Cara ADUC
Richiesta di pagamento di un tributo del 2000 (Consorzio della bonifica Reno Palata)
Domanda
28 agosto 2008
Scrivo per conto di mio padre novantenne, ex contadino, attualmente coltivatore di un bell'orto, lettore di quattro quotidiani e due magazine la settimana, ottimista, ma.non in grado di affrontare quanto vado a descrivere, ...se non pagando ad occhi chiusi e con un grande senso di frustrazione.
In qualità di titolare di un piccolo fondo agricolo nella provincia di Bologna, ha sempre pagato, fin dagli anni sessanta e tuttora paga i contributi al Consorzio che regimenta le acque di superficie e che attualmente si denomina Consorzio della bonifica Reno Palata.
Datata 8 luglio 2008, è arrivata una semplice lettera da parte di Equitalia, Agente della riscossione per la provincia di Bologna, che invita, per conto del Consorzio della bonifica Reno Palata, a provvedere al pagamento di euro 526,69 (di cui euro 338,77 come tributo dell'anno 2000, euro 169,70 di interessi di mora ed euro 15,75 per compensi di riscossione coattiva), che non sarebbero stati pagati.
Mi sorgono diversi quesiti (anche dopo avere consultato su tutto il Vostro sito, molto interessante, gli argomenti inerenti):
1. Dopo quasi 8 anni mio padre è ancora tenuto ad esibire documentazione dell'avvenuto pagamento? O valgono i cinque anni come per tutto ciò che deve essere pagato in riferimento all'anno o alla frazione di anno (art. 2948 c.c.)? (indicazione che ho reperito in una scheda del Vostro sito).
2. La lettera dell'8 luglio 2008 è, appunto, una semplice lettera non raccomandata che non fa seguito né a precedenti solleciti né a ingiunzioni di pagamento. Come mai solo nel 2008 arriva l'invito a pagare, quando gli interessi di mora sono arrivati a euro 169,70?
Per la precisione, ho trovato la cartella dei tributi dell'anno 2000, ma presumo che dovesse essere stata pagata in quanto già da allora e dagli anni precedenti si era dato mandato di pagamento alla Cassa di risparmio del nostro paese, come si evince da due cartelle di pagamento del 1989 e del 1990 ancora in nostro possesso.
Va ricordato anche che il Consorzio si è avvalso nel corso del tempo dell'esattoria comunale, poi della GE.RI.CO. poi non so se di altri agenti di riscossione, poi di Equitalia. E proprio nel 2000 la Gerico era diventata Agente di riscossione.
(Inoltre ad aumentare la confusione, sul sito del Consorzio viene indicato come Agente di riscossione la società Gest line del gruppo S. Paolo e non Equitalia. Si deve presumere che il sito non sia aggiornato?)
Tutto ciò per ipotizzare che nel passaggio di consegne qualcosa non abbia funzionato riguardo per esempio le firme di delega. Fatto sta che a mio padre, prima di luglio 2008, non è mai arrivato nessun avviso di nessun genere da chicchessia.
Se la banca o l'Agente di riscossione affermano di avere invece inviato nel corso degli anni lettere o ingiunzioni, sono essi tenuti a dimostrarlo? E se sì, per quanto tempo sono tenuti a conservarne documentazione? Se non avessero questo dovere, è chiara la difformità di diritti e doveri fra essi ed il cittadino.
3. Vi è la possibilità di sapere di chi possa essere la responsabilità, se della banca, se dell'Agente di riscossione o se del Consorzio?
4. Con quale atto formale Il Consorzio può annullare quanto va chiedendo, sollevandoci da ulteriori fastidi e oneri?
5. E' possibile pagare la sola rata e non la mora?
6. Quale atto formale ci conviene subito inoltrare?
Concludendo, la mia richiesta più interessata riguarda il lasso di tempo, che per legge era in vigore nel 2000, durante il quale si era tenuti a conservare documentazione dell'avvenuto pagamento.
Poi, se avrete la possibilità di rispondere anche agli altri interrogativi, ve ne sarò estremamente grata.
Se inoltre riterrete che queste righe e soprattutto le vostre risposte potranno essere di interesse per i cittadini, sarò ben lieta di condividerle.
Grazie ancora per l'attenzione.
Anna Rita, da Crevalcore (BO)
In qualità di titolare di un piccolo fondo agricolo nella provincia di Bologna, ha sempre pagato, fin dagli anni sessanta e tuttora paga i contributi al Consorzio che regimenta le acque di superficie e che attualmente si denomina Consorzio della bonifica Reno Palata.
Datata 8 luglio 2008, è arrivata una semplice lettera da parte di Equitalia, Agente della riscossione per la provincia di Bologna, che invita, per conto del Consorzio della bonifica Reno Palata, a provvedere al pagamento di euro 526,69 (di cui euro 338,77 come tributo dell'anno 2000, euro 169,70 di interessi di mora ed euro 15,75 per compensi di riscossione coattiva), che non sarebbero stati pagati.
Mi sorgono diversi quesiti (anche dopo avere consultato su tutto il Vostro sito, molto interessante, gli argomenti inerenti):
1. Dopo quasi 8 anni mio padre è ancora tenuto ad esibire documentazione dell'avvenuto pagamento? O valgono i cinque anni come per tutto ciò che deve essere pagato in riferimento all'anno o alla frazione di anno (art. 2948 c.c.)? (indicazione che ho reperito in una scheda del Vostro sito).
2. La lettera dell'8 luglio 2008 è, appunto, una semplice lettera non raccomandata che non fa seguito né a precedenti solleciti né a ingiunzioni di pagamento. Come mai solo nel 2008 arriva l'invito a pagare, quando gli interessi di mora sono arrivati a euro 169,70?
Per la precisione, ho trovato la cartella dei tributi dell'anno 2000, ma presumo che dovesse essere stata pagata in quanto già da allora e dagli anni precedenti si era dato mandato di pagamento alla Cassa di risparmio del nostro paese, come si evince da due cartelle di pagamento del 1989 e del 1990 ancora in nostro possesso.
Va ricordato anche che il Consorzio si è avvalso nel corso del tempo dell'esattoria comunale, poi della GE.RI.CO. poi non so se di altri agenti di riscossione, poi di Equitalia. E proprio nel 2000 la Gerico era diventata Agente di riscossione.
(Inoltre ad aumentare la confusione, sul sito del Consorzio viene indicato come Agente di riscossione la società Gest line del gruppo S. Paolo e non Equitalia. Si deve presumere che il sito non sia aggiornato?)
Tutto ciò per ipotizzare che nel passaggio di consegne qualcosa non abbia funzionato riguardo per esempio le firme di delega. Fatto sta che a mio padre, prima di luglio 2008, non è mai arrivato nessun avviso di nessun genere da chicchessia.
Se la banca o l'Agente di riscossione affermano di avere invece inviato nel corso degli anni lettere o ingiunzioni, sono essi tenuti a dimostrarlo? E se sì, per quanto tempo sono tenuti a conservarne documentazione? Se non avessero questo dovere, è chiara la difformità di diritti e doveri fra essi ed il cittadino.
3. Vi è la possibilità di sapere di chi possa essere la responsabilità, se della banca, se dell'Agente di riscossione o se del Consorzio?
4. Con quale atto formale Il Consorzio può annullare quanto va chiedendo, sollevandoci da ulteriori fastidi e oneri?
5. E' possibile pagare la sola rata e non la mora?
6. Quale atto formale ci conviene subito inoltrare?
Concludendo, la mia richiesta più interessata riguarda il lasso di tempo, che per legge era in vigore nel 2000, durante il quale si era tenuti a conservare documentazione dell'avvenuto pagamento.
Poi, se avrete la possibilità di rispondere anche agli altri interrogativi, ve ne sarò estremamente grata.
Se inoltre riterrete che queste righe e soprattutto le vostre risposte potranno essere di interesse per i cittadini, sarò ben lieta di condividerle.
Grazie ancora per l'attenzione.
Anna Rita, da Crevalcore (BO)
Risposta ADUC
per prima cosa la avvisiamo che, come ben scritto tra le avvertenze poste all'attenzione di chi utilizza il nostro form di domanda, che la sua lettera sara' pubblicata -in forma anonima per quanto la riguarda- sul nostro sito, quindi gia' resa accessibile a chiunque possa esserne interessato. Venendo al quesito, per quanto ci risulta la prescrizione dovrebbe essere effettivamente di cinque anni (in realta' c'e' diversita' di vedute ed alcuni ritengono che sia di 10 anni, dato che nessuna legge specifica un termine), ma visto il tipo di avviso ricevuto (inviato per posta semplice) e' presumibile che vi siano notifiche precedenti (di una cartella esattoriale, per esempio), interruttive del termine. La questione e' tutta qui, se tali notifiche risultassero (verifichi presso l'ente debitore -piu' e oltre che presso l'agente della riscossione- tenendo presente che le notifiche possono legittimamente avvenire anche per giacenza o nelle mani di terzi autorizzati) dovrebbe pagare tutta la cifra comprensiva di interessi e spese, altrimenti potrebbe contestare il decorso della prescrizione, presumibilmente rivolgendosi alla commissione provinciale tributaria (molto dipende dal tipo di "irregolarita'" riscontrata, e da quale fase abbia raggiunto la sua pratica). Se vuole puo' riscriverci dopo aver fatto qualche verifica.
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