la stessa banca (Intesa). Le obbligazioni, nel febbraio 2003, sono state trasferite ad un valore (di mercato?) rispettivamente di 23€, di 28€ e di 28,5€, generando una forte minusvalenza sulla mia posizione (che, temo, non compensero' mai con altrettante plusvalenze). Avendo poi aderito alla conversione nelle nuove obbligazioni Par 2036, queste sono state "valutate" circa 37€, dando origine, per il 50% del valore, la quota intestata a mia moglie, ad una plusvalenza che e' stata prontamente tassata. Naturalmente la banca non mi aveva informato della meccanica legata al trasferimento titoli ad un altro dossier: ero convinto che l'operazione avvenisse al costo storico e fosse fiscalmente neutra. Inoltre essendo possessore anche di Obbligazioni della Prov. di Buenos Aires, nominale di 13.000 Euro, valutate queste ultime addirittura 17€ al momento del trasferimento, mi aspetto a breve (quando sara' proposta l'operazione speculare di conversione) un'altra beffa. Praticamente sono riuscito a pagare l'imposta sulle plusvalenze di borsa per un'operazione che mi ha causato (compreso le Buenos Aires) circa 40.000 Euro di perdita. Probabilmente il comportamento della banca e' anche stato tecnicamente corretto, ma lo sconcerto rimane. Posso fare qualcosa?
Massimo, da Milano
Sono uno sfortunato ed ingenuo possessore di obbligazioni Argentina per un valore nominale totale di circa 45.000 Euro. Dopo essermi sposato ho chiuso un deposito titoli personale e ho trasferito tutti i titoli (tra cui tre obblig. Argentina) ad un deposito cointestato con la moglie presso la stessa banca (Intesa). Le obbligazioni, nel febbraio 2003, sono state trasferite ad un valore (di mercato?) rispettivamente di 23€, di 28€ e di 28,5€, generando una forte minusvalenza sulla mia posizione (che, temo, non compensero' mai con altrettante plusvalenze). Avendo poi aderito alla conversione nelle nuove obbligazioni Par 2036, queste sono state "valutate" circa 37€, dando origine, per il 50% del valore, la quota intestata a mia moglie, ad una plusvalenza che e' stata prontamente tassata. Naturalmente la banca non mi aveva informato della meccanica legata al trasferimento titoli ad un altro dossier: ero convinto che l'operazione avvenisse al costo storico e fosse fiscalmente neutra. Inoltre essendo possessore anche di Obbligazioni della Prov. di Buenos Aires, nominale di 13.000 Euro, valutate queste ultime addirittura 17€ al momento del trasferimento, mi aspetto a breve (quando sara' proposta l'operazione speculare di conversione) un'altra beffa. Praticamente sono riuscito a pagare l'imposta sulle plusvalenze di borsa per un'operazione che mi ha causato (compreso le Buenos Aires) circa 40.000 Euro di perdita. Probabilmente il comportamento della banca e' anche stato tecnicamente corretto, ma lo sconcerto rimane. Posso fare qualcosa?
Massimo, da Milano
Risposta ADUC
Il comportamento della banca e' regolare perche' segue le disposizioni del fisco in materia. Il passaggio delle obbligazioni con variazione (anche se solo in parte) del possesso viene dal fisco considerato come una vendita, e quindi non avviene mantenendo il prezzo di carico originario dei titoli ma applicando il prezzo di mercato in quel momento. Pertanto, le obbligazioni sono state inserite nel nuovo dossier con un prezzo di carico fiscale pari al prezzo di mercato del momento in cui il passaggio e' avvenuto (prezzo del giorno precedente, per la precisione) mentre al precedente intestatario e' stata contabilizzata una forte minusvalenza fiscale pari alla differenza tra il prezzo di carico ed il prezzo "di vendita", anche se si e' trattato non di vendita ma di un trasferimento a dossier non identicamente intestato.
Piu' che altro, la banca avrebbe dovuto spiegare al cliente cosa sarebbe avvenuto trasferendo le obbligazioni senza mantenere la precedente intestazione, ma dimostrare una simile negligenza e' quasi sempre impossibile.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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Piu' che altro, la banca avrebbe dovuto spiegare al cliente cosa sarebbe avvenuto trasferendo le obbligazioni senza mantenere la precedente intestazione, ma dimostrare una simile negligenza e' quasi sempre impossibile.
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