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Cara ADUC

Tempi analisi tossicologiche, prescrizione della sanzione e consiglio

27 agosto 2009
Domanda 27 agosto 2009
Gentile Avv. Zaina,
ho 19 anni e vivo in questi giorni un gravissimo turbamento psico-fisico (dormo e mangio pochissimo) a causa di un sequestro amministrativo di gr. 0,5 di hashish, per altro di pessima qualità, e delle possibili conseguenze non solo a livello amministrativo, ma soprattutto familiare.
Chissà quante volte avrà messo al servizio la Sua professionalità ed il Suo tempo per problematiche simili, quindi entro immediatamente nel merito della fattispecie, evitandoLe uno sfogo tanto grande quanto, purtroppo inutile.
Quanti giorni sono necessari al Laboratorio del locale comando dei Carabinieri affinchè vengano effettuate, e ricevute le analisi tossicologiche del materiale sequestratomi dalla Guardia di Finanza?
Non ho precedenti nè penali, nè amministrativi, non ho mai conseguito la patente di guida, non ho passaporto (mi sono sempre mosso all'estero con C.I. valida per l'espatrio), nè tanto meno l'odioso porto d'armi; a quale sanzione presumibilmente vado incontro?
Studio Giurisprudenza da un anno, con discreti risultati, ritengo la Legge mia madre putativa e cerco di osservarla ossequiosamente, ma una riflessione lunga ed accurata mi ha portato a convincermi che abbandonare l'uso di marijuana non sarebbe stato giusto, nè produttivo ("Chi porterebbe avanti le istanze antiproibizioniste se tutti smettessimo di fumare?" è la domanda che mi sono sempre posto).
Quindi, ritenendo sterile il singolo uso, da anni l'ho accompagnato anche ad un attivismo pro-legalizzazione/depenalizzazione.
Le ho premesso tutto questo per farLe comprendere quanto grande sia il mio travaglio e la mia paura di non poter più partecipare al concorso in Magistratura o di avere limitazioni nell'attività forense. Verrà mai cancellata/prescritta o simili l'eventuale sanzione che il Prefetto mi comminerà?
In ultimo, un consiglio, forse il più importante dell'intera missiva.
I miei genitori sono, come Lei, avvocati esercitanti la professione da oltre vent'anni; una mia condotta illecita od illegale sarà considerata in maniera quantomai grave, come un loro fallimento, ed infine come un mio irreparabile errore. E' questo che vorrei evitare, e vorrei farlo con gli strumenti che più ritengo consoni: Dottrina e Giurisprudenza.
Le chiedo quindi, da uomo di legge, da esperto della materia, e da padre di famiglia: come dovrei impostare una discussione con i miei, su quali punti dovrei maggiormente soffermarmi sia da un punto di vista prettamente giuridico che politico? Di quali testi, sentenze, o simili potrei avvalermi per dar loro la paossibilità di comprendere l'assurdità delle disposizioni del D.P.R. 309/90 e del D.L. 272/05 convertito con la legge 46/06 (in particolare dell'articolo contestatomi il 4 ter.).
Cosa posso fare? Mi aiuti La prego, è forse la mia ultima speranza. Sono sull'orlo di una depressione, e le scrivo sfruttando ancora la consapevolezza dei fatti e la mia residua lucidità.
Nel ringraziarLa sentitamente come attivista, e sinceramente come ragazzo in crisi, Le porgo mi i miei più Cordiali Saluti.
Mario, da Foggia (FG)

Risposta ADUC
con grande pragmatismo, mi permetto di consigliarLe di parlare con i suoi genitori.
Se essi sono anche avvocati potranno, superato lo scoramento iniziale, aiutarla.
Non faccia voli pindarici, la legge 309/90 è questa e non può certo cambiarla lei oppure io.
Mi dia retta.
Cordiali saluti.
Avv. Zaina
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Ha risposto Carlo Alberto Zaina, legale: clicca qui
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