Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 marzo 2005
Domanda 15 marzo 2005
Gentile Aduc, vorrei chiederle una consulenza rispetto ad un fatto che a me e' sembrata una vera scorrettezza. Ieri sono stata in un negozio di abbigliamento nella mia citta', Bra, in provincia di Cuneo. Ho misurato un abito per una cerimonia, ma volendo essere sicura della scelta ho pagato buona parte dell'abito e ho chiesto al negoziante se potevo tornare il pomeriggio dopo in compagnia di mia figlia, chiedendo di tenermi da parte sia il vestito in parte pagato sia un altro per cui ero un po' indecisa. Il giorno dopo sono tornata alle 16 ma il negoziante aveva venduto il vestito, benche' io avessi dato un cospicuo acconto (150 euro). Sono rimasta parecchio male e sono uscita dal negozio dicendo alla commessa che erano stati parecchio scorretti, loro hanno risposto che non possono tenere abiti da parte. Allora perche' richiedere una parte del pagamento per l'abito? Grazie per la disponibilita'.
Federica, da Bra

Risposta ADUC
Il commerciante e' stato scorretto: visto l'"anticipo" almeno una telefonata poteva fargliela. Dal punto di vista prettamente giuridico non possiamo pronunciarci. Infatti occorre sapere con esattezza gli accordi presi e, soprattutto, cosa ci fosse scritto sulla ricevuta di pagamento dei 150 euro. Si trattava di un acconto su un contratto non perfezionato o una caparra? La situazione non e' chiara. Cerchi una risoluzione bonaria, ma in caso di insoddisfazione potrebbe mettere in mora il commerciante tramite una raccomandata A/R in cui fa le sue richieste (risarcimento danni o altro) e concede 15 giorni perche' provveda, avvertendo che in difetto si rivolgera' all'autorita' competente. Senza riscontri, deve rivolgersi al giudice di pace per un tentativo di CONCILIAZIONE. Non le conviene rischiare un contenzioso, vista la nebulosita' della situazione. clicca qui
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