Cara ADUC
Pagamento condominiale
Domanda
21 ottobre 2015
Gent.mo ADUC
In data 30-05-2005 ho venduto un appartamento di mia proprietà con regolare rogito notarile.
Il 16-05-2013 l’acquirente mi ha scritto poiché una sentenza della Corte d’Appello riferita ad un contenzioso del 2004 di un coinquilino imponeva il risarcimento alla vertente di una cifra da suddividere in millesimi da parte di tutti gli inquilini.
Il 29-06-2013 ho versato personalmente la quota a me spettante di euro 254,00 mediante assegno all’amministratore, che provvedeva a rilasciarmi fotocopia assegno e ricevuta debitamente firmata, datata e con la causale del versamento (…sentenza Corte d’Appello a favore di ecc.).
Due anni dopo, esattamente il 7-10-2015 la proprietaria dell’appartamento mi ha scritto ancora chiedendo il versamento della quota a me spettante che, secondo lei, non era stata versata al momento della prima richiesta.
Ho immediatamente risposto sia a lei che all’amministratore, che nel frattempo era cambiato, inviando copia dell’assegno e della ricevuta.
In data 13-10-2015 l’amministratore mi risponde che “…il pagamento effettuato all’amministratore uscente Rag. ….. in data 29-06-2013 con relativa ricevuta, è stato inserito sul bilancio ordinario, quindi utilizzato per altre spese” concludendo con “…saldare la quota a lei dovuta al fine di evitare ulteriori spese legali”.
A mio parere se l’amministratore ha usato la quota da me versata destinata ad un preciso rimborso per coprire altre spese su un bilancio ordinario del 2013 (ovvero 8 anni dopo la vendita dell’appartamento), non è mia spettanza coprire detta mancanza. In attesa di un Vostro parere e consiglio, porgo distinti saluti
Luciano, da Roma (RM)
In data 30-05-2005 ho venduto un appartamento di mia proprietà con regolare rogito notarile.
Il 16-05-2013 l’acquirente mi ha scritto poiché una sentenza della Corte d’Appello riferita ad un contenzioso del 2004 di un coinquilino imponeva il risarcimento alla vertente di una cifra da suddividere in millesimi da parte di tutti gli inquilini.
Il 29-06-2013 ho versato personalmente la quota a me spettante di euro 254,00 mediante assegno all’amministratore, che provvedeva a rilasciarmi fotocopia assegno e ricevuta debitamente firmata, datata e con la causale del versamento (…sentenza Corte d’Appello a favore di ecc.).
Due anni dopo, esattamente il 7-10-2015 la proprietaria dell’appartamento mi ha scritto ancora chiedendo il versamento della quota a me spettante che, secondo lei, non era stata versata al momento della prima richiesta.
Ho immediatamente risposto sia a lei che all’amministratore, che nel frattempo era cambiato, inviando copia dell’assegno e della ricevuta.
In data 13-10-2015 l’amministratore mi risponde che “…il pagamento effettuato all’amministratore uscente Rag. ….. in data 29-06-2013 con relativa ricevuta, è stato inserito sul bilancio ordinario, quindi utilizzato per altre spese” concludendo con “…saldare la quota a lei dovuta al fine di evitare ulteriori spese legali”.
A mio parere se l’amministratore ha usato la quota da me versata destinata ad un preciso rimborso per coprire altre spese su un bilancio ordinario del 2013 (ovvero 8 anni dopo la vendita dell’appartamento), non è mia spettanza coprire detta mancanza. In attesa di un Vostro parere e consiglio, porgo distinti saluti
Luciano, da Roma (RM)
Risposta ADUC
se si tratta di un errore amministrativo della precedente gestione, lei non deve pagare alcunche'. Si astenga da ogni ulteriore interlocuzione informale. Di fronte ad una messa in mora inviatale per raccomandata AR potra' rispondere con un altrettanto formale respingimento di ogni richiesta in quanto indebita.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti