Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 febbraio 2005
Buongiorno, volevo sapere se esistono normative specifiche che tutelano i consumatori nei confronti di esercizi commerciali che operano nel campo della lavanderia/tintoria.
Spiego il mio caso: ho portato in lavanderia in data 8 febbraio scorso un paio di pantaloni di Armani nuovi (acquistati con i saldi a fine gennaio). La scelta di portarli in lavanderia era dettata dal fatto che era il primo lavaggio e sui pantaloni c'era un'etichetta ben visibile che indicava che i pantaloni dovevano essere lavati e stirati da rovescio.
All'atto della consegna dei pantaloni, questi erano solo sporchi leggermente sul fondo, ma comunque la lavanderia non li ha nemmeno guardati e li ha presi in consegna. Al momento del ritiro dei pantaloni in data 14 febbraio la lavanderia mi ha consegnato i capi non dandomi alcuno scontrino di riconsegna. In data 21 febbraio (a 7 giorni dal ritiro) mi sono accorta che i pantaloni erano rovinati irrimediabilmente (tracce di candeggina e macchie scure da ferro da stiro) nella parte alta sia sul davanti che sul retro. Sono andata immediatamente in lavanderia e mi hanno risposto che le macchie potevano gia' essere presenti al momento della mia consegna a loro e che non potevano farci nulla, essendo passati piu' di 7 giorni dalla data in cui ho consegnato loro i pantaloni. Si sono offerti solo di rilavarmi i pantaloni.
Mi chiedo se posso in qualche modo rivalermi su di loro, oppure devo lasciar perdere e tenermi l'arrabbiatura (e i pantaloni rovinati).
Grazie 1000.
Federica, da Cassina de' Pecchi
Spiego il mio caso: ho portato in lavanderia in data 8 febbraio scorso un paio di pantaloni di Armani nuovi (acquistati con i saldi a fine gennaio). La scelta di portarli in lavanderia era dettata dal fatto che era il primo lavaggio e sui pantaloni c'era un'etichetta ben visibile che indicava che i pantaloni dovevano essere lavati e stirati da rovescio.
All'atto della consegna dei pantaloni, questi erano solo sporchi leggermente sul fondo, ma comunque la lavanderia non li ha nemmeno guardati e li ha presi in consegna. Al momento del ritiro dei pantaloni in data 14 febbraio la lavanderia mi ha consegnato i capi non dandomi alcuno scontrino di riconsegna. In data 21 febbraio (a 7 giorni dal ritiro) mi sono accorta che i pantaloni erano rovinati irrimediabilmente (tracce di candeggina e macchie scure da ferro da stiro) nella parte alta sia sul davanti che sul retro. Sono andata immediatamente in lavanderia e mi hanno risposto che le macchie potevano gia' essere presenti al momento della mia consegna a loro e che non potevano farci nulla, essendo passati piu' di 7 giorni dalla data in cui ho consegnato loro i pantaloni. Si sono offerti solo di rilavarmi i pantaloni.
Mi chiedo se posso in qualche modo rivalermi su di loro, oppure devo lasciar perdere e tenermi l'arrabbiatura (e i pantaloni rovinati).
Grazie 1000.
Federica, da Cassina de' Pecchi
Risposta ADUC
Se hanno detto che loro non sono responsabili, per quale motivo si sono offerti di rilavarle i pantaloni che, tra l'altro, erano appena stati lavati?
Le consigliamo di tornare in lavanderia con un testimone (non parente di primo grado) e di porre questo quesito, sottolineando che questo comporta una loro ammissione di responsabilita', e che per questo chiede il rimborso dei pantaloni (non al prezzo per cui li ha acquistati, ma considerando almeno un 30% meno perche' comunque si tratta di un capo d'abbigliamento usato).
Nel caso di un rifiuto, invii a questa lavanderia una raccomandata A/R in cui intima che le siano rimborsati xx euro per aver danneggiato i pantaloni durante il lavaggio senza aver seguito le indicazioni della specifica etichetta (se avesse anche testimonianza sulle condizioni in cui a suo tempo aveva portato i pantaloni a lavare, sarebbe meglio), citi le varie testimonianze inclusa l'ultima e chiede che cio' avvenga entro 15 giorni, altrimenti si rivolgera' in giudizio con beneplacito delle spese (giudice di pace).
Le consigliamo di tornare in lavanderia con un testimone (non parente di primo grado) e di porre questo quesito, sottolineando che questo comporta una loro ammissione di responsabilita', e che per questo chiede il rimborso dei pantaloni (non al prezzo per cui li ha acquistati, ma considerando almeno un 30% meno perche' comunque si tratta di un capo d'abbigliamento usato).
Nel caso di un rifiuto, invii a questa lavanderia una raccomandata A/R in cui intima che le siano rimborsati xx euro per aver danneggiato i pantaloni durante il lavaggio senza aver seguito le indicazioni della specifica etichetta (se avesse anche testimonianza sulle condizioni in cui a suo tempo aveva portato i pantaloni a lavare, sarebbe meglio), citi le varie testimonianze inclusa l'ultima e chiede che cio' avvenga entro 15 giorni, altrimenti si rivolgera' in giudizio con beneplacito delle spese (giudice di pace).
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