Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 febbraio 2005
Cara Aduc, prima di cominciare vorrei ringraziarvi e complimentarmi con voi per il sito e l'ottimo servizio che fornite, venendo a me, vorrei il vostro consiglio sul quello che mi e' successo: la settimana scorsa ho comprato un auto da un rivenditore di usato, l'auto in questione e' stata immatricolata nel gennaio 2003, in ottimo stato e il venditore prima di venderla mi ha detto che aveva percorso 63000 km, cosa che ho verificato subito leggendo il display del tachimetro. La sera stessa che l'ho ritirata ho controllato il libretto dei tagliandi e' mi balzata agli occhi una cosa stranissima, erano stati fatti 2 tagliandi: il primo nell'agosto 2003 a 30000 km circa, il secondo nel marzo 2004 a 60000 circa, l'atroce dubbio era: come e' possibile che in 15 mesi abbi fatto 60000 km e dal marzo scorso (data dell'ultimo tagliando) ad oggi solo 3000? Visto il sospetto ho rintracciato, telefonando, il precedente proprietario, il quale mi diceva che quando ha venduto l'auto al concessionario questa aveva percorso ben 80000 km. Ora, di certo, tornero' da questi signori del concessionario per farmi sentire, ma volevo cortesemente sapere: cosa posso fare per far valere meglio le mie ragioni? Posso chiedere indietro i soldi o parte di loro per un indennizzo per l'accaduto? Potrei riuscire, nella peggiore delle ipotesi, a dimostrare per vie legali il malfatto?
Sicuro di una risposta, vi ringrazio anticipatamente e vi auguro buon lavoro.
Daniele, da Montefalco / Perugia
Sicuro di una risposta, vi ringrazio anticipatamente e vi auguro buon lavoro.
Daniele, da Montefalco / Perugia
Risposta ADUC
dipende da cosa risulti dichiarato nel contratto di acquisto. Ovviamente lei ha ragione, ma occorre poterlo comprovare: per cio' che concerne l'alterazione del contagiri, occorrerebbe poterlo ricondurre al soggetto venditore (e questo non e' facile da ottenere) tutelandosi dalle possibili contestazioni di controparte in merito alla possibilita' che la modifica possa essere avvenuta susseguentemente.
La contestazione deve avvenire a mezzo raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui rimborsare il minor valore, dando avviso che in difetto agira' in giudizio -rivolgendosi poi al giudice di pace.
In ogni caso, il rischio che possa risultare difficoltoso ricondurre il fatto al venditore, sicuramente c'e': e quindi agire in sede legale e' tutt'altro che semplice (non e' sufficiente la testimonianza del precedente proprietario per dimostrare chi abbia effettuato la modifica).
La contestazione deve avvenire a mezzo raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui rimborsare il minor valore, dando avviso che in difetto agira' in giudizio -rivolgendosi poi al giudice di pace.
In ogni caso, il rischio che possa risultare difficoltoso ricondurre il fatto al venditore, sicuramente c'e': e quindi agire in sede legale e' tutt'altro che semplice (non e' sufficiente la testimonianza del precedente proprietario per dimostrare chi abbia effettuato la modifica).
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