Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 febbraio 2005
Il giorno 28 gennaio ca, avevo "una analisi della figura" con il consulente Michela xxx del centro Figurella di Lissone (MI) 77 tel. xxxxx, presso il centro stesso.
Dopo tale analisi la consulente prospettandomi un successivo incontro con un medico mi sottoponeva una proposta (da me controfirmata) contenente i patti e le condizioni alle quali il centro mi offriva il "programma di snellimento"; in tale proposta venivano indicate le date di inizio e fine corso (in assenza di idoneita' medica), il costo totale dell'intervento (che nella proposta viene espresso in L) erano da definire le modalita' di pagamento e mi e' stata fatta versare la quota d'iscrizione (giustificandola come costo per la visita medica) di 70¤ (anche se sulla proposta veniva indicata come L. 70.
Salutavo la consulente informandola che ne avrei parlato con mio marito e dicendole che ci saremmo risentite martedi' 2 febbraio per una conferma o meno della proposta.
Il martedi' venivo contattata dalla consulente che di fronte alla mia intenzione di rifiutare il programma mi aggrediva verbalmente informandomi che la mia era una sottoscrizione di contratto a tutti gli effetti e che non vi era nessuna possibilita' di rescindere gli accordi presi.
Sono a questo punto a porvi i seguenti quesiti:.
1) E' valido come contratto un foglio definito proposta?
2) E' possibile nel 2005 stipulare accordi validi dove il pagamento richiesto e L 4.820?
3) Definito il programma ma, non ancora svolta nessuna seduta possibile non vi sia la possibilita' di rescinderlo in alcun modo?
4) E' possibile ravvisare gli estremi della TRUFFA perpetrata dalla consulente che mi sollecitava a controfirmare la proposta lasciandomi intendere che non vi era nessun impregno, ere solo la conferma di un preventivo. Mi veniva addirittura spiegato che il pagamento poteva avvenire a risultati ottenuti, mentre leggendo la proposta si parla di un rimborso se i risultati non sono stati ottenuti e non vi sia stato concorso di colpa del paziente per indisciplina?
Faccio inoltre presente che il mio reddito complessivo (come da dichiarazione 2004) per l'anno 2003 e' stato pari ad ¤ 11.754 con un reddito imponibile di 8.801 ¤ e che il reddito 2004 e' sulla stessa linea.
In attesa di vostri riscontri vi porgo i miei piu' cordiali saluti e ringraziamenti.
Nicoletta, da Varedo
Dopo tale analisi la consulente prospettandomi un successivo incontro con un medico mi sottoponeva una proposta (da me controfirmata) contenente i patti e le condizioni alle quali il centro mi offriva il "programma di snellimento"; in tale proposta venivano indicate le date di inizio e fine corso (in assenza di idoneita' medica), il costo totale dell'intervento (che nella proposta viene espresso in L) erano da definire le modalita' di pagamento e mi e' stata fatta versare la quota d'iscrizione (giustificandola come costo per la visita medica) di 70¤ (anche se sulla proposta veniva indicata come L. 70.
Salutavo la consulente informandola che ne avrei parlato con mio marito e dicendole che ci saremmo risentite martedi' 2 febbraio per una conferma o meno della proposta.
Il martedi' venivo contattata dalla consulente che di fronte alla mia intenzione di rifiutare il programma mi aggrediva verbalmente informandomi che la mia era una sottoscrizione di contratto a tutti gli effetti e che non vi era nessuna possibilita' di rescindere gli accordi presi.
Sono a questo punto a porvi i seguenti quesiti:.
1) E' valido come contratto un foglio definito proposta?
2) E' possibile nel 2005 stipulare accordi validi dove il pagamento richiesto e L 4.820?
3) Definito il programma ma, non ancora svolta nessuna seduta possibile non vi sia la possibilita' di rescinderlo in alcun modo?
4) E' possibile ravvisare gli estremi della TRUFFA perpetrata dalla consulente che mi sollecitava a controfirmare la proposta lasciandomi intendere che non vi era nessun impregno, ere solo la conferma di un preventivo. Mi veniva addirittura spiegato che il pagamento poteva avvenire a risultati ottenuti, mentre leggendo la proposta si parla di un rimborso se i risultati non sono stati ottenuti e non vi sia stato concorso di colpa del paziente per indisciplina?
Faccio inoltre presente che il mio reddito complessivo (come da dichiarazione 2004) per l'anno 2003 e' stato pari ad ¤ 11.754 con un reddito imponibile di 8.801 ¤ e che il reddito 2004 e' sulla stessa linea.
In attesa di vostri riscontri vi porgo i miei piu' cordiali saluti e ringraziamenti.
Nicoletta, da Varedo
Risposta ADUC
il suo caso e' simile a uno sottoposto da un signore in questi giorni telefonicamente. La risposta e' la stessa e qui la riepiloghiamo.
1- La proposta di contratto diventa contratto una volta sottoscritto lo stesso. Lei ha firmato un contratto, ne prenda atto, e' l'unico modo per tentare di tentare di intraprendere una via d'uscita;
3- essendo stato sottoscritto nella sede del venditore non c'e' diritto al ripensamento;
4- un agente di commercio come lei conoscera' il detto "verba volant.....";
2- l'unico appiglio potrebbe essere l'indicazione in lire delle cifre del contratto. E'un tentativo che puo' fare, ma non e' garantita la riuscita della contestazione. Potrebbe sostenere infatti che l'indicazione in lire rende il contratto indeterminato.
Invii una raccomandata A/R a Figurella in cui fa notare questo vizio sostanziale del contratto, e per questo chieda conferma dell'annullamento dello stesso, concedendo 15 giorni per un riscontro scritto. Avverta che
in difetto adira' le vie legali.
Senza soddisfazione, non le resta che andare da un giudice di pace e presentare istanza di CONCILIAZIONE. E' una modalita' che le permette di agire senza ausilio di un legale.
1- La proposta di contratto diventa contratto una volta sottoscritto lo stesso. Lei ha firmato un contratto, ne prenda atto, e' l'unico modo per tentare di tentare di intraprendere una via d'uscita;
3- essendo stato sottoscritto nella sede del venditore non c'e' diritto al ripensamento;
4- un agente di commercio come lei conoscera' il detto "verba volant.....";
2- l'unico appiglio potrebbe essere l'indicazione in lire delle cifre del contratto. E'un tentativo che puo' fare, ma non e' garantita la riuscita della contestazione. Potrebbe sostenere infatti che l'indicazione in lire rende il contratto indeterminato.
Invii una raccomandata A/R a Figurella in cui fa notare questo vizio sostanziale del contratto, e per questo chieda conferma dell'annullamento dello stesso, concedendo 15 giorni per un riscontro scritto. Avverta che
in difetto adira' le vie legali.
Senza soddisfazione, non le resta che andare da un giudice di pace e presentare istanza di CONCILIAZIONE. E' una modalita' che le permette di agire senza ausilio di un legale.
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