Cara ADUC
Sospensione patente
Domanda
1 marzo 2008
Egr.Sigg.,
sono a sottoporvi il mio caso per guida in stato di ebbrezza. Risultata positiva all'etilometro mi viene chiesto di sottopormi alle analisi di routine (sangue, urine, ecografia e neurologo). Fin qui tutto normale, credo che chi sbaglia in qualche modo dovrebbe conoscere la legge e quelle che sono le conseguenze. Chiaramente tutte le analisi vengono sottoposte alla Commissione medica locale per la riconsegna della patente che nel frattempo era stata sospesa. La lettera con l'esito delle analisi del CDT viene aperta davanti a me ed il valore indicato era 3,5 contro il 2,6 valore massimo accettato.
Quasi stupita, considerato che conosco le mie abitudini, chiedo come è possibile e faccio presente che è possibile che si siano sbagliati. Uno dei responsabili della Commissione mi dice che è possibile fare il riesame, ma che non sbagliano mai. Quasi affranta e decisamente umiliata torno a casa non riuscendo a farmi capace del perchè di un risultato simile. Convinta però della mia buona fede e rimuginando per un po' di tempo decido di chiedere il riesame sullo stesso campione. Viene stilato il verbale di consegna del mio siero e consegnato dal SERT ad un altro laboratorio da loro indicato. Ritorno per avere le analisi e mi viene detto che il siero non si era conservato bene e che quindi non potevo fare niente. Vengo richiamata per un nuovo prelievo, stesso iter. Ritorno con l'esito in commissione medica, viene riaperta la busta e di nuovo 3,5 il risultato. E' chiaro che c'e' qualcosa che non va.
Mi rivolgo nuovamente per il riesame e nel frattempo faccio fare delle analisi in un laboratorio privato che usa una metodologia differente, un'indagine di secondo livello chiamata HPLC. Risultato da parte di entrambi i laboratori: causa una variante genetica di tipo D della transferrina non possono rilevare l'abuso di alcool tramite il CDT. Chiedo perché devono avermi fatto trascorrere ben 4 mesi per conoscere questo risultato e la responsabile del SERT mi dice che lei non ha l'attrezzatura idonea per quel tipo di indagine, che L'ASL di Lecce ha lo strumento inutilizzato e che lei ha chiesto di avere questo strumento piu' volte. Ho pagato altre 50 euro senza ricevuta al laboratorio non riconosciuto, ma che effettuata l'indagine di secondo livello per conto del SERt. oltre alle precedenti 70 euro per sentirmi dire ciò che avrebbero dovuto dirmi dalla prima volta. Sono passati 4 mesi ed ora hanno deciso di sottopormi all'analisi delle urine. E' mai possibile? Di chi sono le responsabilità? Io mi sento lesa come cittadino, come donna, come lavoratrice, come tassata da uno Stato che non mette la gente nelle condizioni di dimostrare la propria innocenza
Elsa, da Otranto (LE)
sono a sottoporvi il mio caso per guida in stato di ebbrezza. Risultata positiva all'etilometro mi viene chiesto di sottopormi alle analisi di routine (sangue, urine, ecografia e neurologo). Fin qui tutto normale, credo che chi sbaglia in qualche modo dovrebbe conoscere la legge e quelle che sono le conseguenze. Chiaramente tutte le analisi vengono sottoposte alla Commissione medica locale per la riconsegna della patente che nel frattempo era stata sospesa. La lettera con l'esito delle analisi del CDT viene aperta davanti a me ed il valore indicato era 3,5 contro il 2,6 valore massimo accettato.
Quasi stupita, considerato che conosco le mie abitudini, chiedo come è possibile e faccio presente che è possibile che si siano sbagliati. Uno dei responsabili della Commissione mi dice che è possibile fare il riesame, ma che non sbagliano mai. Quasi affranta e decisamente umiliata torno a casa non riuscendo a farmi capace del perchè di un risultato simile. Convinta però della mia buona fede e rimuginando per un po' di tempo decido di chiedere il riesame sullo stesso campione. Viene stilato il verbale di consegna del mio siero e consegnato dal SERT ad un altro laboratorio da loro indicato. Ritorno per avere le analisi e mi viene detto che il siero non si era conservato bene e che quindi non potevo fare niente. Vengo richiamata per un nuovo prelievo, stesso iter. Ritorno con l'esito in commissione medica, viene riaperta la busta e di nuovo 3,5 il risultato. E' chiaro che c'e' qualcosa che non va.
Mi rivolgo nuovamente per il riesame e nel frattempo faccio fare delle analisi in un laboratorio privato che usa una metodologia differente, un'indagine di secondo livello chiamata HPLC. Risultato da parte di entrambi i laboratori: causa una variante genetica di tipo D della transferrina non possono rilevare l'abuso di alcool tramite il CDT. Chiedo perché devono avermi fatto trascorrere ben 4 mesi per conoscere questo risultato e la responsabile del SERT mi dice che lei non ha l'attrezzatura idonea per quel tipo di indagine, che L'ASL di Lecce ha lo strumento inutilizzato e che lei ha chiesto di avere questo strumento piu' volte. Ho pagato altre 50 euro senza ricevuta al laboratorio non riconosciuto, ma che effettuata l'indagine di secondo livello per conto del SERt. oltre alle precedenti 70 euro per sentirmi dire ciò che avrebbero dovuto dirmi dalla prima volta. Sono passati 4 mesi ed ora hanno deciso di sottopormi all'analisi delle urine. E' mai possibile? Di chi sono le responsabilità? Io mi sento lesa come cittadino, come donna, come lavoratrice, come tassata da uno Stato che non mette la gente nelle condizioni di dimostrare la propria innocenza
Elsa, da Otranto (LE)
Risposta ADUC
la storia che ci racconta e' molto particolare. Il nostro consiglio e' di impugnare il verbale di accertamento della violazione, sicuramente con l'ausilio di un avvocato che la aiutera' a strutturare l'istruttoria in modo da far cessare questo "tormento".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti